Sud Est asiatico. Aumentano le tensioni dopo le minacce della Nord Corea di attaccare la base Usa a Guam. Intervento della Cina teso a calmare anche Trump

Sud Est asiatico. Aumentano le tensioni dopo le minacce della Nord Corea di attaccare la base Usa a Guam. Intervento della Cina teso a calmare anche Trump

Dopo giorni di escalation di tensione e minacce incrociate di attacchi fra Stati Uniti e Corea del Nord, il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno avuto un colloquio telefonico, nel corso del quale si sono detti concordi che Pyongyang “deve fermare il suo comportamento provocatorio”. Ma soprattutto la Cina, alleato storico della Corea del Nord – all’indomani dell’avvertimento di Trump che aveva parlato di “armi pronte e cariche” nel caso in cui “la Corea del Nord dovesse agire in modo imprudente” – ha chiesto a Washington e Pyongyang moderazione per evitare ulteriori tensioni nella penisola di Corea, affermando che deve esserci una risoluzione pacifica alla questione del programma nucleare nordcoreano.

“Le parti coinvolte (riferimento a Usa e Corea del Nord) devono evitare dichiarazioni e azioni che aumentino la tensione”, ha detto Xi Jinping a Trump; assicurando, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa di Stato Xinhua, che la Cina “è disposta a lavorare con il governo Usa per risolvere la questione”. Da Pyongyang non arrivano parole rassicuranti. Il regime, tramite il quotidiano ufficiale Rodong Sinmun, continua a mostrare i muscoli e ha fatto sapere che circa 3,5 milioni di volontari hanno dato la propria disponibilità a combattere contro gli Stati Uniti nei tre giorni successivi al 7 agosto, quando Pyongyang ha annunciato dure rappresaglie per le nuove sanzioni decise dall’Onu in conseguenza degli ultimi test missilistici. La Corea del Nord ha una popolazione di circa 25 milioni di abitanti e il suo esercito, secondo gli esperti, conta fra 700mila e 1,3 milioni di membri.

Trump ha criticato più volte la Cina accusandola di “non fare nulla” per risolvere la crisi nordcoreana, mentre Pyongyang non ha nascosto il suo malessere verso Pechino per avere appoggiato le sanzioni economiche contro il regime in Consiglio di sicurezza Onu. Intanto, a seguito delle minacce del regime di Kim Jong-un, che questa settimana ha annunciato un piano dettagliato per bombardare con quattro missili l’isola statunitense di Guam, il Giappone ha fatto sapere di avere installato il suo sistema anti-missile nelle zone dell’ovest del Paese, che sarebbero interessate dal sorvolo dei proiettili nordcoreani diretti a Guam. Il sistema anti-missile terra-aria Patriot Advanced Capability-3 (PAC-3) è stato dispiegato, precisamente, nelle prefetture di Shimane, Hiroshima e Kochi, cioè proprio quelle che Pyongyang ha indicato come zone che i quattro missili Hwasong-12 di medio raggio sorvolerebbero lungo il percorso verso il territorio Usa. E l’isola del Pacifico – che ospita una base aerea Usa, una struttura della Marina e circa 6mila membri del personale militare Usa – ha pubblicato delle linee guida d’emergenza per preparare i residenti all’eventualità di un attacco nucleare. “Se Pyongyang dovesse attaccare Guam o un altro territorio che sia statunitense o alleato degli Usa, se ne pentirà amaramente e in fretta”, ha avvertito Trump parlando ai giornalisti nel suo golf resort a Bedminster, in New Jersey, dove si trova in vacanza.

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