Palermo. Distrutta la statua di Giovanni Falcone nell’omonimo istituto scolastico nello Zen. La sorella Maria: “la parte marcia del quartiere continua a essere forte”

Palermo. Distrutta la statua di Giovanni Falcone nell’omonimo istituto scolastico nello Zen. La sorella Maria: “la parte marcia del quartiere continua a essere forte”

La statua di Giovanni Falcone istallata nell’omonima scuola elementare nel quartiere Zen di Palermo è stata oggetto di un atto vandalico. Ignoti si sono introdotti nel cortile dell’istituto scolastico e hanno staccato la testa e un pezzo del busto della statua dedicata al magistrato ucciso il 23 maggio 1992 con la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Quindi i malviventi hanno lanciato i pezzi della statua contro la vetrata della porta d’ingresso della scuola, mandandola in frantumi. Sulla vicenda indaga la Polizia.

Lo sconcerto di Maria Falcone, sorella di Giovanni

“Sono particolarmente sconcertata, turbata e addolorata. Più volte la statua è stata oggetto di danneggiamenti, questa volta avviene in modo più brutale. Una grave incursione da parte di delinquenti, ancora più inquietante perché avviene nel 25esimo anniversario della strage di Capaci”, dice all’agenzia AGI Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso da Cosa nostra. “Questa statua – aggiunge – era un segno importante in un quartiere ad alta densità mafiosa. Non posso che constatare che la parte marcia del quartiere continua a essere forte a scapito della gente perbene. A questo punto – è la dolorosa provocazione di Maria Falcone – dopo quello che è successo alla statua di Giovanni e i tanti raid, bisognerebbe mettere nella piazza centrale del rione un monumento a Messina Denaro per assicurarne l’incolumità…”.

La dirigente scolastica della scuola Falcone, “sconvolta e addolorata”

Si dice “sconvolta” e “addolorata” la dirigente della scuola “Giovanni Falcone” di Palermo, Daniela Lo Verde, dopo l’ultima incursione nella quale è stata presa di mira la statua dedicata al magistrato e sistemata davanti all’edificio di via Pensabene, allo Zen. “Una immagine terribile”, aggiunge. Ignoti hanno staccato la testa e l’hanno utilizzata come ariete per sfondare la vetrata della porta d’ingresso. Sul posto i poliziotti della Scientifica e del commissariato San Lorenzo per i rilievi. Le telecamere del sistema di videosorveglianza non funzionano, nonostante i numerosi raid vandalici subiti dal plesso scolastico.

La ministra dell’Istruzione Fedeli, “faremo subito restaurare la statua”

La ministra Fedeli ha già contattato la dirigente della ‘Falcone’, Daniela Lo Verde, per esprimerle sostegno e vicinanza. ”Faremo subito restaurare la statua – assicura Fedeli -. Conosco molto bene il lavoro preziosissimo che la comunità educante della ‘Falcone’ fa ogni giorno garantendo a studentesse e studenti, in coerenza con la nostra Costituzione, la possibilità di crescere come cittadine e cittadini consapevoli, attivi, liberi da ogni condizionamento. Sono vicina alla dirigente, alle insegnanti e agli insegnanti, al personale scolastico tutto, alle ragazze e ai ragazzi e alle loro famiglie – sottolinea la ministra -. Non è la prima volta che questa scuola è oggetto di attacchi. Chi la dirige e chi ci lavora non si è mai fermato, anche stavolta saremo al loro fianco”.

La Cgil: “vicini a quanti operano nella scuola Falcone Palermo”

“Sorpresi, amareggiati e indignati per lo scempio vandalico compiuto ai danni della statua che ricorda Giovanni Falcone, il magistrato, che con sua moglie e tre uomini della scorta, ha pagato con la vita la sua lotta alla mafia”. Così in una nota la Cgil. “La statua – prosegue il sindacato di Corso d’Italia – ne celebrava la memoria all’interno del plesso scolastico nel quartiere Zen, che porta il suo nome. E lo Zen è forse il quartiere più difficile di Palermo”. “Siamo vicini – aggiunge la Cgil – a quanti operano nella scuola Falcone di Palermo, alla dirigente scolastica, alle docenti e ai docenti, a tutto il personale, e a tutti coloro che ogni giorno affrontano la complessa realtà di un quartiere ancora oggetto degli atti vandalici ‘della sua parte marcia’, come avverte la sorella del giudice Maria. Si tratta di un oltraggio alla memoria, un atto simbolico, compiuto proprio là dove si educa con coraggio alla legalità e alla lotta contro la mafia. “Il sindacato – conclude la nota – riafferma, qualora ve ne fosse ancora bisogno, il valore prezioso della conoscenza, dell’impegno scolastico, della socializzazione autentica per battere la mafia, e l’impegno, insieme con lavoratrici e lavoratori, per porre un argine democratico e civile a quanti invece oppongono vandalismo, provocazioni, inciviltà”.

L’Associazione nazionale Magistrati: “la memoria di Falcone fa ancora paura”

“Ancora oggi, dopo tanti anni dalla sua morte, la memoria di Giovanni Falcone fa paura. E lo dimostra quanto è accaduto oggi a Palermo”: l’Associazione Nazionale Magistrati condanna duramente il gesto vandalico ai danni della statua del giudice Falcone. “Noi – continua la nota dell’Anm – non dimentichiamo e continuiamo a tenere vivo il suo ricordo condannando con fermezza questi atti incivili che sono un oltraggio all’eredità che ci ha lasciato. Come sosteneva Giovanni Falcone: la cultura della legalità è la strada giusta per combattere le mafie, e noi proseguiremo su questo percorso. Non bisogna abbassare la guardia e il danneggiamento della statua lo dimostra. Continueremo ostinatamente – conclude l’Anm – a coltivare il vizio della memoria”.