Passa alla Camera in prima lettura con 225 voti la nuova, pessima, legge sulla Legittima difesa. Sinistra Italiana e Mdp denunciano il favore alla lobby delle armi

Passa alla Camera in prima lettura con 225 voti la nuova, pessima, legge sulla Legittima difesa. Sinistra Italiana e Mdp denunciano il favore alla lobby delle armi

La Camera ha approvato in prima lettura la proposta di legge sulla Legittima difesa con 225 voti a favore e 166 contrari, 11 gli astenuti. Hanno votato contro tutte le opposizioni, da Forza Italia a Lega, Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana, M5S e anche Articolo 1- Mdp. Ora il provvedimento passa al Senato.

Questi i punti essenziali delle nuove norme, approvate oggi dalla Camera, in materia di Legittima difesa. Si specifica che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi, però, si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio. Nella Legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore. Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per Legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

Il provvedimento è stato votato solo dal Pd e dalle forze politiche centriste vicine al ministro Alfano, vero dominus di questa ulteriore ferita al diritto, dopo quella inferta ieri col disegno di legge di conversione del decreto sulla concorrenza. Su quest’ultimo, infatti, dopo le polemiche relative ai beni culturali, è intervenuto pesantemente giovedì anche il garante della Privacy, Antonello Soro, che ha criticato le norme per la liberalizzazione del servizio di telemarketing, sostenendo che “elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, ‘liberalizzando’ il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima”. Un’altra cortesia alle lobby. Ed è proprio alle lobby dei produttori di armi che sembra rivolgersi positivamente questa assurda legge sulla Legittima difesa, perché non solo è costruita secondo una “temporalità” traballante nella differenza tra giorno e notte, ma presume che in ogni casa vi possa essere a disposizione per autodifesa personale un’arma letale. Lo ha sottolineato il deputato Daniele Farina, di Sinistra Italiana-Possibile, per il quale “ogni ampliamento delle norme sulla difesa legittima produce un incremento delle armi circolanti. La riforma del 2006 ha triplicato le licenze per presunto uso sportivo. Quella votata oggi, se approvata anche dal Senato, avrà un analogo effetto. La via del Far West è anche questo: un mercato interno aggiuntivo da centinaia di milioni di euro l’anno. Interessi molto distanti dalla sbandierata sicurezza dei cittadini. Queste cose negli Usa accadono alla luce del sole, nel Parlamento italiano invece si nascondono dietro una coltre di parole. Sinistra Italiana-Possibile è contro questa legge che specula sulla paura che si rinnova ad ogni fatto di cronaca”.

Anche Articolo1-Mdp giustifica il suo voto contrario al provvedimento sulla legittima difesa parlando esplicitamente di Far West. Danilo Leva, giurista e deputato di Mdp, scrive in una nota infatti che “il nuovo testo approvato oggi alla Camera svuota di fatto il rapporto di proporzione tra offesa e difesa, vanificando un equilibrio che per anni ha rappresentato il punto di tenuta della nostra cultura giuridica. E’ una modifica che risponde più a una logica di propaganda che ad esigenze di sicurezza. E’ la prima crepa che nel tempo si allargherà sempre di più. Ormai siamo sull’orlo del far west”. Intervenendo in aula per dichiarare il voto contrario di Mdp, il deputato Arcangelo Sannicandro, avvocato e anch’egli operatore del diritto, ha detto che “non vi era nessuna necessità di intervenire sulla legittima difesa perché il nostro ordinamento regolamentava già bene la materia”. Inoltre, ha affermato Arcangelo Sannicandro, “i dati ci dicono che in Italia i delitti sono in diminuzione e tutti i giuristi hanno fatto appello a non intervenire sulla legittima difesa in questo modo. Dispiace che il governo e il Pd abbiano voluto inseguire la Lega sullo stesso terreno populista e propagandistico e si sia giunti ad approvare una legge che sottintende la liberalizzazione dell’uso delle armi”. Infine, “Siamo contrari a una legge che incentiva la corsa all’autodifesa. Crediamo che si debba rispondere alla giusta esigenza di sicurezza dei cittadini con ben altri provvedimenti che investano di maggiori responsabilità lo Stato. In sintesi, sul territorio vogliamo più forze dell’ordine e meno cittadini armati”, ha concluso Sannicandro.

“La modifica dell’art. 52 del codice penale sulla legittima difesa, nel tentativo di inseguire il populismo ‘sfascista’ delle destre, è un errore imperdonabile, soprattutto da parte di parlamentari che si ispirano a valori democratici, progressisti e riformisti. Lo diciamo come poliziotti e lo dicono anche i magistrati, come ha fatto recentemente il presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo”, lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. “L’attuale impianto normativo – dice Tissone -, già modificato nel 2006, rappresenta un compromesso più che accettabile se non vogliamo passare dal concetto di ‘legittima difesa’ alla licenza di uccidere. Già oggi, parafrasando un noto slogan, la difesa è sempre legittima purché l’arma utilizzata sia posseduta legalmente, non vi sia desistenza e vi sia pericolo di aggressione”. “In un Paese dove tutti sono armati e dove ammazzare un ladro che entra in casa o in negozio diventa legittimo – conclude il sindacalista -, anche i criminali si attrezzerebbero in modo adeguato e aumenterebbero la propria potenza di fuoco, sapendo di poter finire male. L’illusione di diminuire i reati predatori autorizzando le ‘prede’ a uccidere chi ruba è ingenua e sconcertante. Gli unici a gioirne, come avviene negli Usa, sarebbero le lobbies delle armi”.