Papa Francesco accoglie imbronciato Trump. Un sorriso solo per Melania. Le distanze tra i due sono abissali, dopo il giro in Medio Oriente del presidente

Papa Francesco accoglie imbronciato Trump. Un sorriso solo per Melania. Le distanze tra i due sono abissali, dopo il giro in Medio Oriente del presidente

Come si evince dalle foto di rito e dai video televisivi, l’espressione di papa Francesco nel suo primo incontro col presidente degli Stati Uniti Donald Trump è seria e imbronciata. Secondo le testimonianze dei presenti, soprattutto dei giornalisti americani che sanno cogliere le particolari espressioni del viso, pare che il papa abbia avuto un sorriso solo per Melania, la moglie del presidente. In realtà, si è trattato di un incontro tra due personalità che non hanno minimamente nascosto le loro diverse visioni del mondo e dell’umanità.

Trump arriva dal tour in Medio Oriente, che ha suscitato l’irritazione del Vaticano

Il presidente Trump ha fatto visita in udienza privata al papa dopo aver attraversato il Medio Oriente e Israele, in particolare a Gerusalemme, luogo sacro alle tre religioni monoteistiche, e dove ha compiuto una grave scelta di politica estera. Quella di vendere armamenti ai regimi sunniti di Arabia Saudita e Qatar per 380 miliardi di dollari in dieci anni, senza affrontare minimamente la gravissima questione dei diritti umani negati, e di assumere come nemico l’Iran sciita. Papa Francesco, che da tempo ormai è convinto che sia in corso una guerra mondiale “a pezzi”, non ha certo visto di buon’occhio questa decisione di riarmare una fazione contro l’altra, e così pesantemente. Inoltre, nel suo giro israeliano, Trump ha certo parlato di pace, sia con Netanyahu che con il presidente palestinese Abu Mazen, ma senza mai citare l’opzione due popoli-due stati, come recitano diverse Risoluzioni dell’Onu e come da sempre sostiene la politica estera vaticana. Anzi, ha pensato bene di non replicare allo stesso Abu Mazen, quando si è sentito dire che la strada verso la pace in Palestina è sbarrata dalla politica israeliana degli insediamenti a Gaza e in Cisgiordania. Il quotidiano progressista Haaretz rileva il silenzio di Trump nel condannare Israele come una vera e propria svolta dopo gli otto anni di Obama (e soprattutto dopo che gli Stati Uniti all’Onu si erano astenuti sulla Risoluzione di condanna per gli insediamenti e per Gerusalemme Est).

L’udienza privata nella sala Clementina carica di tensione

L’udienza privata con papa Francesco ha avuto inizio verso le ore 9. Ancora, i testimoni dicono che l’accoglienza che il papa Francesco ha riservato a Trump non è stata molto calorosa, anzi. Gli ha stretto la mano con lo sguardo sempre accigliato. Era il segnale di un’atmosfera particolare, dura. È noto da sempre che papa Francesco e Donald Trump hanno visioni del mondo diametralmente opposte, sulla guerra, l’immigrazione, il cambiamento climatico, e soprattutto sulla vendita degli armamenti. E dunque, la tensione che si respirava nella Sala Clementina era palpabile. Non è noto, naturalmente, il contenuto del loro incontro, ma qualcosa si può ipotizzare non solo dallo sguardo duro del papa, ma soprattutto dal tweet che il cardinale Peter Turkson, molto legato a Francesco, ha lanciato prima dell’incontro: “Pope Francis & Pres Trump reach out to Islam-world to exorcise it of rel. Violence. One offers peace of dialogue, the other security of arms”, che tradotto vuol dire sostanzialmente che i due si confrontano sull’Islam e sulla violenza, ma che uno offre la pace del dialogo e l’altro la sicurezza delle armi. Più chiaro di così il Vaticano non poteva essere. Inoltre era stato lo stesso papa Francesco ad avvertire i giornalisti che gli chiedevano dell’incontro, che avrebbe detto tutto ciò che pensava, e che avrebbe ascoltato Trump. Ma aveva avvertito che “coloro che pensano di costruire solo muri”, riferendosi al muro tra Stati Uniti e Messico, “e non di costruire ponti, non sono cristiani”.

Si fa caso alla durata dell’udienza, 30 minuti, contro i 50 concessi a Obama e a Putin, e i 40 perfino a Fidel Castro

Altre indicazioni che provengono sul clima dell’incontro sono relative alla durata. Trenta minuti è durato l’incontro a porte chiuse di Papa Francesco con Donald Trump, questa mattina prima di andare all’udienza generale in piazza San Pietro. Durata classica di una udienza papale ad un capo di Stato. Che però Francesco, ad almanaccare gli annali vaticani, ha più volte superato. Con il predecessore di Trump alla Casa bianca, nel 2014, Jorge Mario Bergoglio si era intrattenuto 50 minuti, stessa durata dell’udienza concessa nel 2015 al presidente russo Vladimir Putin. Con l’anziano Fidel Castro, che il papa è andato a trovare a casa sua quando era in visita a Cuba, Jorge Mario Bergoglio si è fermato 30-40 minuti, mentre 30 minuti era durata l’udienza non preannunciata che Francesco ha concesso al presidente Nicolas Maduro, già nel pieno della incertezza politica venezuelana, che l’anno scorso ha fatto scalo a Roma durante un suo viaggio internazionale solo per incontrare il Pontefice. Il cronometro degli incontri, poi, è particolarmente indicativo degli alti e dei bassi nei rapporti con i politici argentini.

Anche nei regali, il papa ha voluto affermare la sua distanza da Trump

Infine, il consueto scambio di regali: al termine dell’udienza il papa ha regalato a Trump tre documenti, l’Evangelii gaudium, l’enciclica ecologica ‘Laudato si” e ‘Amoris Laetitia’. “Li leggerò”, si è limitato a dire Trump, che a sua volta ha regalato al papa il libri di Martin Luther King. “Questo è un regalo per Lei, sono i libri di Martin Luther King, credo che le piaceranno”, ha detto Donald Trump nel consegnare a Francesco il suo regalo, un cofanetto di libri dello storico leader per i diritti civili afroamericano, premio Nobel per la Pace, assassinato a Memphis il 4 aprile 1968.

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