Sul web dilagano le “bufale”. In tutto il mondo si è manifestato contro le notizie false. Gli scriba italioti esempi viventi di notizie artefatte. Solo un terzo degli iscritti al Pd ha votato Renzi. Ma lo chiamano successo

Sul web dilagano le “bufale”. In tutto il mondo si è manifestato contro le notizie false. Gli scriba italioti   esempi viventi di notizie artefatte. Solo un terzo degli iscritti al Pd ha votato Renzi. Ma lo chiamano successo

Domenica 2 aprile un grande evento: la Giornata internazionale del Fact-checking, la  verifica  dei fatti a fronte del dilagare sul web di “bufale”, notizie false, artefatte, studiate a tavolino. Si tratta di “fake news” che, è stato sottolineato nelle tante manifestazioni che si sono svolte in tutto il mondo, fanno ormai parte della nostra vita quotidiana di utenti del web. A Roma la manifestazione si è svolta con la partecipazione della presidente della Camera, Laura Boldrini, da tempo impegnata  in questa battaglia di “verità”, così possiamo chiamarla, un antidoto, è stato detto, contro il dilagare di notizie farlocche mirate alla “manipolazione delle persone e dell’opinione pubblica, notizie virali”. Scopo primario di questa giornata è quello di aumentare le “difese” contro le fake-news, soprattutto nei più giovani. Il tema delle false notizie su Internet sta acquistando un’importanza crescente, tanto che nel mondo ad oggi esistono 115 progetti in 47 Paesi per il contrasto alla cattiva informazione, ad esempio Il disinformatico, Butac, Pagella Politica, Factcheckers.it tra quelli italiani. “Non farti ingannare, i fatti contano” è lo slogan presente sul sito ufficiale della giornata, diffuso in tutto il mondo dalle agenzie di stampa nel quale è  stato possibile trovare anche una sezione con delle guide per imparare a distinguere le fake news, insieme ad una lista delle 16 bufale più diffuse dell’ultimo anno, ciascuna seguita dalla propria verifica. Nelle manifestazioni è stato preso l’impegno perché il 2017 diventi l’anno del fact-checking, cioè della verifica dei fatti e della corretta informazione.

Come si trasforma un flop, la crisi del Pd, in un successo

Perché questa lunga premessa a “giornata” ormai avvenuta? Perché in contemporanea si svolgevano i congressi del Pd, in effetti  dei “votifici” per i tre candidati alle primarie. Di dibattito e di politica si è visto ben poco. I media che hanno seguito l’evento, gli scriba, hanno dato l’esatta dimensione di cosa significhi “fake news”. Hanno preso per buone le informazioni che forniva lo staff renziano. Non erano ancora terminate le operazioni di voto che  arrivavano dai renziadi grida di vittoria. Le primarie un grande evento, un successo, Renzi li ha stracciati, ha mandato al tappeto il ministro della Giustizia, Orlando e il presidente della Puglia, Emiliano, che è al di sotto del quorum, il 5%, necessario per partecipare alle primarie aperte il 30 aprile anche ai cittadini. Il tam tam è proseguito per  alcuni giorni con dati parziali e polemiche. Gli scriba non hanno avuto alcun dubbio. Tutto ciò che usciva dai dirigenti del Pd era oro colato. Un flop è stato trasformato in un successo. Solo dopo due giorni sono arrivati i dati definitivi. Confermano che Renzi ha vinto ma si tratta di una vittoria di Pirro non solo perché i sostenitori di Orlando e di Emiliano contestano i risultati definitivi, parlano di brogli, di congressi fasulli, di tesseramento gonfiato, si rivolgono all’autorità giudiziaria. In realtà i voti riportati da Renzi sono il segno della crisi del Pd. Ma i nostri scriba che pure hanno esultato nella giornata  del Fact-checking sono protagonisti di falsi clamorosi.

I risultatati definitivi. Ha votato solo il 59,15 degli iscritti al Pd

Vediamo i risultati definitivi poi spieghiamo perché siamo in presenza di una gigantesca bufala. Ancora i dati non sono ufficiali perché la Commissione nazionale non ha impresso il sigillo, ma in sostanza sono questi, diffusi in anticipo da Repubblica, un buon  megafono, che riguardano i 6.648 circoli del partito in cui si è votato. Spetta alla Commissione nazionale dare l’ok ai risultati definitivi. Eccoli anticipati in sintesi: Matteo Renzi ha ottenuto 176.743 voti, pari al 66,73 per cento dei 264.879 voti validi (su 266.370 votanti, cioè il 59,15% degli iscritti). Andrea Orlando si è fermato al 25,26 per cento, 66.917 voti. Michele Emiliano è arrivato terzo con 21.219 voti, pari all’8,01 per cento. Da notare quel 59,15 degli iscritti che ha partecipato al voto perché è su questo dato che si costruisce la notizia farlocca. Il comitato Renzi parla di un miglioramento di due punti rispetto alla affluenza nelle primarie del 2013. Orlando ed Emiliano parlano di “emorragia di iscritti nei tre anni e mezzo di segreteria renziana, malgrado nell’ultimo mese il tesseramento abbia subito un impennata non proprio naturale”. Si arriva così alla notizia farlocca, al falso, alla bugia di cui sono responsabili gli stessi scriba che hanno partecipato alla giornata contro le false notizie. C’è un coro, indistinto, dall’Unità, quando esce, ai giornaloni, cosidetti Indipendenti, a quelli schierati a destra, successo di Renzi, ha vinto con quasi il 70% del voto degli iscritti. No, bugia colossale, un inganno per i lettori. Il “successo” del giovanotto di Rignano è la miglior prova della crisi del Pd, ora davvero Pdr. Renzi infatti ha riportato il 66% delle preferenze non di tutti gli iscritti ma solo dei votanti, che sono stati il 59,15% degli iscritti. In effetti poco più del 30%. Più del 40% non si è presentato alle urne. Infatti, secondo i dati forniti dal Nazareno, gli iscritti sarebbero in totale 450.329. Perciò, i voti ottenuti da Renzi equivalgono al 39% dell’intera platea degli iscritti, mentre quelli di Orlando rappresentano appena il 14,85% degli iscritti.

Ora la discussione si sposta su quanti parteciperanno alle primarie aperte il 30 aprile

La discussione ora si sposta su quanti saranno gli elettori che si presenteranno alle primarie aperte ai cittadini. Ognuno dei contendenti  fissa l’asticella. Ma la realtà non cambia. Solo una parte, maggioranza risicata, degli iscritti, brogli, se ci sono stati a parte, ha dato fiducia a chi ha avuto le leve del comando assoluto nel partito. Sabato la convenzione nazionale vedrà l’esposizione dei programmi da parte di Renzi, Orlando e Emiliano. Ogni candidato potrà avere una o più liste a sostegno. Domenica 30 aprile le primarie, gazebi aperti dalle 8 alle 20. Per votare basta un contributo di 2 euro. Orlando ha chiesto che  si svolgano diversi confronti in tv. Ma non sono previsti, solo Skytg24 ne annuncia uno per il 26 aprile. Il 7 maggio l’assemblea nazionale si riunirà per proclamare ufficialmente il vincitore. Se nessuno dei tre candidati avrà raggiunto il 50% il segretario sarà eletto dai delegati. E di politica quando si discute? Che c’entra? Basta  Renzi e avanza.

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