Siria. Save the children denuncia l’uso di armi chimiche a Idlib. 58 persone uccise, e tra loro 11 bambini. Sui feriti chiari segni di gas. Mogherini accusa Assad, ma Alfano crede negli alieni

Siria. Save the children denuncia l’uso di armi chimiche a Idlib. 58 persone uccise, e tra loro 11 bambini. Sui feriti chiari segni di gas. Mogherini accusa Assad, ma Alfano crede negli alieni

“I medici di una delle cliniche gestite dal nostro partner Syrian Relief ci hanno raccontato di aver ricevuto tre bambini sotto i sei anni, appena coscienti, che faticavano a respirare, con il naso che colava e le pupille contratte. I medici dicono che questi sintomi sono coerenti con l’uso di agenti nervini, come il sarin”, non ha mezzi termini Sonia Khush, direttore di Save the Children in Siria, nel denunciare al mondo le conseguenze di quelli che sembrano essere una serie di attacchi chimici avvenuti oggi a Idlib. Una clinica di Save the Children nei dintorni di Maret al Numaan ha ricevuto tre casi e li ha trasportati in ambulanza in ospedale, ma le strutture sanitarie sono sopraffatte dai bombardamenti e il trasferimento lungo le strade è particolarmente pericoloso. Se fosse confermato l’utilizzo del sarin, sottolinea Sonia Khush, “saremmo di fronte ad una palese violazione del diritto internazionale e ad una preoccupante indicazione che ci dice che non tutte le armi chimiche sono state distrutte, come chiesto dalla risoluzione 2118 del Consiglio delle Nazioni Unite del settembre 2013”.

La denuncia di Save the Children in Siria: quasi un terzo dei feriti colpiti dalle bombe di Assad erano bambini con sintomi di avvelenamento da gas non identificato

I medici a Khan Sheikhoun, riferisce Save the Children in una nota, “ci hanno riportato che quasi un terzo dei feriti che hanno visto erano bambini, arrivati negli ospedali in stato di incoscienza, pallidi, con gravi difficoltà respiratorie, dopo la caduta dei razzi dal cielo. Un ulteriore razzo che avrebbe rilasciato una sostanza chimica ancora non definita sarebbe stato lasciato cadere nella stessa area oggi all’ora di pranzo e molte famiglie sarebbero fuggite verso nord nel disperato tentativo di sfuggire ad un ulteriore attacco”. Save the Children “chiede immediatamente un’indagine imparziale sull’attacco e una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per concordare i passi successivi. Deve esserci giustizia per le vittime”, afferma la Ong. “Idlib – ricorda ancora Sonia Khush – è la patria di circa due milioni di civili, tra cui molte persone sfollate a causa del conflitto nella vicina Aleppo e in altre aree. L’incontro di domani dei ministri degli esteri e del Segretario Generale delle Nazioni Unite a Bruxelles deve affrontare la minaccia dei continui assalti e la brutalità che hanno vissuto a Idlib. Non possiamo permettere che la situazione degeneri come abbiamo visto ad Aleppo Est”.

Valerio Neri, direttore Save the Children Italia, “siamo oltre l’inferno”

“Siamo oltre l’inferno. Le immagini che arrivano dalla Siria, i corpi senza vita di quei bambini, sono la testimonianza che siamo di fronte ad un orrore che è quello già visto nei campi di concentramento nazisti. Nessuno può più tacere o aspettare di fronte a tutto questo. La Comunità internazionale ha il dovere di intervenire immediatamente o sarà per sempre complice di quello che sta accadendo”, grida il direttore generale di Save The Children Italia, Valerio Neri, commentando la notizia dell’attacco chimico a Idlib, in cui hanno perso la vita almeno 58 persone tra le quali, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 11 bambini. A sei anni dall’inizio del conflitto, che si stima abbia fatto finora oltre 470mila vittime, sono ancora 5,8 milioni i bambini che vivono sotto i bombardamenti e hanno bisogno di aiuti e sono almeno 3 milioni i bambini che hanno oggi sei anni e non hanno mai conosciuto altro che la guerra.

Francia e Gran Bretagna impongono la riunione urgente mercoledì del Consiglio di sicurezza Onu. Cina e Russia metteranno il veto?

“Si tratta chiaramente di un crimine di guerra, e chiedo ai membri del Consiglio di Sicurezza che in precedenza hanno utilizzato il proprio diritto di veto per difendere l’indifendibile di cambiare atteggiamento”, ha dichiarato da parte sua l’ambasciatore britannico, Matthew Rycroft. La Francia aveva chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza per discutere dell’attacco su Khan Sheikhoun, che ha causato almeno 58 morti, fra cui undici bambini, e 170 feriti, secondo il bilancio provvisorio fornito dalle organizzazioni siriane per la difesa dei diritti umani. La riunione dell’organo esecutivo del Palazzo di vetro è prevista alle 10 locali (le 16 in Italia), ha annunciato l’ambasciatore statunitense all’Onu, la signora Nikki Haley. Da ultimo i rappresentanti di Mosca e Pechino hanno opposto il veto alle sanzioni ad esponenti del regime siriano accusati di essere responsabili degli attacchi con gas di cloro su villaggi controllati dai ribelli nel 2014 e nel 2015.

Mogherini accusa il regime di Assad. L’ineffabile ministro Alfano morbidissimo, e non cita le responsabilità

 “Le notizie di un attacco chimico contro civili inermi in Siria e di bombardamenti sugli ospedali dove erano stati ricoverati i feriti sono sconvolgenti. L’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella riunione d’urgenza, richiesta da Francia e Regno Unito, e domani alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l’uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l’umanità. La comunità internazionale ha il dovere di porre fine alle profonde sofferenze del popolo siriano e di restituire pace, speranza e futuro a quel grande Paese”. Incredibile, ma vero, il nostro ineffabile ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, parla di “armi di distruzione di massa contro civili inermi”. Ma chi li sta usando? Qualche entità aliena? Dal ministro nessuna parola di condanna verso il regime di Assad. Al contrario, l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha detto che c’è “una responsabilità oggettiva” del regime siriano, nell’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. “C’è una responsabilità oggettiva di qualsiasi regime sulla protezione dei propri civili, questo è un principio che è valido secondo la legge internazionale in qualsiasi caso”, ha affermato in conferenza stampa congiunta con l’inviato speciale delle Nazioni unite, Staffan de Mistura. Quando si dice che l’Italia, membro non permanente del Consiglio di sicurezza Onu, si muove in sintonia con l’Europa…

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