Parco archeologico del Colosseo, l’Amministrazione Raggi contro il Governo. Un ricorso al Tar contro il bando internazionale per il Direttore e una spallata all’accordo tra Mibact e Roma Capitale

Parco archeologico del Colosseo, l’Amministrazione Raggi contro il Governo. Un ricorso al Tar contro il bando internazionale per il Direttore e una spallata all’accordo tra Mibact e Roma Capitale

“Abbiamo presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact delibera sul parco archeologico del Colosseo”. Così il sindaco di Roma Virginia Raggi in una conferenza in Campidoglio ha annunciato che l’avvocatura capitolina ha presentato stamattina ricorso al tribunale amministrativo per l’annullamento del decreto Mibact del 12 gennaio 2017 con cui è stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco archeologico del Colosseo.

Messo in discussione anche l’accordo con il Mibact  su integrazioni e tutele del patrimonio culturale

Il ricorso al Tar è stato presentato dall’avvocatura su input della giunta capitolina. In una memoria, approvata dalla Giunta si dà anche mandato all’assessore alla Cultura Luca Bergamo di adottare tutti gli atti necessari per avviare ‘la revisione dell’accordo di valorizzazione tra Roma Capitale e Mibact del 21 aprile 2015 per arrivare ad un’estensione a tutto il territorio comunale ed in prospettiva alla città metropolitana, del principio di integrazione e coordinamento delle funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale”.

“Come sindaca di Roma non posso sorvolare sul fatto che lo Stato centrale voglia gestire in totale autonomia il territorio della città che, invece, è patrimonio dei suoi cittadini, e senza concertare con i suoi rappresentanti diretti. Roma è patrimonio del mondo, di chi vi abita e di chi viene qui ogni giorno per lavoro o per ammirarne le bellezze – ha aggiunto Raggi – E’ inaccettabile che a Roma ci possano essere aree di serie A e aree di serie B, tra l’altro è questo il nono intervento in circa dieci anni. Si tratta di una materia in cui c’è un proliferare di enti, organismi e istituzioni che si occupano a vario titolo del patrimonio culturale creando una confusione senza pari. Per darvi un’idea il parco archeologico dovrebbe avere competenza fino a piazza di porta Capena, poi dovrebbe subentrare la Sovrintendenza Speciale per Roma, tuttavia sino a Porta San Sebastiano ma solo fino alle mura perché poi diventerebbe gestione del Parco Archeologico dell’Appia Antica, che a sua volta è nello stesso territorio di competenza del Parco regionale dell’Appia. Infine su varie parti opera e gestisce la soprintendenza capitolina, che gestisce beni di grande rilievo come parte dei Fori e del Circo Massimo. Insomma, una confusione estremamente difficile da spiegare”. Con l’entrata in vigore del decreto del Mibact, spiega una nota del Campidoglio, è stato costituito un nuovo istituto denominato Parco archeologico del Colosseo. Si è sottratto in questo modo – prosegue la nota – gran parte delle risorse alla sovrintendenza speciale, in massima parte derivanti dal Colosseo e mentre si è esteso il suo perimetro al territorio di Roma la si priva della possibilità di incidere positivamente per la conservazione del patrimonio monumentale della Capitale. “Il patrimonio culturale di Roma è un valore strategico per lo sviluppo di una economia moderna, come per nuove politiche di turismo sostenibile – ha detto il vicesindaco Luca Bergamo – Le decisioni non possono essere unilaterali perchè senza una strategia concordata va perduto il contributo che Roma può dare allo sviluppo del Paese”.

Raggi: “Un Decreto che non ci convince. Il Governo sembra voler gestire in autonomia il patrominio della Capitale”

“Con questo decreto si definisce, in un modo che non ci convince, il rapporto tra Roma Capitale e Governo: sembra che il Governo voglia gestire in autonomia il patrimonio culturale di Roma Capitale. La bigliettazione dei fori porta nelle casse circa 40 milioni che andrebbero al Governo anziché alla sovrintendenza speciale. Il Governo girerebbe a questa solo il 30%. Non possiamo accettare scelte calate dall’alto”.

Lapidario il ministro Franceschini: “Incredibile scelta della Raggi. Volevamo dare vera autonomia al Colosseo”

Lapidaria la risposta del ministro dei Beni, attività culturali e Turismo, Dario Franceschini, che affida il suo commento ad un piccolo cinguettio: “Incredibile: @virginiaraggi impugna al Tar la scelta di dare al #Colosseo vera autonomia e direttore scelto con selezione internazionale!”.

Fassina con la Raggi: “Governo arrogante con chi amministra il territorio”

Chi invece sosterrà, schierandosi con l’atto giudiziario-amministrativo della Raggi, è Stefano Fassina, parlamentare, consigliere comunale di Sinistra X Roma: “Sosteniamo l’iniziativa della Giunta Raggi per la difesa del Parco Archeologico del Colosseo. Già l’anno scorso in Commissione Cultura alla Camera, in una interrogazione al Ministro Franceschini, avevamo chiesto di fermare un atto che oggettivamente impoverisce il patrimonio culturale di Roma. Di fronte all’arroganza di un governo che va avanti nonostante le posizioni espresse da chi amministra il territorio e da una nutritissima e qualificatissima schiera di esperti, il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact delibera sul parco archeologico del Colosseo è giusto e necessario”.

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