Mentre l’Istat inneggia al benessere delle famiglie, le tariffe dei servizi essenziali negli ultimi 10 anni aumentano oltre il doppio dell’inflazione. Federconsumatori ci riporta con i piedi per terra

Mentre l’Istat inneggia al benessere delle famiglie, le tariffe dei servizi essenziali negli ultimi 10 anni aumentano oltre il doppio dell’inflazione. Federconsumatori ci riporta con i piedi per terra

È di oggi l’annuncio dell’Istat: il potere di acquisto delle famiglie è al top dal 2001. Si attesta al +1,6% sul 2015, sebbene subisca una frenata nel quarto trimestre dell’anno appena concluso.  Mentre l’Istituto di Statistica vede in crescita sia la spesa che la propensione al risparmio, restituendo un quadro più che ottimista dell’andamento economico, è la Federconsumatori a riportarci con i piedi per terra.

L’Associazione ha aggiornato la consueta analisi sulla evoluzione delle tariffe dei 10 servizi essenziali negli ultimi 10 anni, da cui emerge che nell’ultimo decennio le tariffe sono aumentate mediamente del + 34,35% a fronte di un’inflazione nel medesimo periodo del 15,7 %.

Il costo dei servizi, rivela lo studio, incide in maniera sempre più pesante sul bilancio delle famiglie, a discapito di altre spese come i consumi. L’impatto delle tariffe per i servizi, secondo quanto calcolato dalla Federconsumatori, è aumentato del 38% rispetto 20 anni fa.

Ecco come sono cresciute nel decennio 2006-2016 le tariffe:

Acqua + 89,2%,

Rifiuti + 52,1%,

Pedaggi autostradali e parcheggi + 42,5%,

Trasporti ferroviari +46,2%,

Servizi postali + 41,5%,

Trasporti urbani +29,3%,

Taxi +26,5%,

Energia elettrica +24,4%,

Gas +7,3%.

Unico dato in controtendenza (-15,7%) è quello relativo alla telefonia fissa e mobile.

 Impoverimento delle famiglie, aumento delle spese per servizi. Cresce la morosità

Sempre lo studio della Federconsumatori suddivide, inoltre, l’andamento delle tariffe in due fasi: una precedente alla crisi, dal 2002 al 2008, l’altra in piena recessione, dal 2008 al 2016.

“Basta dare uno sguardo alle tabelle riassuntive per comprendere come, nonostante la crisi ed il concomitante calo del potere di acquisto delle famiglie, alcune tariffe (acqua, rifiuti, pedaggi e parcheggi, trasporti urbani e ferroviari e servizi postali) siano aumentate in maniera più pesante rispetto alla fase pre-crisi” – rivela l’Associazione. Quest’ultima che dà una spiegazione ben chiara a tale tendenza: da un lato la concorrenza in alcuni settori non ha prodotto contenimento delle tariffe o non è mai decollata, dall’altra la riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli Enti locali ha comportato che questi, a loro volta hanno, scaricassero i mancati introiti sulle bollette dei servizi a “decisione locale” sui cittadini, con un aumento insostenibile delle tariffe.

Tali fattori hanno contribuito al grave impoverimento delle famiglie, che per sostenere le spese relative a tali servizi hanno ridotto i consumi su altre voci di spesa, persino su quella che concerne la salute.

Altra grave conseguenza di tali aumenti, conclude Federconsumatori, è il grave aumento della morosità e delle richieste di sospensione delle forniture. I tassi di morosità si attestano al 4,5% delle utenze per le bollette dell’acqua, al 2,6% per le bollette del gas, all’1,2% per quelle elettriche.

Complessivamente, per tutte le utenze elettriche, i crediti non pagati ammontano a 5,9 mld, a cui se ne aggiungono altrettanti per il gas. Un quadro drammatico, che dovrebbe allontanare, o quanto meno far apparire in una dimensione meno rosea e ottimistica le stime odierne dell’Istat.

Sul piano delle riforme e degli interventi c’è ancora molta strada da fare se si vuole far cambiare direzione a questa allarmante tendenza al rialzo delle tariffe ed all’impoverimento delle famiglie: sicuramente le misure previste nel DDL Concorrenza, con l’abolizione del mercato tutelato dell’energia, non faranno altro che peggiorare la situazione, creando ulteriori rincari (a causa di una concorrenza mai realizzatasi), decurtando il potere di acquisto delle famiglie ed aumentandone i disagi.

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