Guerra dei taxi, Uber vince la seconda battaglia. Il Tribunale autorizza il servizio. Prima vera sconfitta per i tassisti

Guerra dei taxi, Uber vince la seconda battaglia. Il Tribunale autorizza il servizio. Prima vera sconfitta per i tassisti
“Il tribunale di Roma ha accolto la nostra richiesta di sospensiva dell’ordinanza che richiedeva l’interruzione dei servizi di mobilità Uber a partire dal 17 Aprile. Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare ad utilizzare l’applicazione fino alla pronuncia del Tribunale sul nostro reclamo”. A renderlo noto  è la stessa azienda, che riesce a spuntarla, almeno per ora, nei confronti delle resistenze dei tassisti e delle loro organizzazioni.
Si tratta di un risultato importante per la società che gestisce il noleggio con conducente in grandi metropoli come Roma e Milano ed una prima significativa sconfitta per i tassisti, che non vedono riconosciute, almeno in questa fase, le richieste di blocco totale nei confronti di Uber. Nei giorni scorsi i tassisti avevano vinto un primo round, visto che il Tribunale Civile di Roma aveva accolto un loro ricorso su una presunta concorrenza sleale da parte di Uber nei loro confronti. I giudici avevano infatti disposto il blocco totale dei servizi contenuti nella app Uber Black, Uber Lux, Uber-Suv, Uber Xl, Uber Select e Uber Van, oltre che allo stop della promozione dei servizi sull’intero territorio nazionale. La decisione dei giudici aveva anche posto, come argine, una penale da 10mila euro per ogni giorno di ritardo nell’applicazione del provvedimento a partire dal decimo giorno dopo la sentenza.
Il Servizio Uber Black, per chiarezza, consente a possibili clienti di noleggiare una berlina nera, guidata da un autista professionista (ncc con abilitazione professionale), mentre Uber Pop consente a chiunque di offrire passaggi a pagamento, questo servizio è stato però messo fuori legge dal giugno 2015. La decisione, questo venerdì che anticipa la Pasqua è una notizia più che buona per Uber, che, avrebbe potuto dire addio ai servizi in Italia, se la decisione fosse stata diversa.

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