Terrorismo, Roma alza gli scudi. Già operative le misure di protezione e sicurezza per le celebrazioni dei Trattati

Terrorismo, Roma alza gli scudi. Già operative le misure di protezione e sicurezza per le celebrazioni dei Trattati
Sono già scattate le eccezionali misure di sicurezza e protezione del vertice per l’Anniversario dei Trattati di Roma. La capitale ha alzato gli scudi 48 ore prima delle celebrazioni in Campidoglio e dei cortei (cinque e politicamente diversi tra loro) di sabato prossimo. L’innalzamento dello stato d’allerta si è reso necessario dopo l’attacco al Parlamento inglese che ha gettato nel terrore Londra.
 
In arrivo da tutta Italia e dispiegati in queste ore migliaia di donne e uomini di Polizia, Esercito, Carabinieri e Guardia di Finanza
 
A Roma si stanno dispiegando migliaia di agenti e militari dell’Esercito, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Sui tetti vigileranno decine di cecchini, mentre a terra si muoveranno in contemporanea, artificieri ed unità cinofile. Perentoria la richiesta fatta dal Viminale anche agli agenti fuori servizio: l’arma d’ordinanza, in queste ore di grande tensione, va comunque portata al seguito e questo piccolo particolare la dice lunga sul clima che si respira al ministero degli Interni. Blocchi e controlli mirati in tutte le aree di snodo del traffico sia automobilistico, che aereo e ferroviario, oltre che nei porti di Civitavecchia e Napoli. Posti di controllo fissi e mobili sono già una realtà in tutti i caselli autostradali d’accesso a Roma, lungo le vie consolari statali e sulle provinciali. E’ stato chiesto a tutte le stazioni dei Carabinieri ed ai Commissariati dei centri che fanno da corollario alla Capitale, un supplemento straordinario d’impegno in strada. Mobilitata anche l’intelligence, che sarà chiamata al difficile compito di prevenire eventuali possibili tentativi di attacco ai cosiddetti obiettivi sensibili.
Minniti ha presieduto al Viminale la riunione straordinaria del Comitato di Analisi strategica Antiterrorismo
 
Intanto, in questo giovedì che anticipa una tre giorni carica di tensione, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, a seguito dei tragici fatti di Londra, ha presieduto al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), alla quale hanno partecipato i vertici nazionali delle Forze di Polizia e dei servizi di Intelligence e l’ufficiale di collegamento di Scotland Yard a Roma. Nel corso della riunione è stato deciso di tenere alto il livello di attenzione, intensificando le misure di vigilanza e di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio.
Il ministro Minniti, ha chiesto di rafforzare ulteriormente i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone anche in vista delle cerimonie celebrative del “60° Anniversario della firma dei Trattati di Roma” nonché verso i luoghi che notoriamente registrano particolare afflusso di visitatori. Tutte le forze di Polizia e la rete dei servizi di Intelligence saranno impegnati senza sosta sul fronte antiterrorismo per individuare ogni fonte di possibile rischio e pericolo.
Infine, su indicazione del ministro, il C.A.S.A. sarà riunito in seduta permanente.
 
Monitorati e messi sotto sorveglianza decine di soft target
 
Va detto, però, che i target, in questi casi sono centinaia e tra questi i soft target, i più esposti ed i più difficili da proteggere. Particolari misure saranno adottate, come nel passato nelle aree di grande affollamento, come le stazioni, gli aeroporti, le linee delle metropolitane, già presidiate dai militari, ed i grandi centri commerciali. Rafforzati anche i turni nelle caserme dei Vigili del Fuoco, che dovranno garantire l’immediata capacità d’intervento in caso di un eventuale attacco terroristico o di scontri nel corso dello sfilamento dei cortei considerati più a rischio infiltrazione da parte dei black block. Purtroppo Roma, già nel recente passato, ha dovuto subire devastazioni organizzate proprio da queste frange violente, è accaduto nell’ottobre del 2011, e nell’ottobre del 2013 in ben due occasioni, il 19 ed il 31 del mese, quando da cortei dei movimenti si staccarono gruppi violenti provocando gravi incidenti con decine di feriti e tante devastazioni.
 
In termini di uomini e mezzi messi in campo c’è un solo precedente: i funerali di Giovanni Paolo II
 
Il dispositivo messo in campo dal Viminale in termini di uomini e mezzi, ha un solo riscontro temporale: i funerali di Giovanni Paolo II, quando a Roma si concentrò il più alto numero di personalità istituzionali mai registrato prima e la città fu sottoposta ad uno stress elevatissimo. Unica differenza con quel giorno è che non si è ritenuto opportuno, come allora, adottare il divieto alla circolazione automobilistica all’interno del cosiddetto anello ferroviario. Lo stop alla circolazione automobilistica scatterà solo attorno all’area del Campidoglio e piazza Venezia e nelle zone attigue al Palazzo del Quirinale, dove le misure di bocco e controllo saranno rigidissime.
 
Due aree di rispetto: una attorno al Campidoglio (Blu) e l’altra attorno al Quirinale (Verde)
 
Due le aree di cosiddetto rispetto: la prima è quella Blu, la più attenzionata ed esposta e che ruota attorno al Campidoglio dove si terrà la Cerimonia principale per i 60 anni dei Trattati di Roma e la seconda, quella Verde, che ruota invece attorno al Quirinale, dove si svolgerà una colazione offerta dal Presidente della Repubblica agli oltre 120 ospiti illustri tra Capi di Stato e di Governo che arriveranno a Roma tra venerdì e sabato.
 
Per l’evento delle celebrazioni dei Trattati di Roma, installate oltre 100 telecamere supplementari
 
100 telecamere dedicate della polizia scientifica, garantiranno le cosiddette “preventive”, necessarie per catturare le caratteristiche delle persone, da utilizzare nella fase, eventuale, dell’attività di identificazione di autori di violenze. Inoltre, le interdizioni al transito veicolare e pedonale saranno attive, per l’area del Campidoglio dalle ore 00.30 del 25 marzo e per l’area del Quirinale dalle ore 07.00 dello stesso giorno. Poi la nota della soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale, fissa i paletti dell’accesso ai celebri monumenti: “In occasione delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma, venerdì 24 marzo il Colosseo resterà chiuso dalle 19 e non si svolgeranno le visite serali ‘La luna sul Colosseo’. Sabato 25 marzo Colosseo, Foro Romano – Palatino e Domus Aurea resteranno chiusi per l’intera giornata. Il provvedimento è stato adottato dalla Questura di Roma per ragioni di sicurezza e per garantire il regolare svolgimento delle celebrazioni. I siti dell’area centrale saranno regolarmente aperti dal 26 marzo”.
 
La questura ha definito tutte le zone di sicurezza e le misure che regoleranno l’accesso nel quadrante storico della Capitale
 
Intanto sono stati definiti in Questura i dettagli relativi alle zone di sicurezza alla base delle misure previste per il vertice del 25 marzo per il 60° anniversario dei trattati. La ‘zona Verde’, via 4 novembre, largo Magnanapoli, via Nazionale, costeggia piazza delle Repubblica e ridiscende fino a via del Corso lungo tutta via del Tritone. L’area, operativa dalle ore 7 del 24 marzo, non sarà interessata da interdizione al traffico veicolare, ma in ciascuno dei 18 varchi di accesso è previsto un presidio di polizia con funzioni di controllo ed identificazione di personaggi di interesse. Nessuna manifestazione è consentita nell’area verde. La “zona Blu”, una sorta di “eurozone” in omaggio ai colori della bandiera europea, include tutta piazza Venezia, Piazza dell’Ara Coeli, Piazza San Marco, via Petroselli fino a via delle Tre Pile e si chiude attraverso i Fori Imperiali e piazza Madonna di Loreto. Quest’area, sarà presidiata sin dalle prime ore del 24 marzo, mentre, dalle ore 24 dello stesso giorno scatteranno le chiusure al traffico veicolare e pedonale per le bonifiche che avverranno nella notte che precede il vertice. La zona blu è servita da 21 varchi di accesso. Nell’ambito della collaborazione, instaurata con i promotori delle manifestazioni previste per il 25 marzo, il Questore Guido Marino, nel rispetto delle normative di settore, ha stabilito la priorità dei divieti che le forze dell’ordine dovranno far rispettare in piazza.
 
I divieti imposti ai manifestanti: vietato portare al seguito caschi e copricapi utilizzabili per il travisamento. Controlli già all’ingresso in città (autostrade e consolari)
 
I partecipanti dovranno lasciare, prima delle manifestazioni, caschi e copricapi che potrebbero essere utilizzati per il travisamento; è vietato l’utilizzo di vestiario idoneo al travisamento o utile ad impedire l’identificazione; non è consentito, per l’incolumità delle persone, l’utilizzo di petardi o altro materiale esplodente; gli zaini e le borse saranno tutti controllati dagli agenti di polizia, anche in una logica di antiterrorismo; ogni oggetto atto ad offendere sarà sequestrato dalle forze dell’ordine. Tali divieti saranno fatti rispettare, fin dall’ingresso nella città di Roma, già nei giorni precedenti il vertice e, nel corso dei controlli, saranno attentamente valutate le posizioni dei singoli per verificare la sussistenza di eventuali presupposti di pericolosità ai fini dell’applicazione del foglio di via obbligatorio. Sono in atto sopralluoghi per strutturare un sistema che consenta l’acquisizione, anche prima o durante le manifestazione, di immagini utili alle investigazioni in caso di incidenti.
Tissone (Silp Cgil): “Giornate a rischio. Pericoli arrivano anche da chi scende in piazza per provocare disordine. Ma, come sempre, le forze dell’ordine garantiranno la sicurezza”
 
Per i sindacati delle forze di polizia da registrare la presa di posizione del segretario del Silp Cgil, Daniele Tissone: “Sarà una giornata a rischio quella di sabato 25 marzo per Roma, soprattutto dopo l’attentato di Londra. Una giornata in cui le donne e gli uomini della Polizia di Stato saranno chiamati ad un nuovo, gravoso impegno. La Questura sta predisponendo un ottimo dispositivo con l’obiettivo di proteggere l’evento e i cittadini romani sia da eventuali attentati sia dai consueti incidenti che taluni professionisti del disordine mettono in campo. Nella capitale, peraltro, c’è sempre il rischio aggiuntivo legato ai movimenti di destra – da CasaPound a Forza Nuova -. La polizia, in ogni caso, è pronta e preparata. Quando c’è da gestire eventi delicati come questo – spiega Tissone -, con una manifestazione principale e vari cortei di protesta e dissenso, il dispositivo messo in campo per l’ordine e la sicurezza pubblica è necessariamente complesso. L’attenzione dei media è naturalmente focalizzata sui possibili attentati terroristici, anche alla luce dell’attentato di ieri a Londra, e su soggetti come i cosiddetti ‘black bloc’, che potrebbero giungere  in massa anche dall’estero. Le provocazioni e i pericoli, però, come insegnano le cronache, arrivano spesso dai gruppi neofascisti sempre pronti a fare le ‘vittime’ in caso di aggressione. Per questo la vigilanza e la prevenzione della polizia sarà a 360 gradi”.
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