Roma. Università La Sapienza. La ministra Fedeli contestata dai ricercatori e dagli studenti

Roma. Università La Sapienza. La ministra Fedeli contestata dai ricercatori e dagli studenti

Tensione all’Università La Sapienza in occasione di un convegno col ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Lancio di uova e vernice, cori e tafferugli con le forze dell’ordine, conclusi con 4 poliziotti feriti e 40 manifestanti identificati. Gli studenti in corteo: ‘Fuori chi ha distrutto la scuola’, poi alcuni di loro hanno interrotto il convegno, rimproverati dal ministro: ‘Sono sempre disponibile al confronto, ma non è con la violenza o i tentativi di sopraffazione che si difende il diritto allo studio’.

I ricercatori precari della Sapienza, attraverso un loro rappresentante, Luca Galantucci, durante il convegno promosso dall’Associazione Treellle, hanno elencato le criticità del sistema e chiesto interventi per migliorarlo. Tra le altre cose sono stati segnalati il “taglio del 20% del Ffo, il fondo di finanziamento ordinario, dal 2008, il calo di immatricolati e quello dei docenti”. Riferendosi poi al convegno, Galantucci ha definito “inaccettabile” che dalla partecipazione fosse rimasto escluso “chi vive l’università come studenti e la manda avanti come ricercatori precari” e ha aggiunto: “Tutti quelli che hanno contribuito a distruggere l’università sono riuniti qui; almeno la Gelmini ha avuto la decenza di non venire”.

“Oggi 14 marzo l’università degli studenti ha detto no all’università dei ministri e delle loro scorte armate. Infatti questa mattina nell’università de La Sapienza si è svolta l’ennesima sfilata di personaggi come l’attuale ministra dell’istruzione Fedeli, Confindustria e i presidenti di Anvur e Crui, che hanno determinato dalle riforme del 2008 a oggi, la distruzione dell’università pubblica”, scrivono in un post su Facebook gli studenti e studentesse della Sapienza. “Era attesa anche l’ex ministra dell’istruzione Gelmini, che però si è tirata indietro di fronte alle pressioni del corpo vivo dell’Ateneo che con coraggio ha espresso la sua idea di università libera contro la loro università delle macerie. Agli studenti è stato impedito di prendere parola dalla celere che è stata fatta entrare ancora una volta dal Rettore alla Sapienza a difendere gli interessi dei ministri e a prendere a calci e pugni chi l’università la vive – si legge nel post – Ci sembra importante sottolineare come oggi venga lasciato spazio politico e di espressione a personaggi come Salvini, mentre la voce di un’intera generazione di studenti, lavoratori precari, giovani viene avvertita con paura. Ma i loro tentativi di soffocarci ancora una volta alla Sapienza, come a Napoli e a Bologna, sono stati vani. Domani quindi saremo ancora una volta al Pratone alle 12 a chiedere una presa di parola pubblica al Rettore Gaudio e a rilanciare verso la costruzione dell’università e del futuro che vogliamo”.

Leave a Reply

Your email address will not be published.