Londra. L’attacco a Westminster rivendicato dall’Isis. L’attentatore è Khalid Masood, 52 anni, nato nel Kent. Le due donne italiane ferite stanno meglio. Chi sono le vittime

Londra. L’attacco a Westminster rivendicato dall’Isis. L’attentatore è Khalid Masood, 52 anni, nato nel Kent. Le due donne italiane ferite stanno meglio. Chi sono le vittime

Scotland Yard ha rivelato il nome del terrorista ucciso ieri a Westminster dopo aver ucciso tre persone e ferito a morte con molte pugnalate un poliziotto. Si tratta di Khalid Masood, 52enne nato nel Kent, e residente nelle West Midlands. Masood non era sottoposto a regime di sorveglianza speciale da parte delle forze dell’intelligence britannica, per quanto fosse già noto alla polizia per una serie di reati comuni, per i quali è stato condannato una prima volta nel 1983, e poi nel dicembre del 2003. L’uomo tuttavia non è mai stato sottoposto a indagini o condanne per fatti di terrorismo.

Le due donne italiane rimaste ferite e l’apertura del fascicolo da parte della Procura di Roma

Sono due le donne rimaste ferite ieri a Londra nel corso del grave attentato a Westminster, una turista romana e una giovane bolognese di 28 anni residente a Londra già da anni. La donna romana è stata colpita dal paraurti dell’auto dell’attentatore ed ha perso conoscenza per una decina di minuti. Lo ha raccontato lei stessa all’ambasciatore Pasquale Terracciano che – secondo quanto appreso dall’ANSA – l’ha visitata in ospedale, dove stanotte la donna è stata operata per ridurre una frattura scomposta alla gamba. La turista romana ha riportato anche una lesione a due vertebre cervicali e un trauma alla testa, senza conseguenze gravi. Attentato con finalità di terrorismo: questa l’ipotesi di reato iscritta nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma in relazione al ferimento di due donne italiane, una di Roma e l’altra di Bologna, avvenuto ieri a Londra nell’attacco a Westminster. Titolare del fascicolo è il pm Marcello Monteleone.

L’Isis rivendica l’attentato di Westminster

Intanto, a Londra come a Roma, dove sarà celebrato il sessantennale dei Trattati, come in tante capitali europee si alza il livello di allarme dopo il gravissimo attentato di mercoledì, che ha visto la morte di 3 civili, un poliziotto e dello stesso attentatore, e il ferimento di 40 persone, di cui sette in gravissime condizioni. Pare ormai certa la pista del radicalismo jihadista. Il gruppo terrorista Stato islamico ha rivendicato infatti l’attacco con un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Amaq, vicina all’Isis. “L’assalitore era un soldato dell’Isis che ha risposto all’appello di attaccare i Paesi che partecipano alla coalizione anti-Isis”, si legge nel testo. Lo Stato islamico da quasi due anni minacciava attacco contro il Regno Unito e in un video di propaganda sugli attacchi di Parigi definì il Paese come suo futuro obiettivo. Le autorità investigative di Londra ritengono il comunicato autentico, anche se ancora non si sbilanciano sull’identità dell’attentatore ucciso.

Il Commissario europeo alla sicurezza, il britannico King ha spiegato all’Europarlamento la dinamica dei fatti. “Attacco alla nostra democrazia”

“Quel che sapevamo già, prima di questo attacco, è che la minaccia terroristica rimane estremamente alta in Europa”, ha detto il commissario responsabile della Sicurezza, Julian King, in un’audizione davanti all’Europarlamento. “Non penso che sia stato una coincidenza che questo attacco sia avvenuto nel primo anniversario degli attacchi a Bruxelles, mentre noi nella capitale europea stavamo ricordando solennemente l’assassinio di 32 persone”, ha spiegato King. Per il commissario, “la metodologia del responsabile dell’attacco di Londra rientra in una serie di attacchi simili che abbiamo visto a Nizza lo scorso anno e a Berlino poco prima di Natale, con la trasformazione di un veicolo, un oggetto di uso quotidiano, in un’arma contro obiettivi facili, cioè gente comune che non minaccia nessuno”. King ha ricordato che quello di Londra “è un attacco contro la nostra democrazia”, dove sono stati presi di mira “il nostro stile di vita e i nostri valori”. Ma “non li lasceremo vincere”, ha aggiunto il commissario di nazionalità britannica.

Quello che si sa delle vittime e dei feriti

C’è il poliziotto, c’è la mamma, c’è il turista. Le tre vittime dell’attacco di Londra avvenuto ieri, nel quale sono rimaste ferite altre 40 persone, hanno ormai un nome. Ecco, in breve, le loro storie.

IL POLIZIOTTO Keith Palmer era un poliziotto non armato. E’ stato accoltellato dal terrorista che ha condotto l’attacco mentre faceva la guerdia al Parlamento. Aveva 48 anni, era spostato e padre di famiglia. Da 15 anni era in polizia. Faceva parte della forza messa a protazione del Parlamento. La prima ministra Theresa May l’ha definito un “eroe”. In precedenza era stato un soldato nell’esercito con James Cleverly, un parlamentare conservatore, che ha twittato: “Era un uomo amorevole, un amico. Sono devastato”. Il parlamentare ha anche parlato del suo amico alla Camera dei COmuni e ha chiesto che gli sia assegnata un’onorificenza postuma.

LA MAMMA Aysha Frade era una mamma che stava andando a prendere le sue due bambine (7 e 9 anni), quando ha incrociato la strada dell’assassino. Una fonte diplomatica spagnola ha confermato che si trattava di una cittadina 43enne, la cui madre è spagnola. Lavorava nell’amministrazione del DLD College di Londra. “Era molto apprezzata e amata dai nostri studenti e dai suoi colleghi”, ha detto Rachel Borland, la preside della scuola. “Ci mancherà tantissimo”.

IL TURISTA Kurt Cochran, 54 anni, residente nello Utah, era in vacanza in Europa con la moglie, Melissa Payne Cochran, per festeggiare i loro 25 anni di matrimonio. Cochran, ferito gravemente nell’attacco, è morto in ospedale; la moglie, anche lei ferita, è ancora in ospedale, con una gamba rotta, una costola fratturata e un taglio alla testa. I due coniugi sarebbero dovuti ripartire per gli Stati Uniti oggi.

I FERITI I feriti nell’attacco sono stati 40, 29 dei quali sono ancora in ospedale. Sette sono considerati in “condizioni critiche”. Provengono dai più diversi paesi. Non sono in perciolo di vita i tre ragazzi francesi, tra i 15 e i 16 anni, rimasti feriti. Due di loro hanno subito fratture. Nel caos hanno subito dei traumi anche cinque turisti sudcoreani, un tedesco, un polacco, un irlandese, un cinese, un’americana, due greci e due rumeni. Una donna con gravi ferite, salvata dal fiume Tamigi dove era finita durante l’attacco assieme al fidanzato, è appunto di nazionalità romena.

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