Il governatore De Luca a Matrix: “Rosi Bindi infame, da ucciderla”. Si scatena la polemica e la solidarietà alla Bindi. De Luca smentisce e attacca i media ma viene sconfessato dal giornalista di Matrix

Il governatore De Luca a Matrix: “Rosi Bindi infame, da ucciderla”. Si scatena la polemica e la solidarietà alla Bindi. De Luca smentisce e attacca i media ma viene sconfessato dal giornalista di Matrix

“Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi”, ha detto nell’intervista rilasciata a “Matrix” (in onda mercoledì in seconda serata su Canale 5) Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, riferendosi alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che lo aveva inserito nella lista dei cosiddetti “candidati impresentabili” poco prima delle elezioni amministrative del 2015.  La vicenda degli “impresentabili” segnò un altissimo momento di tensione nel Pd. De Luca definì “infame ed eversiva” l’iniziativa della collega di partito, arrivando addirittura a presentare una denuncia-querela contro di lei, poi archiviata dal gip di Roma. Secondo l’ex sindaco di Salerno, Bindi aveva “danneggiato in maniera pesante e consapevole il Pd a 24 ore da un voto importante. Nei Paesi civili che si rispettano impresentabili sono coloro che hanno una condanna definitiva, e non quelli che stanno sullo stomaco a qualcuno”. Accuse “inaccettabili” secondo la presidente dell’Antimafia, che riscosse ampia solidarietà tra i colleghi di partito e chiese l’intervento degli organi interni di garanzia del Pd: “Le accuse che ci sono state rivolte non sono un fatto personale ma toccano il cuore delle istituzioni”. Giovedì 17 novembre le parole con le quali il governatore De Luca ha voluto nuovamente criticare la presidente dell’Antimafia Bindi, “infame, da ucciderla”, hanno scatenato un putiferio di reazioni, dentro e fuori il Partito democratico.

Alcune reazioni durissime dalla società civile: Saviano, don Ciotti, Cgil

Uno dei primi interventi è stato quello su Facebook di Roberto Saviano, il quale scrive, tra l’altro: “Insopportabile questa politica da sceriffo e irresponsabile De Luca nel non dare minimamente peso alle bestialità che ogni volta dice”. Poi, don Luigi Ciotti, l’artefice del movimento antimafia di Libera, così ha espresso il suo disgusto verso l’attuale governatore della Campania:  “Parole gravi di disprezzo. Resta l’inquietudine per l’ennesima conferma di come a vari livelli l’amministrazione del bene comune si relazioni a persone incompatibili con un’etica pubblica e arroganti al punto da offendere chi ha messo la sua competenza e passione civile e politica al servizio del Paese. A nome di Libera esprimo al Presidente Bindi non una solidarietà di circostanza, ma vicinanza, corresponsabilità e tanta gratitudine” ha affermato don Ciotti. “Le dichiarazioni di Vincenzo De Luca sulla presidente della Commissione Antimafia sono inqualificabili: oltre ad essere decisamente inappropriate per un presidente di Regione, ancor più se dirette ad un altro rappresentante delle Istituzioni, è assolutamente inaccettabile che un linguaggio così violento trovi spazio nella discussione politica” è il commento della segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi.

La solidarietà istituzionale dei presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso

La presidente della Camera, Laura Boldrini esprime la sua solidarietà a Rosy Bindi con un tweet: “Piena solidarietà alla presidente dell’Antimafia @rosy_bindi per le inaccettabili parole pronunciate da @VincenzoDeLuca #iostoconRosyBindi”. Secondo il presidente del Senato, Pietro Grasso, “non pensavo che spostandomi in politica avrei sentito delle parole che ero abituato a sentire quando ero procuratore nazionale antimafia. Io penso che certe cose un rappresentate delle istituzioni non deve pensarle, ma nemmeno dirle. Io credo che la cosa migliore sia che chieda scusa alla Bindi ed eviti di continuare a imitare Crozza. Così non pensi di costruire consenso e simpatia, ma solamente una rappresentazione di irresposabilità ed arroganza”.

I vertici del Pd prendono le distanze, ma chiedono a De Luca di chiedere scusa alla Bindy, come fosse una ragazzata

Prendono le distanze da De Luca i vertici del Pd, da Orfini a Guerini ai capigruppo di Camera e Senato, Rosato e Zanda. Matteo Orfini, presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, scrive: “De Luca farebbe bene a darsi una calmata e a chiedere scusa a Rosy Bindi”, come se si trattasse di una ragazzata. Per Rosato: “Parole di De Luca contro Bindi gravi e inaccettabili. @Pdnetwork e politica non consentano che ci si rivolga nemmeno ad avversari così”. Zanda: “Al di là del contesto, pubblico o privato, in cui sono state le violente e pesantissime espressioni sull’onorevole Bindi, Vincenzo De Luca ha superato ogni limite della lotta politica. Farebbe bene a chiedere scusa”. Per Andrea Marcucci, presidente della VII Commissione Senato: “Le parole usate da De Luca sono inaccettabili. Solidarietà a Rosi Bindi. Il governatore della Campania trovi il modo di scusarsi”. Insomma, il tono delle dichiarazioni dei vertici del Pd, con la richiesta di scuse, fa pensare ad una sottovalutazione delle parole di De Luca, come se si trattasse di una ragazzata. Evidentemente, è partita una velina dal Nazareno, secondo la quale è bene stigmatizzare, ma non se ne faccia un caso politico, e si accentui la richiesta di scuse da parte del governatore. Come vedremo più avanti, è stato lo stesso De Luca a radicalizzare ancora di più quanto è accaduto.

La nota dei 5Stelle della Campania: le scuse non bastano, deve dimettersi

“Il presidente De Luca è indegno di rappresentare le istituzioni e i cittadini campani. E’ un uomo dalle modalità violente che mostra una costante propensione alle minacce verbali: veri e propri atti intimidatori a scopo di vendetta politica che non si discostano dal lessico camorrista. È l’ennesima sua minaccia, questa volta resa persino più grave per il fatto di essere indirizzata a una donna. Le scuse come rito autoassolutorio non bastano, anzi peggiorano la sua posizione. Il trincerarsi dietro il fatto che la sua affermazione sia stata ripresa a fine intervista, delinea appieno il personaggio: non dice mai la verità, reputa i cittadini degli stupidi a cui propinare quello che vuole. Perciò chiediamo le immediate dimissioni di De Luca. Un uomo così non può ricoprire il ruolo di presidente della Regione Campania”. Lo dicono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Maria Muscarà, che a nome del gruppo regionale del M5S in Consiglio esprimono vicinanza e solidarietà al presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. “Come donne e cittadine nelle istituzioni ci sentiamo umiliate e offese – sottolineano Ciarambino e Muscarà – parole gravissime e inaccettabili che contribuiscono a fomentare la violenza contro le donne. Come donne, cittadine e consigliere – concludono Ciarambino e Muscarà – riteniamo De Luca essere per definizione un politico impresentabile non degno delle istituzioni”.

La replica del governatore De Luca è la toppa peggiore del buco. La sua versione viene duramente smentita dal giornalista Pietro Suber di Canale 5

Per De Luca si tratta “dell’ennesimo atto di delinquenza giornalistica”. In una nota che si apre con quell’accusa, dà la sua versione di quanto gli viene attribuito sul conto del presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi. “Chiarisco che nell’intervista che ieri ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l’onorevole Bindi”, sostiene. “Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l’ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo”, racconta. “Verificheremo con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di un’evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata”, l’annuncio di De Luca. “Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà – affonda il presidente della Campania – per il resto, la vicenda ‘grave’ di un anno fa è chiusa. Non c’era e non c’è alcun problema con l’onorevole Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione”.

A smentire questa versione ci pensa proprio Pietro Suber, il giornalista di Canale 5 che ha realizzato l’intervista per Matrix. In una intervista all’agenzia Ansa, Suber afferma: “Come è facilmente dimostrato dall’integrale della registrazione video, il governatore della Campania ha rilasciato le dichiarazioni in questione durante l’intervista, e non al termine, tanto è vero che la registrazione è proseguita per alcuni minuti. Il video dimostra che le dichiarazioni sono state rese autonomamente dall’intervistato e non sono state estorte in alcun modo”. Il giornalista prosegue: “Rispedisco quindi al mittente le accuse di scorrettezza professionale come quelle, assurde, di delinquenza giornalistica, tanto più che a fare riferimento al presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi è stato per primo lo stesso governatore. Non avevo alcun interesse a rispolverare una questione che dal punto di vista giornalistico si era già chiusa da un pezzo”.

Insomma, non è una tempesta in un bicchier d’acqua, ma si tratta di una vicenda che ha toni e affermazioni inquietanti da parte del governatore campano De Luca, e fa male il vertice del Partito democratico a sottovalutarne la portata. De Luca è un uomo pubblico ed è un rappresentante delle istituzioni, si pretende da lui quel che ci consegna l’articolo 54 della Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Non ci risulta che questo articolo importantissimo per la vita pubblica e per gli effetti sociali che esso presuppone, sia mai stato sottoposto a revisione.

Share

Leave a Reply