Tsipras convoca ad Atene i leader dei Paesi Ue del Mediterraneo. Partorita la Dichiarazione di Atene

Tsipras convoca ad Atene i leader dei Paesi Ue del Mediterraneo. Partorita la Dichiarazione di Atene

La lezione della Brexit deve creare maggiore coesione. Ma soprattutto l’Europa deve mantenere le sue promesse di prosperità e giustizia sociale perché i cittadini non perdano affezione all’idea comunitaria. Per questo, servono maggiore crescita e maggiori investimenti per superare la crisi economica. Sono le conclusioni del vertice di oggi ad Atene tra i leader dei Paesi Ue del Mediterraneo (Grecia, Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Cipro e Malta).

“Noi siamo uniti dalla crisi economica, da quella dei migranti e sociale ma abbiamo un patrimonio culturale e una tradizione storica e radici comuni”, ha dichiarato il premier greco Alexis Tsipras. I leader hanno siglato un documento congiunto, la ‘Dichiarazione di Atene’, che ha delineato una serie di priorità in vista del vertice Ue di Bratislava il 16 settembre. Il primo punto è la sicurezza: si chiede infatti di migliorare la protezione delle frontiere esterne, attraverso “la cooperazione rafforzata, nel rispetto dell’integrità territoriale degli Stati e l’inviolabilità delle frontiere, il tutto in uno spirito di solidarietà”. Inoltre, nel documento si chiede di rafforzare la cooperazione nella lotta contro il terrorismo stabilendo gli strumenti “necessari”, in particolare nelle attività di polizia e di giustizia.Per combattere il fenomeno della radicalizzazione nelle città, i leader dei sette Paesi propongono programmi specifici di investimenti nel rinnovamento e nella pianificazione delle periferie urbane, e si sono detti a favore dell’incremento dello scambio di informazioni da parte dei servizi di intelligence. Nella ‘Dichiarazione’ si propone anche di rafforzare la cooperazione con i Paesi del bacino del Mediterraneo e dell’Africa, come “punto essenziale per la sicurezza, la stabilità e la prosperità comune”.

Uno dei punti cardinali della riunione si riferisce alla necessità di cercare incentivi per la crescita economica, un punto sollevato dal primo ministro Matteo Renzi, ricordando che “l’Europa non può limitarsi a semplici ‘regole’ e i ‘tecnicismi dell’austerità’, ma deve tornare a un’Europa degli ‘ideali’. “Dobbiamo contribuire a un’Europa diversa”, ha detto Renzi. Nella loro dichiarazione, i leader sottolineano quindi la necessità per l’Europa di mantenere la promessa di prosperità e di giustizia sociale. “La chiave per combattere la crisi economica, creare posti di lavoro e proteggere il modello sociale deve passare attraverso un incentivo della crescita e degli investimenti”, si evidenzia nel documento in cui si propone di approvare la proposta della Commissione europea di raddoppiare le risorse del Fondo europeo per gli investimenti strategici, noto come il ‘piano Juncker’. Alla fine del documento si tocca il problema della crisi dei rifugiati: senza menzionare il piano di ricollocamento, i Paesi Ue del Mediterraneo chiedono di rivedere la Convenzione di Dublino “sulla base dei principi di solidarietà e respionsabilità”.

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