Roma. La sindaca Raggi alla prova della rifondazione. Nuovo Ad per Atac e riduzione degli stipendi dello staff

Roma. La sindaca Raggi alla prova della rifondazione. Nuovo Ad per Atac e riduzione degli stipendi dello staff
Primi provvedimenti della giunta Raggi, dopo il terremoto che ha squassato l’amministrazione di Roma Capitale e le sue partecipate nella giornata di giovedì. La sindaca ha fatto le prime mosse per rimettere in linea squadra di governo e linea politica. La prima decisione, che certamente farà piacere al popolo del M5S è che la giunta avrebbe deciso, il condizionale è d’obbligo, di lavorare per la riduzione dei compensi degli amministratori che ruotano attorno alla figura del sindaco, seconda mossa, quella che il sindaco aveva anche annunciato è la nomina del nuovo amministratore unico di Atac. Si tratta di Manuel Fantasia, ci auguriamo che il suo cognome porti anche fortuna all’azienda, ingegnere nucleare nato in Venezuela ed esperto di trasporti con esperienza internazionale. Succede ad Armando Brandolese, che nella giornata di giovedì aveva rassegnato le dimissioni. Al suo arrivo in Campidoglio la Raggi era agguerrita: “Avanti con determinazione anche se diamo fastidio ai poteri forti”. Un tentativo di frenare i malumori della base pentastellata con messaggi rassicuranti dopo le dimissioni a catena nella sua giunta. “Siamo determinati – ha detto – a lavorare per il bene della città. Queste dimissioni (riferita al terremoto di giovedì che ha devastato giunta e municipalizzate, ndr) non ci spaventano. Diamo fastidio ai poteri forti ma siamo uniti e determinati”.
Il capo della segreteria politica Romeo: “Non c’è nessuna guerra. Ci stiamo fasando. Roma non è una passeggiata”

C’è poi da registrare anche le valutazioni dell’uomo forte sul Colle Capitolino, capo della segreteria politica della sindaca, Salvatore Romeo, anche lui finito sul banco degli imputati, non solo per le accuse delle opposizioni, ma anche di una parte dello stesso M5S: “Non c’è nessuna guerra, stiamo iniziando a lavorare adesso. Ci stiamo ‘fasando'”, ha Romeo. “Roma non è una passeggiata, qui non è semplice”. Quanto alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal magistrato Carla Raineri, ormai ex capo di gabinetto, Romeo ha commentato: “È un punto che un magistrato se ne vada. Ma è un punto anche che c’è un altro magistrato, Raffaele Cantone, che dice determinate cose. Questa cosa non nasce da un capriccio”. Poi sull’azione della giunta: “Sono stati commessi errori su alcune delibere, perché eravamo in ritardo, e stiamo rivedendo l’intero corpo delle delibere”, ha spiegato ancora. Interpellato poi sulle polemiche sollevate sul suo compenso, alla domanda se questo possa essere rivisto al ribasso ha risposto ironicamente: “Che possa essere rivisto verso l’alto mi sento di escluderlo”. Alla domanda se fosse preoccupato dal parere dell’Anac sulle altre nomine, tra cui la sua, ha risposto negativamente: “Direi che non sono preoccupato”.

Sulla scrivania della sindaca decine di curricula con sponsor e senza

Ma la giornata di questo primo venerdì settembrino è andata avanti anche tra indiscrezioni e rumors. Sul proprio futuro l’Amministrazione, sarà costretta a selezionare nuovi candidati per posizioni apicali e che dovrebbero assicurare stabilità al lavoro della sindaca. Quello che sembra certo è che nell’ufficio della Raggi e in quelli più ampi che ospitano i lavori di giunta, si sono alternate frenetiche riunioni, per dare volti e nomi ai successori di Marcello Minenna e Carla Raineri, oltre che ai dimissionari vertici di Atac ed Ama. Centinaia i curricula a disposizione della Raggi (questa l’alternativa pentastellata al metodo applicato dai partiti ndr), tanti con l’ovvio sponsor e pochi giunti in forma del tutto autonoma ed indipendente.

Un lavoro complesso per ricostruire giunta e vertice delle municpalizzate

Un lavoro complesso che spetta in questa fase alla sindaca e, se non salterà in aria nelle prossime ore, al suo cosiddetto ‘Raggio magico’. In alternativa tornerà pienamente in campo il Direttorio, che medita rivalse nei confronti dell’attuale governo della città. Ma la stabilità dell’Amministrazione vuol dire anche stabilità e sopravvivenza per le municipalizzate, che sono letteralmente decapitate dei vertici e che sopravvivono solo grazie agli esborsi di cassa che partono dal Colle Capitolino. Il sistema di ricerca e selezione punta al meglio, ovvero trattare e ricevere la “disponibilità delle migliori figure professionali in circolazione”, almeno questo è il chiodo fisso della sindaca. Difficile è incassare queste disponibilità, vista la fuga di un assessore al Bilancio con esperienza pluriennale in Consob, di una delle migliori figure della magistratura e mente libera nella lotta al malaffare ed alla corruzione e di tre tecnici di primo livello, che avevano iniziato il risanamento di due baracconi della vecchia e malata politica come Atac ed Ama. La Raggi, è ormai sempre più evidente, ha poco tempo e deve convivere soprattutto con la stretta del suo Movimento, con gli assalti (anche a colpi di carte bollate ndr) delle opposizioni e con il pressing di tutta, o quasi la stampa. Non c’è nulla da dire: la Raggi ed il ‘fenomeno Roma’ fanno notizia ‘bucano’ e dunque, visto che non passano inosservate finiscono nei Tg, incredibile ma vero addirittura prima del dramma del dopo terremoto.

Grillo si chiama fuori e per ora diserta Roma. Era previsto il suo arrivo per lunedì

Vista la situazione e probabilmente per non caricarsi di responsabilità, Beppe Grillo non sarà più a Roma lunedì prossimo, dove sarebbe dovuto arrivare per affrontare con i suoi il caso Campidoglio, dopo la revoca della nomina della capo di gabinetto Carla Raineri e le dimissioni dell’assessore al Bilancio, Marcello Minenna. Stamattina (venerdì ndr) la notizia del suo arrivo era stata confermata anche dallo staff, poi improvviso il cambio di programma. Il leader, o meglio il garante del M5S lascia il campo al direttorio con cui si confronterà nei prossimi giorni la sindaca, una data precisa non è in calendario, ma vista la situazione potrebbe essere incardinata tra sabato e lunedì. Mentre fibrilla il M5S, che ormai sembra vicino ad una resa dei conti tra le varie componenti del Movimento, pessimismo trapela anche dai sindacati. I contraccolpi della falsa partenza dell’Amministrazione si erano già ripercossi sulle scuole gestite dal Comune, che in molti casi, avevano dato forfait, vista l’assenza di personale contrattualizzato.

In campo anche la Filt Cgil con Rocchi e Stanziale: “Pessime notizie per le prospettive di Atac”

Nella giornata di venerdì si è fatta sentire anche la Cgil Trasporti, con i due leader, Rocchi e Stanziale, che analizzano la situazione dopo le dimissioni presentate alla proprietà dall’amministratore unico e dal direttore generale di Atac , Armando Brandolese e Marco Rettighieri: “Si tratta di una pessima notizia per la prospettiva di Atac, del lavoro che l’azienda impiega, del servizio alla città. Viene meno la continuità di direzione aziendale, tornano a rischio la piena autonomia e la completa responsabilizzazione del management. Inoltre, considerando che avvengono in una oggettiva crisi che coinvolge l’assetto di posizioni fondamentali della Giunta e della struttura comunale di vertice, si allungano ulteriormente i ritardi già accumulati, per evidente responsabilità dell’esecutivo capitolino, dei primi interventi (avvio della manutenzione straordinaria di infrastruttura e treni della Metro A ed acquisizione rapida di 150 nuovi bus) che il vertice di Atac aveva giustamente individuato già da diverse settimane con carattere di assoluta urgenza. In sostanza la superficialità e il pressapochismo su risorse e piano d’impresa – sostengono Rocchi e Stanziale – dimostrati in questa vicenda dall’amministrazione capitolina e, addirittura, il maldestro quanto improprio tentativo dell’assessore competente di condizionare l’azienda su aspetti gestionali interni di esclusiva pertinenza di qualsiasi impresa ‘normale’, priva Atac di questi tre presupposti, nell’attuale momento fondamentali. Presupposti indispensabili per dare, nell’immediato, risposta alla cittadinanza in termini di quantità e qualità del servizio erogato e, in prospettiva, per consentire all’azienda pubblica di arrivare alla gara prevista per il 2019 nelle condizioni per poter concorrere all’aggiudicazione del nuovo contratto di servizio”.

Secondo i due dirigenti sindacali infine “non è più il momento del dilettantismo né di ripercorrere modalità e comportamenti del passato che hanno prodotto la profonda crisi, anche finanziaria, in cui versa l’Azienda. C’è bisogno che in tempi brevi la proprietà, nel solco tracciato negli ultimi sette mesi dal vertice aziendale oggi dimessosi, dia ad Atac un assetto organizzativo e industriale efficace e un management autorevole per garantire a questa città un trasporto pubblico di qualità. Come sempre la nostra organizzazione non si tirerà indietro e contribuirà per il suo ruolo a confrontarsi con chiunque sempre e solo nel merito”.

E nel M5S tuona ancora una volta Pizzarotti: “Sono due anni che mi spendo per neutralizzare le correnti”

Ma i malumori non sono solo ed esclusivamente nella capitale. Su quanto accade a Roma torna a parlare anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e da tempo in rotta con il vertice del suo Movimento: “Tempo fa chiesi a Grillo: ‘la volontà è quella di lasciare che le varie correnti del Movimento lo logorino dall’interno?’. Piaccia o no, lo accettiate o no, è quello che sta avvenendo. Sono due anni che mi spendo per l’idea di un meetup nazionale, allo scopo di neutralizzare le correnti e per rendere pubblico il dibattito politico interno al Movimento”.

 

 

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