Brasile. Il Senato accoglie l’impeachment per Dilma Rousseff. La rabbia dei teologi della liberazione che parlano di golpe

Brasile. Il Senato accoglie l’impeachment per Dilma Rousseff. La rabbia dei teologi della liberazione che parlano di golpe

Il Senato brasiliano ha votato a favore dell’impeachment nei confronti del presidente sospeso Dilma Rousseff. Nel voto di oggi 61 senatori hanno detto sì al provvedimento, e 20 contrari. Michel Temer manterrà dunque la presidenza ad interim fino alla fine del mandato previsto nel 2018. Tuutavia, il Senato del Brasile non ha approvato l’interdizione dai pubblici uffici della presidente destituita Dilma Rousseff, tra cui dagli incarichi politici. Sono 42 i senatori che hanno votato a favore del divieto, che sarebbe durato 8 anni, 12 meno di quelli necessari. Hanno votato contro 36, mentre tre senatori si sono astenuti.  Michel Temer giurerà alle 21 italiane come nuovo presidente del Brasile dopo che il Senato ha destituito Dilma Rousseff. L’ha detto oggi il presidente del Senato Renan Calheiros. Temer, 75 anni, assumerà il pieno mandato, anche se era già presidente ad acta in sostituzione della sospesa Rousseff.

A otto giorni dalla fine delle Olimpiadi di Rio, sulle quali Lula e Dilma avevano puntato fortemente, il Brasile si trova a dover affrontare una profonda crisi economica che s’intreccia a una crisi politica esacerbata dai molteplici scandali di corruzione che hanno toccato sia la sinistra, sia i conservatori i quali hanno scalato il potere con l’impeachment della presidente. Quest’incertezza ha una ricaduta evidente nelle piazze, dove c’è tensione. Le manifestazioni si sono susseguite negli ultimi mesi e anche oggi la polizia ha utilizzato i gas lacrimogeni contro i dimostranti filo-Dilma che sono scesi in strada a San Paolo del Brasile. I dimostranti parlano di golpe e contestano ai conservatori i tanti scandali che sono emersi anche nei loro confronti: più della metà dei senatori chiamati oggi a votare la destituzione della presidente sono a loro volta sospettati di corruzione.

Frei Betto, teologo della Liberazione: “un golpe dettato dagli interessi degli Stati Uniti”

Il procedimento di impeachment contro la presidente brasiliana Dilma Rousseff “è un golpe parlamentare che rientra nella strategia del governo degli Stati Uniti di destabilizzare le democrazie popolari dell’America Latina”, secondo Frei Betto, uno dei principali esponenti della Teologia della liberazione brasiliana, nonché amico di lunga data di papa Francesco. “Prima hanno deposto Zelaya in Honduras, poi Lugo in Paraguay. E adesso Dilma in Brasile, dopo aver aver fatto eleggere Macri in Argentina e fatto pressioni contro Maduro in Venezuela. Il processo golpista mira a disarticolare il Mercosur, l’Alleanza bolivariana, la Celac e l’Unasur”, ha rincarato la dose in un’intervista all’Ansa il frate domenicano, che è stato consigliere dell’ex presidente Lula e ispiratore del suo programma sociale ‘Fame zero’. “Dilma subisce ingiustamente un processo senza aver commesso alcun reato. Eletta democraticamente due volte come prima donna presidente del Brasile, le forze del capitale si sono unite per spodestare il suo governo che difende i diritti sociali”, ha aggiunto il teologo. “Da adesso in avanti, in Brasile opposizione farà rima con deposizione. La nostra fragile democrazia subisce un grave attentato. E (il presidente ad interim Michel) Temer, l’usurpatore, promette un governo di misure antipopolari con il pretesto di aggiustamenti fiscali. E’ ora che i movimenti, le reti sociali e le voci solidali dall’estero manifestino la propria protesta!”, ha aggiunto.

Leonardo Boff, teologo della Liberazione: “papa Francesco ha inviato lettera di sostegno a Rousseff”

Alle parole di Frei Betto fa eco il teologo Leonardo Boff, il quale ha rivelato all’Ansa che papa Francesco ha inviato a Dilma una lettera di sostegno. “Dilma ha ricevuto una lettera di sostegno da papa Francesco, del quale è diventata amica durante la Giornata mondiale della Gioventù di Rio. Ma per rispetto, la presidente non ha voluto renderne noto il contenuto. Ma so che contiene la condanna di un eventuale golpe e il sostegno alla democrazia di carattere sociale”, ha detto l’ex frate francescano che negli anni Ottanta venne costretto a lasciare il saio per le sue posizioni vicine al marxismo dall’allora cardinale Ratzinger. Boff, che è anche docente di etica ed ecologia ed ha collaborato col papa all’enciclica Laudato si’, ha definito il procedimento di impeachment “un golpe della classe dei privilegiati, dei 71mila ultraricchi che non hanno mai accettato i governi del Pt di Lula e Dilma e che non accettano una democrazia sociale per tutti”.

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