Aleppo. La foto del piccolo Omran, colpito dalle bombe, indigna il mondo. Salta vertice umanitario perché Usa e Russia non si accordano su tregua di 48 ore

Aleppo. La foto del piccolo Omran, colpito dalle bombe, indigna il mondo. Salta vertice umanitario perché Usa e Russia non si accordano su tregua di 48 ore

L’immagine di un bambino di 5 anni, seduto in ambulanza, coperto di polvere e fuligine, e col volto sanguinante, dopo che il suo palazzo era stato colpito dalle bombe dei raid aerei del regime di Assad, è la testimonianza fortissima di una città, Aleppo, in Siria, assediata nel corso di una infinita guerra civile. Il bambino si chiama Omran Daqneesh, ferito mercoledì sera durante un raid aereo contro il quartiere di Qaterji, controllato dai cosiddetti ribelli, oppositori del regime di Assad. Gli occhi di Omran fanno trasparire l’orrore e il disorientamento. Non sembra neppure consapevole della ferita alla fronte. Omran è stato portato all’ospedale M10 e più tardi dimesso. Quella foto sta facendo il giro del mondo grazie ai social network, e finalmente sta facendo indignare il mondo, soprattutto quel mondo civile che finora ha assistito passivamente alla carneficina di Aleppo. In realtà, è tratta da un video durissimo postato dall’Aleppo Media Centre, controllato da un gruppo di attivisti antigovernativi. Si trova su Youtube, e ha già totalizzato centinaia di migliaia di visualizzazioni.

Staffan De Mistura, inviato Onu in Siria, abbandona il vertice con Usa e Russia. Non c’è intesa su tregua per corridoio umanitario

La battaglia per il controllo di Aleppo si è intensificata nelle scorse settimane, dopo l’avanzata delle forze ribelli che si confrontano militarmente con l’esercito del presidente siriano Bashar Al-Assad. E la situazione di Aleppo è divenuta ormai così tragica che giovedì l’inviato speciale Onu in Siria, Staffan de Mistura, ha dovuto sospendere il vertice della task force umanitaria copresieduta con Russia e Usa, perché frustrato per il ritardo con cui vengono consegnati gli aiuti alle aree assediate del paese. De Mistura ha ribadito la sua richiesta di una tregua di 48 ore, di un vero cessate il fuoco, ad Aleppo per garantire un corridoio umanitario, che consenta di mettere in salvo donne, bambini, anziani. Tuttavia, pare proprio che su sollecitazione del presidente Assad che preme su Mosca, Russia e Stati Uniti non riescano ancora a trovare margini di intesa su Aleppo. E la frustrazione di Staffan De Mistura testimonia, nei fatti, l’impotenza dell’Onu a gestire i conflitti armati, neppure quando si tratta di garantire diritti umani violati e la carneficina dei civili. Ci si chiede, infine, dove sia la Commissione dell’Unione Europea, dove sia la signora Federica Mogherini, investita dell’incarico di responsabile della politica estera europea. Tutti in vacanza? È del tutto evidente che è da irresponsabili, nella comunità internazionale, lasciare la soluzione della guerra civile siriana a Russia e Stati Uniti, ciascuno dei quali coltiva in quel paese ben individuati interessati particolari. Possibile che non si riesca a siglare una tregua di almeno 48 ore per istituire un corridoio umanitario?

La storia del piccolo Omran è analoga a quelle di migliaia di altre ad Aleppo. Nella indifferenza del mondo

Di vicende come quella del piccolo Omran, ad Aleppo ne sono accadute moltissime, ogni giorno, da cinque anni. La dinamica è sempre la stessa: piovono grappoli di bombe dall’alto, distruggendo palazzi, strade, e uccidendo e ferendo migliaia e migliaia di persone innocenti. Se va bene, come è accaduto alla famiglia di Omran, le famiglie riescono a mettersi in salvo pochi attimi prima del crollo definitivo del loro palazzo. Se va male, e va male spesso, è una carneficina, alla quale il mondo assiste con quella “indifferenza globalizzata” più volte denunciata da papa Francesco.

Si bombardano anche gli ospedali. E mentre il vertice abortiva, i jet russi compivano altri raid

Nel caso del palazzo di Omran, sono rimaste sotto le macerie, morte, otto persone, tra le quali cinque bambini, meno fortunati di Omran. Dopo la pubblicazione sui social del video, in tanti, nel mondo si stanno chiedendo “Cosa si può fare?”. Lydia Shelley, avvocatessa australiana per i diritti umani, ha twittato: “c’è bisogno di una soluzione politica e sociale ai conflitti in Siria e in Iraq. Stiamo perdendo un’intera generazione di bambini”. E solleva l’altro grande problema di queste settimane in Medio Oriente: i bombardamenti degli ospedali, a tal punto che, ad esempio, quello in cui è stato ricoverato Omran ha un nome in codice, M10. L’ospedale è stato oggetto di una pioggia di bombe all’inizio di agosto. L’attacco è stato ripreso in diretta dalla CCTV, e anch’esso postato in Rete. Il punto è che si è suturata una strana alleanza tra ribelli siriani e gruppi islamisti che hanno rotto l’assedio nella metà orientale di Aleppo. Da quel momento, la frequenza e l’intensità dei rai aerei sono cresciute esponenzialmente, nonostante l’annuncio della Russia che i raid sarebbero stati sospesi per tre ore al giorno. Giovedì, proprio mentre ci si accingeva a dare inizio al vertice umanitario con Staffan de Mistura, la Russia ha lanciato su Aleppo e su altre due province altri raid aerei. I jet russi sono partiti da una base aerea nel vicino Iran occidentale, principale regione alleata di Bashar al Assad.

Il piccolo Omran come Aylan Kurdi? Speriamo di no

Possiamo sperare che l’orrore generato a livello mondiale dalla immagine di Omran non finisca come finì col piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano trovato morto su una spiaggia turca: all’inizio indignazione generale, coi potenti della Terra finalmente impegnati a metter fine alla carneficina nel Mediterraneo. Passate poche settimane, gli stati europei hanno continuato a dividersi su come e se e quanti profughi ospitare. Intanto, il mare inghiottiva altri 5 mila profughi.

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