Mafia Capitale. Con due diverse dichiarazioni spontanee, Buzzi e Gramazio parlano del sistema diffuso della corruzione

Mafia Capitale. Con due diverse dichiarazioni spontanee, Buzzi e Gramazio parlano del sistema diffuso della corruzione

Il sistema di corruzione “non è iniziato con Alemanno o con Marino sindaco di Roma. Il sistema, che ci ha visto prima vittime e poi complici, è partito con il Giubileo del 2000 quando sono state eliminate le procedure e sono partite quelle negoziali per l’assegnazione degli appalti: con Alemanno avevamo l’88% di procedure negoziali e con Marino la stessa percentuale”. Secondo Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa ’29 giugno’ e imputato nel maxi-processo a ‘Mafia Capitale’, “mentre con Alemanno, almeno per quanto riguarda la mia cooperativa, il sistema era legato esclusivamente ad alcuni settori e ad alcune persone, con Marino il fenomeno esplode”. Nell’ambito d una dichiarazione spontanea, Buzzi, attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo, spiega che “noi non avevamo mai avuto una richiesta di denaro da parte degli esponenti del Pd, che era il mio partito, ma con Marino sindaco è cominciato il mercimonio. Non si poteva andare in consiglio comunale che tutti ti chiedevano qualcosa, ad esempio le assunzioni. Uno, addirittura, e’ arrivato a chiedermi di assumere l’amante dell’avvocato. Era una politica bulimica e corrotta, in cui tutti erano coinvolti, dai capigruppo ai presidenti di commissione”

Buzzi ha poi preso a provocare gli inquirenti che lo hanno rinviato a giudizio: “Ho riempito 500 pagine di verbali ma non sono stato creduto. In questa inchiesta tanti politici sono stati arrestati, ma tanti non sono stati nemmeno inquisiti. Per quanto riguarda i politici del Pd sono stati arrestati solo quelli che facevano parte di una certa area politica, l’area di riferimento di Bersani, l’area che non è stata colpita è quella che fa riferimento al presidente Renzi. Non dico che Renzi c’entri ma dico che casualmente c’è stata una discriminazione di questo tipo tra i politici”.

In un’altra dichiarazione spontanea, Luca Gramazio, ex capogruppo Pdl in consiglio comunale a Roma poi della Regione Lazio per Forza Italia, ha confessato: ”Ho conosciuto Buzzi nel 2006 quando ero consigliere comunale di Roma con An. Buzzi era un’icona delle coop sociali, una icona della sinistra, un uomo stimatissimo, tenuto in grande considerazione da questa città fino al 2 dicembre 2014. Sono stato impressionato dal percorso umano e lavorativo che aveva fatto Buzzi, un uomo capace di dare lavoro a 1300 persone”. Gramazio ha poi aggiunto: ”Ha dato a tutti finanziamenti elettorali. Ha pagato legittimamente la campagna elettorale di altri, miei avversari politici, ma non la mia. Buzzi nelle sue intercettazioni quando parla di uomini a libro paga, dei suoi cavalli,  dei suoi politici di riferimento, non mi cita mai perché con lui ho un rapporto sano”. Infatti, conclude Gramazio, ”Buzzi non l’ho incontrato cinque volte come dicono i Ros ma centinaia di volte. Era come tutti gli imprenditori, gli serviva sempre qualcosa, una carta, una delibera che non era stata rispettata. Buzzi per me era un questuante non un capomafia”.

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