Roma. Elezioni. Lettera aperta di decine di dirigenti territoriali di SEL a Ignazio Marino

Roma. Elezioni. Lettera aperta di decine di dirigenti territoriali di SEL a Ignazio Marino

Siamo coordinatori di circolo e di municipio, eletti ed amministratori di SEL Roma che in questi anni hanno condiviso e sostenuto la tua esperienza di governo. Dopo la conclusione traumatica della consiliatura, che il PD ha imposto  per evitare una discussione pubblica, ci siamo battuti dentro SEL per dar vita ad un polo di sinistra e civico autonomo dal PD. E se oggi, dopo il flop di partecipazione alle primarie del PD  con gli episodi di malcostume che si sono verificati, assistiamo a prese di posizione sempre più critiche dentro quel partito, dipende anche dalla scelta di SEL di non partecipare  alle primarie e di mettere in campo una proposta politica e programmatica alternativa. Ora dobbiamo unire tutte le forze e presentare alla città una credibile e forte proposta di governo, ridando fiducia e speranza ai romani e alle romane. Ma questo è possibile solo con un progetto di netta discontinuità con le logiche e le politiche fin qui seguite. Discontinuità con le giunte di Rutelli e Veltroni che non sono riuscite a ridurre le diseguaglianze, a riunificare centro e periferie, a promuovere un diverso sviluppo economico. Discontinuità ovviamente con la giunta Alemanno che ha sprofondato la città nell’illegalità e nella corruzione. Ma discontinuità rispetto a scelte della giunta da te presieduta: il via libera allo stadio della Roma a Tor di Valle con l’insostenibile carico urbanistico; la delibera di vendita del patrimonio comunale; l’atteggiamento conflittuale con i lavoratori comunali, dimenticando che senza o contro di loro non si riforma la macchina capitolina; la delibera Sabella che mette fuori dai bandi tante cooperative sociali che svolgono un’opera insostituibile verso i più deboli; l’avvio della privatizzazione di AMA e dei servizi per l’infanzia.

Hanno  prevalso spesso decisioni dall’alto che hanno creato tensioni e incomprensioni, come abbiamo verificato in questi mesi di incontri e discussioni nei territori e con il nostro elettorato. E c’è bisogno di una profonda discontinuità rispetto all’illegalità diffusa nella vita sociale ed economica  che coinvolge anche l’apparato comunale, come ha rilevato recentemente l’autorità nazionale contro la corruzione, e su cui ha attecchito Mafia Capitale. Per questi due motivi siamo convinti che abbiamo bisogno di proporre alla guida della città, anche attraverso primarie o altre forme di consultazione, uomini o donne non coinvolti in precedenti esperienze di governo o chiamati in causa in vicende giudiziarie. Non ti proponiamo di fare un passo indietro. Ti proponiamo di sostenere e accompagnare in altre forme questo impegno comune, ti chiediamo di aiutarci a promuovere una nuova squadra e una nuova stagione raccogliendo quella domanda di cambiamento presente nella società romana e che deve venire prima di aspettative personali o  di torti subiti.

La tua candidatura a sindaco da un lato ci inchioderebbe inevitabilmente in una posizione di difesa dell’esperienza di governo senza riuscire a rendere evidente il profilo di discontinuità che la nostra proposta deve avere, dall’altro darebbe alibi e argomenti a chi vuole creare confusioni e sospetti sul tema delicato della legalità e della correttezza amministrativa. La giustizia deve fare il suo corso e siamo fiduciosi che ciò avverrà in tempi brevi e con piena soddisfazione da parte tua, ma non possiamo correre il rischio di ritrovarci in piena campagna elettorale con un rinvio a giudizio, sarebbe un’occasione troppo ghiotta per i nostri avversari per gettare discredito. Dobbiamo mettere in sicurezza questo nostro progetto da una simile eventualità, la questione morale è uno dei tratti costitutivi che segnano la nostra differenza sia dalla destra che dal PD e il nostro mondo su questo non perdonerebbe sottovalutazioni o superficialità. C’è un problema di opportunità politica che non riguarda la magistratura e  non si risolve con i sondaggi o con le primarie. E c’è un popolo di sinistra in attesa, che troppo a lungo ha visto prevalere divisioni e personalismi e che aspetta parole e comportamenti diversi, in primis generosità e responsabilità. Insieme da Roma possiamo indicare un altro modo di intendere la politica  e la cosa pubblica, rimettendo al centro l’interesse collettivo, il benessere dei cittadini, il progetto comune. Caro Marino aiutaci in questa impresa.

Massimo Cervellini senatore; Gemma Azuni consigliera Roma Capitale; Stefano Ciccone coordinatore Università; Federico Auer coordinatore I municipio; Mauro Cioffari capogruppo I municipio; Serena Felici coordinatrice Testaccio;  Piero Soldini coordinatore Esquilino; Romolo Tozzi coordinatore Trionfale; Andrea Valeri assessore I municipio; Anna Vincenzoni assessore I municipio; Barbara Auleta coordinatrice Salario-Parioli; Enzo Mastrobuoni coordinatore II municipio; Marina Prati coordinatrice Montesacro; Danilo Cosentino coordinatore Tiburtino Gagliardi;  Maurizio Rossi capogruppo IV municipio; Simona Tocci coordinatrice Pietralata; Celeste Buratti coordinatrice Villa Gordiani; Massimo Terporilli coordinatore V municipio; Gianluca Flammini coordinatore VI municipio; Aldo Benassi capogruppo VII municipio; Francesco Palaia coordinatore Alberone; Natale Di Schiena coordinatore Garbatella (via Passino); Eugenio Bellomo capogruppo X municipio; Marco Possanzini coordinatore X
municipio; Franco Moretti coordinatore municipio XI;  Alfredo Toppi consigliere XI municipio; Luigi Cagnazzo coordinatore XIII municipio; Paola Fuselli consigliera XIII municipio; Francesco Marchizza consigliere XIII municipio;  Dario Marini coordinatore Aurelio; Silvia Ascani consigliera XIV municipio; Ivan Errani già vicepresidente XIV municipio;   Federico Falcolini coordinatore XIV municipio; Fabrizio Modoni, capogruppo XIV municipio; Claudio Nesti coordinatore Monte Mario;  Elisabetta Papini consigliera XIV municipio; Rita Taggi coordinatrice Primavalle;  Giuseppe Reitano coordinatore XV municipio.

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