“Turbìne musicali”, il jazz per tutti. Un viaggio tra musica e arte

“Turbìne musicali”, il jazz per tutti. Un viaggio tra musica e arte

“Turbìne musicali” è il nome di una rassegna incentrata sul jazz di confine, che ha riscosso grande successo e ha raccolto ampia partecipazione a Roma in questi mesi. Discostandosi dall’artificiosità e dal conformismo dei nostri tempi, il bello è proprio lasciarsi travolgere dalle turbìne della novità e della ricercatezza musicale, oltre che dal tùrbine sonoro ed emotivo del musicista e del suo strumento. Ecco spiegato il perché della scelta del nome. L’iniziativa nasce all’interno della Scuola di Musica “Artidee”, situata in zona Eur, ed attinge quindi direttamente a esperienze che si trovano proprio in questo ambiente artistico. L’obiettivo, a monte del progetto, è quello di voler scardinare il genere del jazz dal concetto che sia destinato ad una cerchia di pochi eletti. Per far sì che ciò avvenga, i curatori della rassegna si sono impegnati nel promuovere prioritariamente dischi andati in stampa di recente e ponendo attenzione ai migliori progetti musicali in circolazione. Da parte loro hanno inoltre garantito quel pizzico di particolarità in più agli eventi organizzati nei vari appuntamenti, caratterizzati da esibizioni che attingono a mondi artistici diversi. Nelle diverse serate, infatti, alla parte musicale del concerto è abbinata una parte visiva, con l’intento di trasportare gli spettatori/uditori in una dimensione musicale vorticosa e figurativa, nella quale vige spesso la sonorizzazione dell’immagine, facendo di ciò la matrice peculiare del tutto. Si compie, così, un tuffo nel passato, riportando il jazz alle origini, al periodo in cui tutto è cominciato, quando, nato dai bassifondi, è praticato e seguito da tutti indistintamente ed è inserito in contesti multisensoriali, come il cinema e il teatro. Tante le tecniche usate, dall’action painting con la tecnica del dripping (lo sgocciolamento del colore dall’alto) di Pollock, agli sketch improvvisati da abili fumettisti, dagli schizzi sulla tavoletta grafica ad esibizioni dal vivo dal sapore underground, veramente tante le soluzioni adottate, in una simbiosi di arte e musica senza eguali. L’interdisciplinarietà è d’altronde un segno tipico e distintivo della Scuola di Artidee, nella quale l’arte figurativa, in particolare, è stata da sempre ampiamente praticata e portata avanti. Direttrice artistica della rassegna è Milena Angelè, coadiuvata da Valentina Pettinelli, che si occupa del lavoro di segreteria organizzativa, di supporto al coordinamento musicale e dell’ufficio stampa. Un intento nobile il loro: portare la musica a tutti e, soprattutto, permettere a tutti di arrivare alla musica. “Mi piace sottolineare – ha affermato Valentina in un’intervista – che abbiamo stabilito una cifra irrisoria per il prezzo del biglietto, in modo tale da poter rendere l’evento accessibile a tutti. Poiché rappresentiamo una scuola di musica, ci teniamo infatti che la didattica praticata ad alto livello possa essere aperta a tutti, senza limitazioni di sorta, e che chiunque lo voglia, grande e piccolo, abbia la possibilità di parteciparvi”. Un jazz per tutti, dunque. Alcuni tra gli artisti, protagonisti delle diverse serate, sono performer di fama internazionale. Altri sono perlopiù formazioni provenienti da contesti urbani limitrofi o meno pubblicizzati, che non calcano abitualmente i palchi dei club romani. Una precisa scelta questa, allo scopo così di far conoscere questa fetta di musica ad un pubblico capitolino interessato al genere.

La rassegna ha avuto inizio lo scorso novembre, con quattro appuntamenti a cadenza quindicinale, presso il “TAG-Tevere Art Gallery”, spazio espositivo multidisciplinare con spiccata attitudine artistico-musicale, situato in zona Marconi. Protagonisti di queste serate sono stati nell’ordine:

– 6 novembre: Urban 5tet (Andrea Biondi – vibrafono, Enrico Bracco – chitarra, Daniele Tittarelli – sax alto, Jacopo Ferrazza – contrabbasso, Valerio Vantaggio – batteria). Le composizioni, di matrice minimalista, sono nate da un’intuizione di Biondi che, ispirato dal videogame Pac Man, l’ha trasposta in musica e ha portato a compimento la sua idea di rivincita dell’uomo-bambino. L’esecuzione è stata affiancata da alcuni interventi figurativi su telai con la tecnica della Poster Art, realizzati dal vivo da Alessandro Martorelli, in arte “Martoz”;

– 20 novembre: Alessandro Gwis Trio (Alessandro Gwis – piano, Luca Pirozzi – contrabbasso, Marco Rovinelli – batteria). La musica dello storico pianista degli Aires Tango spazia attraverso una molteplicità di suggestioni e sonorità, muovendosi tra musica latina, jazz ed effetti elettronici, dando vita ad un progetto dinamico e innovativo.

– 4 dicembre: Francesco Fratini 4tet (Francesco Fratini- tromba, Domenico Sanna- piano, Luca Fattorini- contrabbasso, Matteo Bultrini- batteria). L’incontro di questi quattro strumentisti genera un repertorio dal sound originale e deciso, che, oltre ad essere influenzato da tendenze d’oltreoceano, propone anche una selezione di brani propri. Mentre sul palco suona il quartetto, in contemporanea, il cartoonist Federico Panella, a lavoro su una tavoletta grafica, improvvisa sketch animati in diretta che vengono proiettati su uno schermo, a rappresentare una doppia pratica di improvvisazione su due registri stilistici, che alimenta il discorso interdisciplinare, artistico e musicale.

– 18 dicembre: Emanuele Cisi 4tet (Emanuele Cisi – sax tenore, Andrea Rea- piano, Vincenzo Florio- contrabbasso, Adam Pache- batteria). L’artista torinese, tra i sassofonisti italiani più apprezzati al mondo, ha presentato in anteprima il suo ultimo disco “Clear days Windy nights “ (Abeat Records). Un suono ricco, potente con uno spiccato senso dello swing e della melodia, sono questi gli ingredienti che impreziosiscono la sua musica. A lato palco ed in proiezione sullo schermo del TAG, Lucio Villani, autore di fumetti ed illustratore di talento, conduce sui suoi fogli una narrazione visiva ed improvvisata parallela al concerto.

Dopo un breve stacco per le vacanze natalizie, Turbìne ha riacceso i motori nel mese di gennaio con la data del 28, al Rest Art Cafè, in zona Circo Massimo. In questa serata è stata introdotta una novità. Oltre allo strumento, Turbìne ha dato spazio anche alla voce con la cantante Nina Pedersen, che ha presentato il suo ultimo lavoro discografico dal titolo “So far, so good”. La cantante norvegese, ormai ventennale presenza in Italia, ci accompagna con la sua voce lungo un itinerario, a cavallo tra tradizione e attualità. Ad accompagnarla, Pierpaolo Principato al piano, Marco Loddo al contrabbasso, Alessandro Marzi alla batteria e come special guest dell’evento Nicola Stilo al flauto.

Per la data del 2 aprile è previsto il grande evento di punta, nato dalla collaborazione tra la Scuola di Artidee e Turbìne, che vedrà esibirsi proprio sul palco della Scuola il sassofonista e compositore russo Zhenya Strigalev al sax, con Linley Marthe al basso, Eric Harland alla batteria e Federico Dannemann alla chitarra. Potrete ricevere maggiori informazioni restando collegati sui canali social, consultando quindi la pagina Facebook “Turbìne musicali”, dedicata agli eventi della rassegna, oppure il sito ufficiale: “www.turbinemusicali.org”.

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