Le parole del ministro Alfano sulla maternità surrogata inorridiscono il mondo. Non è il caso che chieda scusa alle donne? E Renzi, nulla da dire?

Le parole del ministro Alfano sulla maternità surrogata inorridiscono il mondo. Non è il caso che chieda scusa alle donne? E Renzi, nulla da dire?

Non ancora contento delle interviste e delle lettere ai maggiori quotidiani nazionali, con le quali ha voluto marcare il territorio del governo col Dna del suo partitello – rivendicando tutti i provvedimenti peggiori ingoiati dagli italiani, dal Jobs act all’articolo 18, alla scuola, alla pubblica amministrazione – il ministro degli Interni sta facendo inorridire il mondo civile – quasi come il dittatore della Corea del Nord – con la sua condanna contro le donne che dovessero prestarsi alla maternità surrogata. Cos’ha detto Alfano? Il ministro vorrebbe trasformare la maternità surrogata in un reato penale, punito con la reclusione, “proprio come accade per i crimini sessuali”.  Al di là di queste parole orribili e poco “francescane” – è la dimostrazione del Giubileo della misericordia a giorni alterni, come le targhe romane nei giorni di smog – Alfano dimentica che in Italia la maternità surrogata è già considerata un reato punibile con ammenda e fino a due anni prigione, a meno che le coppie non facciano ingresso in quell’area grigia del pellegrinaggio all’estero in quei paesi dove la maternità surrogata è permessa. Alfano, poi, scandalizzando i giornali esteri, i quali, come si vede usano sempre i termini di “maternità surrogata”, utilizza con disprezzo delle donne la locuzione “utero in affitto”, entrata tranquillamente nel gergo politico italiano, e accettata senza fare alcuno scandalo.

Il britannico Guardian stigmatizza questo imbarbarimento semantico, e la recrudescenza delle pene per le donne che si prestino come madri surrogate. Il Guardian critica fortemente quello che in inglese viene tradotto “wombs for rent”, uteri in affitto, e cita l’intervista all’Avvenire, in cui il ministro arriva perfino a dire che “si tratta del commercio più ripugnante che l’uomo abbia mai inventato”. Esagerato, dicono i giornali esteri. E questa nuova crociata solamente per evitare la stepchild adoption? Ebbene sì, e Alfano annuncia perfino un referendum abrogativo.

La notizia sta facendo il giro del mondo mentre scriviamo, perché è stata rilanciata dall’Agenzia internazionale Reuters. L’agenzia così titola: “un ministro italiano sostiene che la maternità surrogata va trattata come un crimine sessuale”.  Si noti che anche la Reuters non usa mai la locuzione semanticamente offensiva usata da Alfano dell’utero in affitto, se non quando cita lo stesso Alfano tra due virgolette.

Che dire? Esiste un fondamentalismo cattolico, espresso da Alfano e da altri come lui, che si muove a seconda delle circostanze politiche, in questo aspetto con grande coerenza con la Democrazia cristiana della prima Repubblica (che però non avrebbe mai accettato, né mai si sarebbe sognata, di condannare la maternità surrogata come un crimine sessuale). Di manica larga e misericordiosi con gli amici, che possono fare figli illegittimi, avere più donne, fregarsene della famiglia, e magari ricorrere a qualche clinica offshore per surrogare la maternità, e invece assumono vesti orrendamente crudeli quando si tratta di fare campagne mediatiche che forse porternno loro il consenso di tre o quattro suorine.

Dinanzi alle parole del ministro Alfano, è però opportuno che qualcuno all’interno del Partito democratico prenda le distanze. Non solo non si può governare con questa gente di destra, ma neppure si può legittimare al governo chi fa la faccia feroce contro le donne, e contro il loro concreto dolore.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.