Fassina: “La mia sfida programmatica al Pd per il governo di Roma”

Fassina: “La mia sfida programmatica al Pd per il governo di Roma”

A Roma, la fine traumatica del centrosinistra è avvenuta senza che una sola voce critica si sia levata da coloro che ora invocano l’unità del centro sinistra. A Roma, il Pd non ha autonomia. Non è una condizione del passato. È il presente e, almeno fino alle elezioni, è il futuro. L’invocazione del centrosinistra a Roma è incomprensibile fuori dal Palazzo anche perché le politiche del governo Renzi hanno colpito a fondo le città nell’assoluto silenzio di quanti nel Pd ora si spendono così appassionati. Continuo a essere sostenitore delle primarie. Sono non soltanto disponibile ma interessato e sollecitatore di primarie in un quadro programmatico condiviso. Ma le primarie sono uno strumento utile a scegliere chi meglio interpreta lo stesso programma fondamentale, condizione necessaria per una coalizione. Le primarie non sono lo strumento per scegliere tra programmi alternativi. La scelta tra programmi alternativi avviene alle elezioni.

Qual è il programma del Pd per Roma? Finora, la discussione è stata autoreferenziale e astratta. Proviamo a ancorarla a qualche nodo di programma. Noi proponiamo di: 1. Introdurre l’elezione diretta della città metropolitana e trasformare, previa ridefinizione dei confini, i Municipi in Comuni Metropolitani. Presentiamo una proposta di legge. Prendiamo a riferimento la proposta di Walter Tocci al Senato. Il Pd di Roma la sostiene?

  1. Investire le risorse previste per ospitare i giochi olimpici del 2024 in un programma alternativo per la mobilità sostenibile (dalle metro di superficie, alle corsie dedicate al trasporto pubblico, alle bike lanes, alla pedonalizzazione estesa), per la rigenerazione delle periferie, l’housing sociale e centri sportivi adeguati alle esigenze di ogni Municipio e chiediamo un referendum per far scegliere i cittadini romani. Qual è la posizione del Pd?
  2. Fermare la speculazione edilizia a Tor di Valle coperta con la foglia di fico dello stadio della Roma. Noi sosteniamo la costruzione dello stadio della Roma, non la speculazione edilizia intorno allo stadio di proprietà di Pallotta. Qual è la posizione del Pd? Qual è la posizione della Giunta Regionale nella conferenza dei servizi?
  3. Invece di costruire un’autostrada a pedaggio intrecciata alla Pontina, investire in un’alternativa su ferro per ridurre l’enorme afflusso giornaliero di auto su Roma. Il Consiglio Regionale, con il sostegno del centrodestra e la contrarietà di Sinistra Italiana, ha deciso di investire sull’autostrada a pedaggio intrecciata alla Pontina. Qual è la posizione del Pd a Roma? Chiede alla Giunta e al Consiglio Regionale di cambiare radicalmente rotta?
  4. Emendare il Decreto Milleproroghe al fine di confermare l’eliminazione della Tasi al 90% delle famiglie, lasciarla al top 10% delle abitazioni di maggior valore e utilizzare 1,5 miliardi recuperati per finanziare investimenti nel trasporto pubblico locale e detrazioni fiscali per gli abbonamenti dei pendolari a treni e autobus. Per Roma vorrebbe dire decine di migliaia di auto al giorno in meno in città. Il Pd di Roma impegna i suoi parlamentari a sostenere tale emendamento?
  5. Ristrutturare il soffocante debito capitolino accumulato in larga misura dal mitico “Modello Roma” e riscrivere la Delibera 88 sulla privatizzazione del patrimonio capitolino al fine di utilizzarlo per iniziative sociali, culturali e ricreative anche attraverso il protagonismo di tante sane esperienze di autorganizzazione. Qual è la posizione del Pd?
  6. Riscrivere la Delibera Sabella sugli appalti per i servizi sociali affinché tante piccole e qualificate cooperative sociali possano continuare a lavorare con straordinaria professionalità. Qual è la posizione del Pd?
  7. Fare un patto per l’innovazione e la qualità dei servizi con il personale dell’amministrazione capitolina e riconoscere come stipendio base una parte del salario accessorio. Qual è la posizione del Pd? Il Pd di Roma impegna i suoi parlamentari a votare a favore dell’emendamento per sbloccare il salario accessorio?
  8. Introdurre in tutti gli appalti di Roma Capitale e delle società controllate e in tutti i rapporti di lavoro con le amministrazioni capitoline il requisito del compenso orario minimo per lavoratrici e lavoratori. Qual è la posizione del Pd?
  9. Confermare l’assetto proprietario degli asili nido e delle scuole per l’infanzia e stabilizzare insegnanti e educatrici precarie. Qual è la posizione del Pd? Si insiste sull’alleanza con il Pd nella completa assenza di indicazioni programmatiche da parte del Pd.

Noi abbiamo messo in campo un progetto in radicale discontinuità anche con il “Modello Roma”, un compromesso al ribasso con gli interessi più forti della città celebrato oltre i suoi meriti. Roma, già prima dei disastrosi effetti della Amministrazione Alemanno, era la città con un livello di disuguaglianza tra i più elevati in Italia. Noi vogliamo riportare la regolazione pubblica al servizio del bene comune dopo anni di dominio degli interessi privati. Sulla base delle indicazioni programmatiche del Pd di Roma, valutiamo che fare. Altrimenti, la discussione rimane autoreferenziale e astratta. Incomprensibile in un contesto segnato da un dato politico chiaro: a Roma, il centrosinistra è stato spezzato dalla normalizzazione renziana dell’amministrazione Marino a fine luglio e dalla cacciata di Sel dalla Giunta. A Roma il Pd ha dimostrato sul campo, oltre a inaffidabilità programmatica rispetto al mandato elettorale, anche una preoccupante inaffidabilità democratica e irresponsabilità istituzionale: prima ha bloccato, fino all’insediamento del Commissario, i trasferimenti a Roma per il Giubileo per soffocare l’amministrazione Marino, poi, ha concluso l’amministrazione Marino dal notaio senza degnare i cittadini di Roma di un dibattito in aula Giulio Cesare. A Roma, la fine traumatica del centrosinistra è avvenuta senza che una sola voce critica si sia levata da coloro che ora invocano l’unità del centro sinistra. A Roma, il Pd non ha autonomia. Non è una condizione del passato. È il presente e, almeno fino alle elezioni, è il futuro.

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