Escort, per Tarantini 7 anni e 10 mesi di reclusione. Per l’ape regina Began una condanna mite. La D’Addario tenta il suicidio in Tribunale

Escort, per Tarantini 7 anni e 10 mesi di reclusione. Per l’ape regina Began una condanna mite. La D’Addario tenta il suicidio in Tribunale

Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore indagato per il traffico di escort nelle case e ville dell’ex Premier Silvio Berlusconi, è stato condannato a 7 anni e 10 mesi di reclusione. Pena diversa e molto meno importante per la cosiddetta ‘ape regina’ Sabina Began che si è vista comminare una condanna a un anno e 4 mesi. Sono stati invece assolti dalle accuse Claudio Tarantini, fratello di ‘Gianpi’, e Francesca Lana. Il Tribunale, al termine di cinque ore di camera di Consiglio, non ha riconosciuto il reato di associazione per delinquere. Le richieste del Pm erano di 8 anni per Tarantini e Verdoscia, sei anni per Peter Faraone su cui pesa l’aggravante associativa, tre anni sono stati chiesti per Sabina Beganovich (Began), nota come ‘l’ape regina’ che al processo ha protestato in lacrime la sua innocenza e il suo amore per Silvio Berlusconi. Inoltre due anni sono stati chiesti per Letizia Filippi e un anno e sei mesi per Francesca Lana. La procura dovrà ora valutare la posizione di Berlusconi (già imputato a Bari assieme a Valter Lavitola per aver indotto Tarantini a mentire nel processo Escort) per il reato di intralcio alle giustizia e di falsa testimonianza per Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Ioana Visan, Barbara Montereale e di Dino Mastromarco, quest’ultimo ex autista di Gianpaolo Tarantini.

Patrizia D’Addario, la escort più celebre d’Italia, nota per i suoi selfie nel bagno di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e per il lettone regalato da Putin, aveva chiesto un milione di euro di danni morali e materiali, che però il Tribunale non ha ammesso. Lei prima si è sfogata in lacrime davanti alle telecamere, poi ha ingoiato, davanti al tribunale, 40 compresse di Eutirox, un farmaco per la tiroide. Dopo pochi minuti è svenuta. Il suo avvocato, Fabio Campese, ha chiamato un’ambulanza che ha portato la donna in codice rosso al Policlinico. La lavanda gastrica e due giorni di ricovero dovrebbero rimetterla in sesto. Al resto penserà la sua psicologa di fiducia. Nelle mani del legale è rimasta la lettera scritta di getto dalla donna prima di crollare al suolo. Una lunga missiva in stampatello in cui dice al penalista: “Fai giustizia e aiuta la mia famiglia”.

In realtà, il processo barese racconta più di quanto dicano le stesse condanne e le assoluzioni. È l’immagine di un’Italia piena di faccendieri, particolarmente attiva sul versante delle relazioni con Silvio Berlusconi e il suo entourage. Il giovane e spregiudicato imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ha cercato in tutti i modi infatti di accreditarsi presso il Cavaliere a Palazzo Grazioli, usando soprattutto una scuderia di giovani donne, belle e ambiziose. Sono almeno 35 i protagonisti della storia processuale. Tutto iniziò con l’intervista rilasciata da Patrizia D’Addario il 17 giugno 2009. La donna, ex escort barese, raccontò ai magistrati prima e ai giornali poi di quelle folli notti con Berlusconi. Lei che un tempo lo aveva amato, decise di vuotare il sacco. Consegnò alla Procura di Bari le registrazioni che aveva fatto durante quelle serate, parlò per ore di Gianpaolo Tarantini, di Sabina Beganovic, delle decine di altre ragazze della cosiddetta “scuderia” di Gianpi, di quello che i pm baresi hanno poi ricostruito come un vero e proprio giro di prostituzione.

Centinaia di migliaia di euro – secondo le indagini della Guardia di Finanza – spesi in un anno da Tarantini, fra l’estate 2008 e la primavera 2009, per pagare a quelle ragazze voli, hotel, partecipazione a cene e nottate. La sua aspirazione, ritiene il Tribunale penale di Bari, è ottenere grossi appalti accreditandosi, anche grazie a quelle ragazze, presso persone influenti. Tarantini mette insieme una scuderia di ben 26 ragazze, tutte aspiranti attrici e veline, e lo fa con l’aiuto di Peter Faraone, un esperto pubbliche relazioni milanese, e del suo amico ed ex socio in affari Massimiliano Verdoscia, entrambi condannati, rispettivamente 3 anni e 6 mesi per Massimiliano Verdoscia e 2 anni e 6 mesi per Peter Faraone. E così, dopo una folle estate in Sardegna, inizia l’autunno caldo nelle residenze di Berlusconi a Roma e Milano, dove a reclutare ragazze c’e’ anche Sabina Beganovic, nota come ‘l’ape regina’ delle feste del premier.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.