Vera Lamonica (Cgil): “Il governo convochi i sindacati sulla Fornero”. Fanno discutere i 5 punti di riforma di Boeri (Inps)

Vera Lamonica (Cgil): “Il governo convochi i sindacati sulla Fornero”. Fanno discutere i 5 punti di riforma di Boeri (Inps)

“Il governo deve convocare le organizzazioni sindacali per discutere della legge Fornero e di come mettere mano alla flessibilità, è una questione urgente. Hanno detto più volte di essere disponibili ad aprire questo confronto, non si capisce perché un tavolo non si apra davvero, fuori dagli slogan e dalle semplificazioni”. Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, intervistata da RadioArticolo1 alla vigilia della riunione delle segreterie unitarie Cgil, Cisl e Uil di lunedì prossimo, 13 luglio. “Riprendiamo con gli altri sindacati – osserva – un confronto importante in una fase difficile. Pensioni e sanità sono due urgenze, c’è un programma di lavoro comune anche su questi temi”. Un intervento da fare riguarda sicuramente i lavoratori precoci, coloro che hanno iniziato intorno ai 20 anni di età. “Bisogna mettere un tetto e consentire di andare in pensione quando si raggiunge una certa età di contributi, pensiamo che non si debba salire sopra i 41”.

Flessibilità per le pensioni di vecchiaia. Ecco le prime risposte alla legge Fornero

Poi c’è il problema delle pensioni di vecchiaia: “Serve flessibilità, partendo almeno dai 62 anni, che però non comporti ulteriori penalizzazioni. Lo chiederanno il 18 luglio con una manifestazione unitaria gli edili. Si tratta di lavoratori che voglio vedere a 67 anni sulle impalcature dei cantieri, sotto il sole ad asfaltare le strade e così via”. Due interventi che consentirebbero di avere una prima risposta alla riforma Fornero, ma “è chiaro che quella legge va rivista nel suo insieme perché è un sistema puramente assicurativo che non ha più alcuna solidarietà e ridistribuzione: favorisce i forti e indebolisce i deboli”, conclude Lamonica.

Sul tappeto anche i 5 punti di riforma del presidente dell’Inps, Tito Boeri

Va detto che proprio in questi giorni il presidente dell’Inps Boeri, aveva lanciato la sua proposta di riforma, sulla quale già si è aperto il dibattito nei partiti e nelle organizzazioni datoriali. Cinque i punti del titolare della previdenza nazionale che puntano a riformare l’attuale sistema: flessibilità sostenibile, una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, unificazione delle posizioni assicurative (con la fine delle ricongiunzioni onerose), armonizzazione dei tassi di rendimento e nuove opportunità di versamenti perché come ha tenuto a puntualizzare Boeri: “Non si va in pensione, ma si prende la pensione”. Una bozza di riforma già “sottoposta all’attenzione dell’esecutivo” e formulata, ha puntualizzato, “non per esigenze di cassa, ma ricercando maggiore equità, tanto fra le generazioni diverse che all’interno di ciascuna generazione”.

Boeri favorevole al contributo di solidarietà dalle pensioni più alte

Il presidente dell’Inps ha inoltre sottolineato che nella sua iniziativa “non c’è alcuna violazione di procedure e ancor meno vulnus della nostra democrazia ma è stato messo a frutto il capitale umano e le banche dati di cui dispone”. Il presidente si è detto poi assolutamente favorevole al contributo di solidarietà per le pensioni più alte: “Crediamo sia giusto chiedere a chi ha redditi pensionistici elevati in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati del domani, un contributo al finanziamento di uscite verso le pensioni più flessibili”.

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