In tanti nel cuore di Roma con Cgil, Cisl e Uil contro i ‘cartelli’ di Mafia Capitale

In tanti nel cuore di Roma con Cgil, Cisl e Uil contro i ‘cartelli’ di Mafia Capitale

In tanti hanno raccolto l’appello di Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio per contrastare Mafia Capitale in una manifestazione simbolica di ‘resistenza’ all’illegalità. Una fiaccolata che ha messo insieme tanti cittadini nel cuore di Roma, a due passi dal Campidoglio, dove una gang criminale di grande spessore delinquenziale, ha letteralmente affondato gli artigli, nel tentativo di far affondare nell’illegalità la democrazia rappresentativa. “Siamo qui per stare insieme e non contro qualcuno, insieme per tagliare le radici alle mafie e per la rigenerazione di tutte le classi dirigenti”. Con queste parole, Caludio Di Berardino, Segretario Generale della Cgil di Roma e del Lazio ha aperto la manifestazione di piazza Santissimi Apostoli a Roma contro Mafia Capitale “Avvertiamo la necessità di diffondere la cultura della legalità”, ha aggiunto per poi ribadire: “Oggi siamo insieme per un nuovo sviluppo ancorato ad etica, legalità e trasparenza”. Poi la denuncia di Civica per la Uil che ha voluto accendere i riflettori sulle vertenze aperte: “Abbiamo 3.200 dipendenti della Multiservizi che aspettano di capire che fine faranno, 500 esercizi commerciali che si sono chiusi nei primi mesi, 2000 che si stanno chiudendo, il problema dell’aeroporto di Fiumicino. Se questa giunta ritiene che ci siano le condizioni per risolvere questi problemi, va bene questa giunta. Altrimenti si traggano le conseguenze”. Infine Bertone per la Cisl: “Santi Apostoli è la piazza degli onesti, di chi lavora, di chi subisce le angherie da parte di chi specula con procedure da mafiosi”  ha detto Bertone. “Le forze politiche, i sindacati, le associazioni devono caricarsi il compito di rigenerare i gruppi dirigenti”. In piazza con pensionati, lavoratori e studenti, anche il Sindaco Marino ed il vicesindaco Nieri. Il primo cittadino ha avuto due tipi di trattamento, i fischi dai tanti lavoratori della Multiservizi presenti in piazza, ed accanto a questi anche strette di mano e timidi applausi. Il Sindaco, dopo aver salutato i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil ed aver assistito ai piedi del palco ad una parte della manifestazione ha lasciato la piazza senza rilasciare alcuna dichiarazione. Più a lungo è restato Nieri che ha rivolto un plauso agli organizzatori della fiaccolata: “La manifestazione è quello che serve in questo momento. Noi dobbiamo in questa brutta vicenda che ha coinvolto tutti far partecipare tutta la città e la società civile che lotta contro la mafia. Dobbiamo allargare il più possibile la partecipazione, perché le mafie si battono sempre con il grande coinvolgimento delle cittadine e cittadini.

Mafia Capitale, il Pd resiste agli attacchi di 5Stelle e Destre. Orfini: “Marino governerà fino al 2018”

Intanto, in Campidoglio, almeno secondo le buone intenzioni del Commissario del Pd romano, Orfini, andrà al voto nel 2018, a naturale scadenza del mandato ed a meno di accelerazioni imprevedibili nell’inchiesta che sta letteralmente terremotando l’Amministrazione di Roma Capitale, nulla cambierà, malgrado le pressioni e le manifestazioni di piazza di 5 Stelle, a braccetto con Casa Pound, e delle destre che governarono il Campidoglio con ‘successo’ grazie al Sindaco indagato Gianni Alemanno. Nella giornata di mercoledì, nessun arresto, ma solo reazioni politiche e polemiche tra gli schieramenti. Chi ha cercato di chiamarsi fuori dal pantano sono il Vicesindaco Luigi Nieri e l’Assessore al Patrimonio, Alessandra Cattoi. A difenderli lo stesso Orfini: “C’erano già nella prima ondata dell’inchiesta Mafia Capitale ma da quanto si legge dalle carte e da quello che evidentemente pensa la Procura, che non li ha nemmeno indagati, non sembra ci sia nulla di rilevante né politicamente né penalmente”. Già nella mattinata di mercoledì, con due comunicati, Nieri e Cattoi, avevano spiegato la loro posizione. “Ho cercato di tenere, in questi giorni, un basso profilo relativamente alle molteplici illazioni che sono state fatte intorno al mio nome, per rispetto del ruolo istituzionale che ricopro – ha detto Nieri – Ma quando è troppo è troppo. Il riferimento al presunto posto di lavoro che avrei chiesto a Buzzi mi fa quasi sorridere e comunque si tratta solo delle sue parole riferite ad altri. Ma poniamo pure che in questi anni io possa aver chiesto alla cooperativa 29 Giugno di assumere qualcuno. Per chi mi sarei speso? Per un mio parente o un mio amico? Mai! L’avrei certamente fatto per un disperato, però. Magari per un detenuto che per uscire dal carcere aveva bisogno di un lavoro per ottenere le misure alternative. E qual è il compito della cooperazione sociale se non quello di reinserire queste persone? È evidente che se il sistema Buzzi prevedeva un do ut des io non sarei mai stato disponibile. E mai lo sarò per nessuno. Non avrei mai accettato una sorta di sistema ricattatorio sulla pelle dei poveracci. E allora è chiaro che sarei passato come uno che non ci sente. A mio carico non esiste alcun riscontro ed è con la serenità della coscienza pulita che vado avanti, malgrado l’amarezza di constatare quotidianamente la superficialità di certi titoli di alcune testate giornalistiche e la voracità del tritacarne mediatico. Diffido chiunque a perseverare in questa squallida operazione di diffamazione ai miei danni. In caso contrario, darò mandato ai miei avvocati di tutelare la mia persona e la mia immagine per le vie legali”. “Smentisco categoricamente le notizie riportate oggi da alcuni giornali in merito a eventuali pressioni esercitate da Salvatore Buzzi su di me, o addirittura su nostri ipotetici incontri, al fine di acquisire per la cooperativa 29 giugno quote della società Roma Multiservizi – ha detto Cattoi – Non solo non ho mai incontrato né sentito in alcun modo Buzzi, ma prima dell’inchiesta su mafia capitale neanche sapevo chi fosse”.

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