Infermiere fa strage a Napoli dopo una banale lite. Quattro i morti e sette i feriti

Infermiere fa strage a Napoli dopo una banale lite. Quattro i morti e sette i feriti

Una banale discussione, degenerata in violenta lite per della biancheria da stendere, si è trasformata in follia e strage. Sarebbe questo il motivo scatenante della sparatoria che si è consumata venerdì pomeriggio a Capodimonte, nel popolare quartiere Miano di Napoli. Un infermiere 45 enne, Giulio Murolo, ha imbracciato un micidiale un fucile a pompa, sterminando, in un raptus di follia incontrollabile, prima la cognata, Concetta Uliano, di 51 anni, poi il fratello Luigi di 52, che sono stati freddati sul ballatoio dello stabile dove risiedevano, mentre tentavano disperatamente di fuggire. L’uomo, non contento, si è barricato in casa e dal terrazzo ha iniziato un folle tiro al bersaglio contro i passanti prima e poi contro le forze dell’ordine che erano giunte in massa davanti alla palazzina. L’infermiere ha ucciso con freddezza un tenente della Polizia Municipale, Francesco Brunel ed un passante, un fioraio. Per lui è stato inutile ogni tentativo di rianimazione. Ma lo sparatore ha avuto il tempo, prima di essere immobilizzato dai Carabinieri e Polizia, di ferire seriamente altre sette persone: due carabinieri, due poliziotti, un vigile urbano e due passanti. Una volta fuori dalla sua abitazione e mentre i Carabinieri e Polizia lo caricavano in auto, alcune decine di persone hanno tentato di linciarlo.

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