Assalto all’Expo, identificati decine di ‘devastatori’

Assalto all’Expo, identificati decine di ‘devastatori’

Sarebbero oltre un centinaio, gli antagonisti che nel giorno dell’inaugurazione di Expo 2015, hanno messo a ferro e fuoco una parte del centro di Milano. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno visionato centinaia di filmati di telecamere posizionate lungo il percorso del corteo e sarebbero stati immortalati anche i momenti del ‘cambio d’abito’ degli antagonisti, che, da semplici ed oscuri manifestanti, si sono trasformati, in pochi istanti, in uomini e donne in nero, con libertà di colpire attività commerciali, istituti di credito e auto private. Va detto, che secondo indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, gran parte delle persone identificate, non sarebbero residenti a Milano. Un primo passo è stato compiuto. Nelle prossime ore, scatteranno i provvedimenti della magistratura, che indaga con capi d’imputazione estremamente pesanti e che prevedono, da Codice Penale, condanne vicine o superiori ai 10 anni di carcere. Intanto restano in carcere i cinque italiani finiti in manette il primo maggio con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall’uso di armi improprie e dal numero di persone dopo la guerriglia avvenuta in occasione del corteo No Expo. Il giudice per le indagini preliminari Donatella Banci Buonamici ha convalidato tutti gli arresti e disposto la custodia cautelare in carcere. Gli arrestati, due donne e tre uomini, di età compresa tra i 23 e i 42 anni, secondo l’accusa del pubblico ministero Piero Basilone, per contrapporsi con violenza alle forze dell’ordine durante le devastazioni di venerdì scorso avrebbero lanciato contro gli agenti anche bottiglie e un grosso masso di cemento. Tutti e cinque nel corso degli interrogatori di garanzia hanno respinto le accuse, sostenendo di non aver partecipato alla devastazione e in alcuni casi parlando anche di uno scambio di persona.

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