Giardiello, per ora, non parla ai magistrati. Il suo avvocato: “Ha detto che racconterà le ingiustizie subite”

Giardiello, per ora, non parla ai magistrati. Il suo avvocato: “Ha detto che racconterà le ingiustizie subite”

Claudio Giardiello, dopo il malore che lo aveva colpito sabato mattina nel corso dell’udienza di convalida del fermo, ieri si è trovato ancora una volta davanti ai magistrati, ma si è avvalso delle facoltà di non rispondere. A riferirlo ai giornalisti, che assediavano il carcere dove è detenuto l’uomo, l’avvocato difensore dell’imprenditore, Nadia Savoca che ha parlato di condizioni ‘confusionali’ del suo assistito. Con i magistrati poche parole prima di chiudersi nel silenzio: “Vi racconterò le ingiustizie che ho subito”, ma non lo ha fatto in questo secondo incontro, che si è potuto svolgere perché gli specialisti, medici e psicologi del carcere, hanno valutato come “cessato il legittimo impedimento” ed in conseguenza di questo il Giardiello era in condizione di affrontare l’interrogatorio. Chiarissima la valutazione dello psichiatra che lo ha visitato: “E’ totalmente capace di partecipare alle fasi processuali”. Sulla base di questa valutazione il Gip ha ‘bocciato’ la richiesta dell’avvocato Savoca, che puntava ad ottenere una perizia che certificasse le reali condizioni del pluriomicida ad affrontare questa prima fase giudiziaria. I medici, infatti, hanno parlato di un momentaneo malore senza alcuna patologia.

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