Mussida lascia la Pfm

Mussida lascia la Pfm
Imprevisto colpo di scena all’interno di una delle rock band italiane più importanti e significative di sempre. Molti fans sono rimasti attoniti per un ‘divorzio’ che lascia senza ombra di dubbio spiazzati e disorientati. Ma veniamo alla notizia.
Franco Mussida, 68 anni, chitarrista, compositore ha deciso di lasciare la Premiata Forneria Marconi, la storica rock band che aveva fondato nel 1970 a Milano. Le attività di ricerca artistica e di presidente del Cpm Music Institute – spiega il gruppo – non gli consentono più di portare alla band il consueto apporto. “Chiedo scusa ai fan e ai miei compagni – dice Mussida – ma i progetti artistici ed educativi e le ricerche sulla comunicazione musicale, iniziate 30 anni fa, assorbono completamente. Abbraccio Franz e Patrick che sapranno continuare a dare quell’energia da sempre caratteristica del gruppo”.
La Premiata Forneria Marconi ha rappresentato soprattutto negli anni ’70 uno dei vertici creativi della musica italiana.
La Pfm è a tutti gli effetti l’evoluzione musicale e artistica de I Quelli, un gruppo che nella seconda metà degli anni sessanta si era fatto conoscere nell’ambiente della discografia italiana per la qualità, la preparazione e la tecnica strumentale dei suoi componenti. Il batterista Franz Di Cioccio, il chitarrista Franco Mussida, il tastierista Flavio Premoli e il bassista Giorgio ‘Fico’ Piazza, componenti portanti del gruppo, erano tra i più richiesti musicisti di sala italiani: incidevano per Mina, Lucio Battisti, Fabrizio De André e tanti altri. La svolta decisiva, nel 1970, fu l’abbandono della forma canzone per passare a composizioni di taglio più elaborato: I Quelli cambiano quindi nome in Krel. Fondamentale, per il passaggio da Krel a Premiata Forneria Marconi, l’incontro da parte dei quattro musicisti con il violinista e flautista Mauro Pagani (proveniente dai Dalton), durante le registrazioni del disco La buona novella di Fabrizio De André. Il virtuosismo, la cura dedicata all’arrangiamento e l’improvvisazione erano gli elementi che il gruppo, allargato a Pagani, stava apprendendo dai King Crimson, dai Jethro Tull e dagli esponenti del nuovo rock (o musica pop com’era allora chiamata in Italia con un’accezione completamente diversa da quella attuale). Nel 1971 uscì il primo disco della Premiata Forneria Marconi, il singolo Impressioni di settembre / La carrozza di Hans, seguito, nel gennaio del 1972, dall’album “Storia di un Minuto”. Il brano “Impressioni di Settembre” (di Mussida e Pagani su testo di Mogol) divenne presto uno dei loro cavalli di battaglia e un classico della musica italiana. Il gruppo decise di incidere il disco in presa diretta in studio, per non perdere l’impatto e l’energia trasmessa dalle loro già celebri esibizioni live. Tra l’altro proprio con questo album per la prima volta in Italia venne utilizzato il Minimoog e il Mellotron.
All’apice del successo, nel 1974, il gruppo intraprese una serie di concerti in Nord America nel tentativo di “sfondare” nel mercato discografico più importante del mondo. Sino a qual momento il gruppo lombardo aveva pubblicato quattro ottimi album molto apprezzati in Italia e in Europa. Dopo aver registrato nel 1973 “Photos of Ghosts” in Inghilterra grazie all’interessamento di Greg Lake e dopo essere stati apprezzati dal vivo in Gran Bretagna, la Pfm alza il tiro delle ambizioni.
Nel 1974 il gruppo organizza un tour di cinquanta date in Usa e Canada insieme al chitarrista inglese Peter Frampton. La formazione della Pfm era allora composta da Franco Mussida alle chitarre, Mauro Pagani al violino, flauto, ottavino e voce, Flavio Premoli alle tastiere, Patrick Dijvas al basso e Franz Di Cioccio alla batteria. Insieme al Banco, Area e Orme, erano considerati la punta di diamante della “risposta italiana” al rock anglosassone.
La serie dei concerti iniziò da New York nel luglio del 1974. Dal vivo la Pfm era un realtà ben collaudata: i cinque musicisti erano molto affiatati e dotati di padronanza strumentale e tecnica di alto livello. Non avevano nulla da invidiare ai colleghi inglesi e americani. Con la fine dell’esperienza americana termina anche il periodo d’oro della Pfm, uno dei gruppi che ha fatto la storia del rock nel nostro Paese.
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