Nella Lega nord lo scontro frontale del duo Salvini-Zaia contro Tosi spacca il partito

Nella Lega nord lo scontro frontale del duo Salvini-Zaia contro Tosi spacca il partito

Mala tempora currunt per Matteo Salvini, segretario della Lega Nord e principale antagonista del premier Renzi. Dopo la crescita esponenziale di popolarità e consensi, basata su una sorta di alleanza populista con le destre europee che mette al centro della politica leghista sentimenti antimmigrazione e antieuro, ora il delfino di Maroni si trova al centro di attacchi che provengono dall’interno e dall’esterno del suo partito.

Prima questione all’ordine del giorno è la manifestazione che Lega e Casapound faranno in piazza del Popolo il 28 febbraio prossimo contro il governo Renzi. In contrasto con questo appuntamento si è creato un vero e proprio comitato che scenderà in corteo da piazza Vittorio fino a Sant’Andrea della Valle, si chiamano i “MaiconSalvini”, nuovo cartello nato apposta per l’appuntamento del 28 febbraio, già lanciato sui social come hashtag, insieme a #Romanonsilega e a un’intera campagna anti-razzista curata dal vignettista ZeroCalcare, il più seguito tra i movimenti sociali di sinistra. Sono centri sociali, associazioni lgbtq, antirazziste, migranti, comitati di lotta per l’acqua pubblica, circoli Anpi, sindacati di base, alcune forze politiche come Rifondazione.

Ma i grattacapi di Salvini arrivano soprattutto dal suo partito. La querelle interna ai veneti Zaia e Tosi sta investendo tutta la Lega. Tosi, sindaco di Verona, rivendica maggiore autonomia e vorrebbe che la Liga Veneta decidesse da sola chi deve essere il prossimo candidato alla regione, denunciando “ingerenze lombarde”. Inoltre sul piano nazionale Tosi vede di buon occhio una eventuale alleanza con Ncd e Forza Italia, mentre per Zaia e Salvini spiegano che “Berlusconi deve scegliere tra la Lega e Alfano”. “Ipotizzare di candidarsi contro Luca Zaia o di metterlo in difficoltà non mi sembra utile in questo momento”, ha affermato il segretario della Lega Nord. “Se ci sono litigi da fare – ha aggiunto – li si faccia nelle sedi opportune e poi si trovi un accordo e si vada a vincere. Non è il momento di litigare”. Flavio Tosi, da parte sua, parla di “una serie di situazioni che si sovrappongono: prima di tutte le ingerenze milanesi rispetto alla Liga Veneta indirette e poi anche in via diretta”. Le Ingerenze dirette, spiega il sindaco di Verona, sono quelle con le quali “si cerca di modificare lo statuto togliendo autonomia che era stata stabilita di comune accordo con Roberto Maroni quando diventò segretario generale. E questo ovviamente come Liga Veneta non si può accettare. Poi c’è comunque il fatto di decidere come Lega dove si vuole andare”. Tosi sottolinea comunque come “con Zaia ci saranno altri incontri, il tempo c’è e in teoria il tempo per trovare una sintesi c’è. Le mie non sono posizioni personali: porto avanti la linea del Consiglio nazionale della Liga Veneta che a larghissima maggioranza ha stabilito un percorso. Non sono le mie posizioni, ma quella che la Liga Veneta ha deciso di portare avanti”. Ma le ultime notizie riferiscono di un Consiglio federale fissato per lunedì prossimo nel quale voleranno gli stracci.

Infine, irrompe anche un “caso Isoardi”, nello scontro tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il sindaco di Verona Flavio Tosi. La presentatrice di RaiUno e fidanzata presunta di Salvini, ha polemizzato ieri nel suo programma con il capo ufficio stampa del Comune di Verona. E l’episodio non è sfuggito ad alcuni parlamentari di Partito democratico e Area popolare, che sollevano il sospetto di un conflitto d’interessi della Isoardi nello svolgere il suo lavoro sugli schermi della tv pubblica. Deputati e senatori della maggioranza chiedono una risposta in Parlamento.

 

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