L’FBI annuncia le prove che inchiodano la Corea del Nord nell’attacco informatico contro la Sony

L’FBI annuncia le prove che inchiodano la Corea del Nord nell’attacco informatico contro la Sony

Quando in Italia saranno le 19.30, il presidente USA Barack Obama e i vertici dell’FBI terranno a Washington una conferenza per mostrare al mondo le prove che l’attacco degli hacker contro il gigante Sony ha un colpevole, la Corea del Nord. Gli hacker erano entrati nel sistema informatico della Sony e avevano prima rubato e poi pubblicato le mail di tutti i dipendenti. Non ancora soddisfatti, i terroristi informatici avevano minacciato attacchi contro le sale cinematografiche che avessero in programma il film prodotto dalla Sony “The Interview”.

L’FBI ha diffuso un lungo comunicato nel quale spiega come è giunta ad ottenere le prove del coinvolgimento della Corea del Nord nell’attacco informatico. “L’FBI ha raccolto sufficienti informazioni”, si legge nel documento, “per concludere che il governo nordcoreano è responsabile di questi atti. Mentre il bisogno di proteggere fonti sensibili e metodi ci precludono l’uso della condivisione di tutti i dettagli e delle prove, le nostre conclusioni si basano su: analisi tecniche del malware della cancellazione dei dati usato in questo attacco hanno rivelato legami ad altro malware noto all’FBI sviluppato dai soggetti nordcoreani; la scoperta di diversi indirizzi IP associati a note infrastrutture nordcoreane; i sistemi usati nell’attacco contro la Sony hanno analogie con un attacco informatico del marzo dell’anno scorso contro banche e media sudcoreani, condotto dalla Corea del Nord. Gli atti della Corea del Nord erano tesi ad infliggere un danno importante ad un’azienda americana e a sopprimere il diritto dei cittadini americani ad esprimersi. Tali atti di intimidazione superano il limite del comportamento accettabile di uno stato”.

Il segretario di Stato alla sicurezza interna, Jeh Johnson, ha detto in una dichiarazione: “ il cyber attacco contro la Sony Picture Entertainment non è stato solo un attacco contro una compagnia e i suoi dipendenti. È stato anche un attacco alla nostra libertà di espressione e al nostro modo di vivere. Questo avvenimento solleva l’importanza delle buone pratiche cibernetiche per investigare con rapidità le intrusioni e per promuovere la resilienza in tutti i nostri network. Ogni amministratore delegato dovrebbe prendere questa opportunità per valutare la sicurezza informatica della propria compagnia. Ogni azienda di questo paese dovrebbe cercare di impiegare le migliori pratiche in tema di sicurezza informatica. Il Dipartimento della Sicurezza nazionale e altre agenzie federali sono qui per aiutarvi. Cerchiamo di sollevare il livello di sicurezza informatica sia nel settore privato che nel governo civile, e forniamo tempestive informazioni per proteggere tutti i nostri sistemi contro le minacce cibernetiche”.

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