La Cisl mobilita, e male, solo il Pubblico Impiego

La Cisl mobilita, e male, solo il Pubblico Impiego

La Furlan imita ‘maldestramente’ il peggior Bonanni con il rischio di cancellare quel che resta dell’unità sindacale

È iniziata lunedì 1 dicembre, una quindici giorni di mobilitazioni sindacali di sigle diverse tra loro e che porterà al culmine con lo sciopero generale del 12 dicembre indetto da Cgil e Uil. Il primo sciopero generale contro l’Esecutivo Renzi, è arrivato dalla Cisl, che si è chiamata fuori dall’astensione dal lavoro del 12 dicembre, ma ha mobilitato il 1 dicembre, la categoria del Pubblico Impiego. Manifestazioni in tutta Italia, mentre a Roma, davanti a Montecitorio si è svolto un sit-in di protesta che anticipa le manifestazioni previste nei prossimi giorni in alcune città metropolitane. Martedì sarà la volta di Firenze, mercoledì toccherà a Napoli e giovedì sarà la volta di Milano. Critica con il Governo la segretaria della Cisl Annamaria Furlan, che ieri, davanti a Montecitorio ha affrontato la vertenza del Pubblico Impego, che lunedì ha portato alla mobilitazione generale di questo sindacato: “Sono sei anni che questi lavoratori non vedono il rinnovo del loro contratto, hanno perso in media dai due ai quattromila euro che sono davvero tanti. Con questa giornata vogliamo obbligare il governo a riaprire il tavolo contrattuale. Con una lotta seria all’evasione e alla corruzione e con i tagli agli sprechi nella P.A. si possono trovare le risorse per il rinnovo del contratto”. Poi le indicazioni del nuovo corso della Cisl, secondo la Furlan: “Bisogna investire in innovazione, ricerca e istruzione e migliorare l’utilizzo dei fondi europei per far ripartire la competitività del Paese. Noi oggi scioperiamo con un obiettivo che è chiaro: il rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione”. Poi la nuova segretaria del sindacato ‘bianco’ non perde l’occasione per dare un colpo a Cgil e Uil, rischiando di mandare in crisi l’unità sindacale e provocando irrimediabili danni al sistema delle rappresentanze: “Contro la crisi -fa sapere -uno sciopero in un Paese che ha già perso 25 punti di produzione industriale non ci sembra la strada giusta: non vogliamo fabbriche occupate ma aperte”. Poi, nel tentativo decisamente maldestro di recuperare, lancia un appello, decisamente discutibile: “Sono sempre pronta a riprendere il filo dell’unità, è importante per i lavoratori e per il Paese, ma insieme bisogna condividere merito, obiettivi e percorsi”. In buona sostanza, la Furlan, si è sentita scavalcata da Cgil e Uil, che con lo sciopero generale di tutte le categorie, hanno decisamente messo alle corde la credibilità del suo sindacato, che in più occasioni (vedi quanto accaduto in Fiat) ha subito forti contraccolpi di fiducia tra i lavoratori e se proprio non era possibile unirsi allo sciopero generale di Cgil e Uil, allora, per dare un segnale si è puntato sul Pubblico Impiego, categoria che da sempre è nelle ‘corde’ del sindacato che fu di Bonanni e che oggi passa di mano, con identici programmi e stesse ambizioni, ma con un leader che sembra la peggior copia del peggior Bonanni. Le mobilitazioni, Cisl a parte, proseguono e l’elenco è lungo e va dalle mobilitazioni nel comparto dei Trasporti alla Giustizia. Poi il clou con lo sciopero generale del 12 dicembre.

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