Licenziamenti all’Opera, incredibile Marino “La sinistra deve fare la sinistra”

Licenziamenti all’Opera, incredibile Marino “La sinistra deve fare la sinistra”

Sulla vertenza aperta dell’Opera, il Sindaco Marino torna a difendere la linea che ha portato ai licenziamenti di coro ed orchestrali, trasformando i contratti a a tempo indeterminato, esternalizzazioni, ovvero una forma di precariato che, oltre che nella Capitale, una volta scoperta la piega legislativa che hanno percorso Sindaco e Sovrintendente, potrebbe essere trasferita anche ai lavoratori di altre Fondazioni barcollanti. Sabato mattina di buon ora, la rabbia dei lavoratori licenziati si è trasferita davanti al  Costanzi. Molti degli ormai ex dipendenti preannunciano ricorsi e carte bollate, ma il Sindaco fa spallucce e rilancia: “Io, in questo momento, penso che la sinistra debba fare la sinistra. E per farlo deve andare sempre più avanti degli altri. Per andare più avanti degli altri, oggi, bisogna lavorare intensamente perché l’Opera rinasca e diventi un faro o un esempio, come Roma sta diventando per tutte le sue aree strategiche e per tutto il Paese”. Ed in difesa del Sindaco, smentendo come i licenziamenti possano rappresentare un attacco alle tutele garantite dall’Articolo 18, interviene anche il ministro dei Beni Culturali, Franceschini: “Nulla, non c’entra nulla (riferimento all’articolo 18 ndr). Sono Fondazioni, sono musicisti”. Poi il ministro ha anche alzato gli scudi sulle minacce di ricorsi e azioni legali da parte di alcune sigle sindacali: “C’è una procedura prevista dalla legge che prevede 75 giorni per le consultazioni con i sindacati. Il sovrintendente e il Cda stanno lavorando nel rispetto delle norme, vedremo dove porterà”. Oltre. Però, alle possibili vertenze, quello che però pende sulla testa del Sindaco e della sua maggioranza, è anche il rischio di una frattura per la sua maggioranza. Sel, infatti, resta sulle barricate e non sono rassicuranti le parole del Capogruppo in Campidoglio, Peciola: “Salvare il Teatro dell’Opera e i suoi lavoratori è la nostra priorità. Le due cose camminano insieme. Precarizzare i rapporti di lavoro di coro e orchestra vuol dire abbassare la qualità dell’offerta culturale della città. E questa insieme ai licenziamenti non è una cosa di sinistra. La soluzione passa per noi anche attraverso procedure amministrative e soluzioni gestionali nuove, verso le quali siamo aperti. Devono essere soluzioni che tutelino i posti di lavoro e mantengano alta l’immagine e l’autorevolezza dell’Opera. Il piano di rilancio di Fuortes deve andare avanti. Chiedo al Ministro Franceschini e al Sindaco di intervenire affinché sia riaperto il dialogo con i lavoratori e i sindacati e siano congelati i licenziamenti”. Nelle prossime ore, ed alla luce anche delle posizioni comuni maturate da Cgil, Cisl e Uil, l’Amministrazione comunale, dovrà, per evitare ulteriori tensioni e tenere aperte le porte della programmazione musicale dell’Opera, per forza di cose incontrare tutte le sigle sindacali. Marino ha poche strade da percorrere per evitare una drammatizzazione ulteriore della situazione e tra queste è fondamentale quella della salvaguardia del tavolo di confronto con i rappresentanti dei lavoratori.

Luigi Piero Sambucini

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