Coldiretti: cannabis terapeutica, favorevoli due italiani su tre

Coldiretti: cannabis terapeutica, favorevoli due italiani su tre

Il 64% degli italiani, poco più di due su tre, sono favorevoli all’uso di cannabis a scopo terapeutico. È quanto emerge dal primo studio su “le potenzialità della cannabis in Italia”, elaborato da Coldiretti/Ixé in occasione del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione che si è svolto il 17 e 18 ottobre a Cernobbio. Un giro d’affari potenziale di 1,4 miliardi, che potrebbe generare già nel breve-medio periodo 10mila posti di lavoro: secondo l’analisi, oltre ai benefici per i pazienti, la coltivazione di cannabis avrebbe ricadute positive in termini di produzione e occupazione. Lo confermano anche i dati relativi al 2014, secondo cui la produzione di canapa ha segnalato un’impennata del 150% rispetto all’anno precedente.

Farmaci a base di cannabis a partire dal 2015. Lo scorso 18 settembre i ministri di Difesa e Salute, Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, hanno firmato il protocollo per l’avvio della coltivazione di cannabis terapeutica presso lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze, che si è impegnato a produrre una tonnellata di canapa medica a cominciare dalla prossima estate. Obiettivo dell’intesa è la commercializzazione dei primi farmaci cannabinoidi già a partire dal prossimo anno, da destinare ai pazienti con patologie gravi, come Sclerosi multipla, sindrome di Tourette, Alzheimer e Parkinson. Per la distribuzione, però, bisognerà attendere prima la definizione di un protocollo operativo tra Regioni, Istituto superiore di Sanità e Aifa, che definisca il perimetro della sperimentazione: dalla quantificazione dei fabbisogni alla determinazione di tariffe e controlli.

Diecimila posti di lavoro da subito. Coltivazione, trasformazione e distribuzione. Una filiera interamente italiana che, tra agricoltura e industria chimico-farmaceutica, genererebbe un indotto da 1,4 miliardi e 10mila opportunità di lavoro. Le stime sono basate sui mille ettari di terreno che, secondo Coldiretti, sarebbero immediatamente disponibili vista la crisi dell’ortofloricoltura. Sulla proiezione pesa anche il trend positivo degli ultimi anni: le terre coltivate a cannabis sativa, dalle appena 150 del 2013, sono arrivate a quota 300 unità lo scorso anno. Un boom che, secondo Coldiretti, è giustificato “dalle molteplici opportunità di mercato che offre questa coltivazione particolarmente versatile e dalla quale si ottengono dai tessuti ai materiali edili, olio, vernici, saponi, cere, cosmetici, capi di abbigliamento, detersivi, carta o imballaggi”, ma anche pellet, eco-mattoni per la bioedilizia e prodotti alimentari, come farina e biscotti.

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