Pistorius, omicidio colposo. E iniziano le polemiche

Pistorius, omicidio colposo. E iniziano le polemiche

Omicidio Colposo. Questo il verdetto finale sul caso Pistorius. Dopo mesi di processi, la giudice sudafricana Thokozile Masipa ha scagionato l’ex campione paraolimpico dall’accusa di premeditazione nei fatti che lo videro uccidere la sua fidanzata nel bagno della loro villa a Johannesburg. Per la Masipa non ci sono le condizioni necessarie per dubitare della linea difensiva di Pistorius, che lo voleva nell’atto di difendersi da un presunto ladro nascosto nel bagno. Sono state inoltre giudicate non attendibili le testimonianze dei vicini di casa: le urla che avrebbero sentito provenire dall’abitazione sarebbero, in buona fede, più una ricostruzione degli eventi fuorviata da media e agitazione che l’effettiva realtà dei fatti. La giudice giudica pertinente il giudizio di omicidio colposo, rimproverando all’atleta di essere stato negligente ed affrettato nell’occasione, impugnando la pistola e sparando quando avrebbe potuto nello stesso tempo chiamare la vigilanza o accertarsi dell’identità della persona nel bagno. Gli sono stati riconosciuti inoltre anche altri capi d’accusa, come il possesso di munizioni non registrate e l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco all’interno di un ristorante un paio di settimane prima del tragico evento. Pistorius evita comunque l’ergastolo, con una sentenza che potrà essere intorno ai 15 anni di carcere. Subito si sono levate ondate d’indignazione e critica nei confronti del verdetto, con la Masipa – famosa per essere ben poco indulgente nei casi di violenza contro le donne – accusata di aver commesso un errore dai giuristi sudrafricani.

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