Governatore Hong Kong: “Non mi dimetto”

Governatore Hong Kong: “Non mi dimetto”

Il governo cinese non acconsentirà a modificare l’agenda delle riforme politiche e non “cederà alle minacce perpetrate attraverso attività illegali”. Così il governatore di Hong Kong, Leung Chun-ying, appoggiato proprio da Pechino, decisa a sostenere in toto il governo della regione speciale.  Continuano intanto le proteste, nate dalla decisione presa ad agosto dalla Cina di preselezionare i candidati alle elezioni per il governatore della ex colonia britannica. Leung non intende dimettersi prima delle elezioni in programma nel 2017, e nonostante si aspetti che le manifestazioni continuino ancora per un po, ha chiesto agli organizzatori di considerare cosa sia meglio a lungo termine per Hong Kong. Da domenica la protesta è sfociata in atti di violenza, con i civili coordinati dal movimento detto Occupy Central. Ribattezzata ‘rivoluzione degli ombrelli’ dal modo di difendersi contro i lanci di lacrimogeni e contro il sole, non ha al momento intenzione di esaurirsi, continuando le pressioni su Pechino affinché vengano accolte le loro richieste, tra cui il ritiro della riforma elettorale suddetta e le dimissioni di Leung. Al momento non si registrano nuovi scontri, ma gli organizzatori minacciano nuove azioni di disobbedienza civile nel caso di un nuovo rifiuto. La mancata concessione di elezioni libere del 2017 resta il nodo centrale, con le principali arterie della città bloccate dai dimostranti. Gli studenti chiedono a gran voce un incontro con il capo del governo mentre la censura cinese ha colpito i social network più diffusi, interdetti agli abitanti di Hong Kong.

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