Lega. Il tribunale di Milano assolve il viceministro Garavaglia dall’accusa di turbativa d’asta nella sanitopoli lombarda. Condannato invece l’ex assessore Mantovani. E ora la partita leghista si sposta in Parlamento, tra sospetti e dispetti verso il M5S

Lega. Il tribunale di Milano assolve il viceministro Garavaglia dall’accusa di turbativa d’asta nella sanitopoli lombarda. Condannato invece l’ex assessore Mantovani. E ora la partita leghista si sposta in Parlamento, tra sospetti e dispetti verso il M5S

E’ stato assolto per non aver commesso il fatto il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, nel processo di primo grado in cui era imputato per turbativa d’asta per il presunto ‘condizionamento’ di una gara da 11 milioni di euro per un servizio di trasporto di persone dializzate. Con l’esponente leghista erano imputate nel processo milanese altre 11 persone, tra cui l’ex vicepresidente lombardo e assessore alla Sanità, Mario Mantovani, accusato di induzione indebita, corruzione e turbativa d’asta, per il quale il collegio della quarta sezione del Tribunale di Milano, presieduto da Giulia Turri, ha disposto una condanna a 5 anni e 6 mesi per altri capi d’imputazione. Per Garavaglia, non presente in aula alla lettura del dispositivo, il pm Giovanni Polizzi aveva chiesto 2 anni mentre per Mantovani, presente oggi in aula, 7 anni e 6 mesi. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni. Mantovani era stato arrestato nell’ottobre del 2015 per corruzione, concussione e turbativa d’asta. Per gli altri 10 imputati, la corte presieduta da Giulia Turri ha inflitto condanne che vanno da un massimo di 4 anni e 4 mesi (a Giacomo Di Capua, ex collaboratore di Mantovani) fino a 8 mesi per Giovanni Tomasini, presidente della Croce Azzurra Ticinia, la Onlus che si occupava del trasporto dei malati di dialisi e che, nell’ipotesi dell’accusa, sarebbe stata favorita dagli interventi di Garavaglia (che tuttavia è stato assolto dall’accusa di turbativa d’asta) e Mantovani.

Legale di Garavaglia: “processo inutile”. Il viceministro: “la verità rende liberi”

E’ stato “un processo inutile che poteva anche non essere fatto” quello celebrato a Milano nei confronti di Massimo Garavaglia, assolto “per non aver commesso il fatto” dall’accusa di turbativa d’asta. Lo ha sottolineato l’avvocato Jacopo Pensa, difensore del viceministro dell’economia, che si è detto “felicissimo” per Garavaglia, dato che, ha puntualizzato il legale subito dopo la lettura della sentenza, “i giudici hanno capito che è una persona per bene e che non ha commesso nessun reato”. Quanto al merito delle accuse, secondo l’avvocato Pensa “la telefonata di segnalazione di un problema non è sufficiente a concorrere in un reato. Secondo noi non c’era neppure il reato in sé, anche se i giudici hanno ritenuto che qualcuno lo avesse commesso”. Il viceministro, ha aggiunto ancora il legale, non era preoccupato per l’esito del processo milanese: “Iera sera era sereno e ottimista, anche se è stata una vicenda molto dura da affrontare per lui”. “La verità rende liberi. Sono contento che alla fine tutto sia andato per il meglio. Non è stato un periodo semplice però va bene anche così” ha detto il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, assolto questo pomeriggio nel processo che lo vedeva imputato per turbativa d’asta assieme all’ex collega di giunta in Regione Lombardia, Mario Mantovani. “Per me quando una persona viene assolta è sempre una bella notizia. Se l’assoluzione riguarda un avversario politico, come certamente è Massimo Garavaglia, lo è a maggior ragione” scrive in un tweet Roberto Giachetti, deputato del Partito democratico.

Ma all’interno della Lega si fa sempre più forte la tentazione di arrivare al ‘redde rationem’ con i pentastellati

“Ci vogliono fregare. Si punta ad un governo tecnico”, dice un ‘big’: per qualche mese la maggioranza traballerà, per poi sbriciolarsi con la prospettiva del voto anticipato, la previsione. Il segretario dem Zingaretti oggi lo ha ripetuto un’altra volta: non c’è sul tavolo l’opzione di un governo Pd-M5s. Altra cosa, argomenta però un dirigente del Pd, se dovesse essere Salvini a staccare la spina, dando la possibilità a chi di dovere di esplorare la possibilità di un governo di salvezza nazionale. “Sarebbe piuttosto un governo di salvezza delle poltrone…”, ironizza La Russa. I passaggi più importanti per la Lega saranno l’Autonomia e la legge di Bilancio. Per la Lega “senza l’Autonomia non c’è il governo”, ha spiegato il capogruppo della Lega alla Camera Molinari oggi in Aula rivolgendosi al ministro Lezzi. Venerdì ci sarà un altro vertice sul dossier sul quale spingono i governatori del nord. Anche sulla manovra potrebbero affiorare nuovi contrasti. L’idea di istituire una sorta di workshop con le parti sociali, lanciata da Di Maio, è stata sposata dal premier Conte che punta ad una cabina di regia a palazzo Chigi. Si tratta, argomenta un dirigente della Lega, di un’ulteriore prova che è in atto un tentativo di isolare Salvini. E’ in atto, il ‘refrain’ di peones e big del Carroccio, un tentativo di ‘bombardamento’ nei confronti della Lega. Con il premier – questa la tesi – in prima linea, considerata la sua decisione di intervenire nell’Aula del Senato sulla questione russa il 24 luglio.

Dietro le quinte si azzardano le ipotesi più ardite, come quella che nella divulgazione dell’audio di Savoini ci sarebbe lo zampino dei servizi francesi

Ma il pericolo è che la Lega venga isolata anche a livello internazionale. “Abbiamo tutti contro. Con noi ci sono solo gli israeliani… Anche i russi ci hanno voltato le spalle”, dice un esponente di primo piano della Lega. Il ‘rimedio’ sarebbe quello di legarsi agli americani, aggiungono le stesse fonti. Al di là di scenari futuri e di ragionamenti extra-parlamentari, per i leghisti la fotografia attuale è quella di una convergenza tra Pd e M5s su tanti, troppi punti. A cominciare dal voto di ieri sul presidente della Commissione Ue. Salvini ha lodato il comportamento dei suoi a Strasburgo ma ora il timore è che il commissario Ue che spetta all’Italia venga indicato dal Movimento 5 stelle. Il rischio è che un leghista possa essere impallinato. In ogni caso fonti parlamentari della Lega indicano sempre in Giorgetti il nome più accreditato. Si tratterebbe di una sorta di ‘sfida’, questa la lettura, anche se lo stesso Salvini ha spiegato che sul tavolo ci sono diverse soluzioni. Intanto la tensione sulla questione russa provoca conseguenze sui lavori parlamentari, con continui litigi tra Pd e Lega ma anche tra i dem e M5s. Ha fatto particolarmente rumore lo scontro tra il dem Romano e la presidente della Commissione Giustizia, Businarolo. Scontro che si è protratto anche durante il question time, trasmesso in diretta tv. Il vicepresidente della Camera, Rosato, è stato costretto a sospendere la seduta, a causa della bagarre scoppiata tra il ministro dei Trasporti, Toninelli, e il gruppo dem. Si prevedono tensioni anche nelle altre commissioni: nella Commissione Difesa, per esempio, è attesa una delegazione russa che dovrebbe riferire sui sistemi di difesa aerei. “Faranno casino anche lì”, dice un deputato del Carroccio. Mentre in Commissione Cultura è stato avviato l’iter della legge contro le fake news del Pd, con M5s che ha aperto alla possibilità di condividerne i principi. Intanto Giorgetti prima ironizza esprimendosi in tedesco su un suo possibile approdo in Europa (“Nur Salvini spricht uber diese Geschichte”, ovvero “Su questa vicenda parla solo Salvini”), poi si lascia andare ad una battuta che testimonia l’aria pesante nella maggioranza: “Spero di essere ancora in carica a settembre”. Resta sicuramente in carica il viceministro leghista dell’Economia Garavaglia, che oggi è stato assolto dall’accusa di turbativa d’asta quando era assessore lombardo all’Economia.

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