Inchiesta di Patria Indipendente. Le scatole cinesi di CasaPound, la Galassia nera

Inchiesta di Patria Indipendente. Le scatole cinesi di CasaPound, la Galassia nera

Il fenomeno CasaPound Italia è stato analizzato nel dettaglio da vari autori, raramente però ci si è soffermati con completezza su cosa significasse nella pratica l’originale presenza sul territorio e sul web che questa organizzazione è in grado di esprimere, ovvero quella famiglia di realtà satelliti che compendiano e allargano le capacità del nucleo politico. Lo stesso fondatore Gianluca Iannone chiama questa formicolante attività “metapolitica”. L’idea di metapolitica non è certo un’invenzione di CasaPound, né tanto meno della destra, sebbene già dalla fine degli anni 60 in maniera articolata e feconda le riflessioni della Nouvelle Droite francese indicassero questa strada come via preferenziale al rilancio della presenza nella società di idee, seppur modificate per adeguarle ai tempi, uscite sconfitte dalla Seconda Guerra Mondiale. Una declinazione del genere, che almeno in parte tende all’obiettivo dell’egemonia culturale, è nel panorama politico italiano degli ultimi anni quanto meno inconsueta.

L’intenzione è quella di rappresentare il variegato mondo di CasaPound per come essi stessi lo propongono, proseguendo nello studio degli ambienti dell’estremismo di destra e del neofascismo italiano attraverso la loro autorappresentazione, arricchendo l’insieme degli articoli de La Galassia Nera. Crediamo che sia indispensabile continuare a guardare con disincanto e precisione ad una realtà come quella dell’estrema destra italiana, soprattutto da quando con la fine del secolo scorso alcuni gruppi hanno mutato radicalmente di indirizzo. Abbandonando cioè le posizioni isolazioniste del dopoguerra mutuate da uno sprezzante Julius Evola e preferendo immergersi nei processi democratici, senza però emanciparsi da quelle radici ideali — anzi proprio grazie a questo cambio di strategia potendosi permettere di presentarle sia in maniera esplicita che accettabile — connotate da obiettivi che puntano all’indebolimento o alla sovversione della democrazia stessa.

Per la sigla principale e la sua storia rimandiamo alla bibliografia riportata in chiusura, qui presentiamo invece una panoramica delle organizzazioni che compongono il suo ecosistema, ovvero quell’insieme di progetti ed iniziative che esplodono successivamente al 2008, quando l’occupazione non conforme chiamata semplicemente CasaPound diventa una realtà con ambizioni nazionali: CasaPound Italia. Un ecosistema in senso ampio, non solo politico ma anche culturale, sociale ed estetico, composto da una miriade di progetti, inclusi quelli del passato, che testimonia la pratica di alcuni aspetti della visione politica e strategica della più importante formazione fascista italiana di questi anni.

Politica

Blocco Studentesco

Associazione studentesca e giovanile di CasaPound, fondata nel 2006. Il suo simbolo, la folgore nel cerchio, riprende quello del British Union of Fascists, ovvero il partito fascista inglese di Oswald Mosley. In quegli anni CasaPound era entrata nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore e il Blocco divenne naturalmente il gruppo giovanile dell’intero partito, con Francesco Polacchi come responsabile nazionale. All’espulsione di Gianluca Iannone dal MSFT nel 2008, il Blocco segue il destino del suo fondatore trasformandosi nella componente giovanile di una CasaPound nuovamente indipendente. Inizialmente presente solo a Roma adesso è radicata in varie città italiane e ci sono tentativi di esportare l’esperienza anche a livello universitario, per il momento con scarsi risultati. È stato attivo dal 2008 un gruppo universitario denominato AVGVSTO che però ha avuto come unica attività un blog, spentosi nel 2014. Elettoralmente il Blocco è riuscito ad eleggere propri rappresentanti in vari istituti superiori e ad ottenere buoni — e occasionalmente ottimi — risultati nelle consulte provinciali, per quanto le consulte provinciali siano organi di minore importanza nel complesso delle rappresentanze studentesche e per questo meno presidiate dai rivali. Se dal punto di vista pratico delle politiche scolastiche non paiono incidere molto, il Blocco Studentesco è invece il vivaio dove CasaPound forma e sceglie i propri dirigenti e dove vengono anche sperimentate aggressive forme di comunicazione.

Sovranità

Nel 2014 ci sono le elezioni europee e Matteo Salvini è il primo nome in tutte le circoscrizioni italiane per la Lega Nord. Nella circoscrizione Italia centrale è candidato, terzo nome, anche Mario Borghezio. Da sempre vicino agli ambienti dell’estrema destra, Borghezio trova in CasaPound il riferimento territoriale che allora nessun altro esponente della Lega poteva vantare fuori dalle regioni settentrionali. La cosa funziona: Salvini risulta naturalmente il più votato ma sceglie di essere eletto altrove e Borghezio scavalca per numero di preferenze il secondo in lista riuscendo così a rinnovare il mandato da parlamentare europeo. Questo successo fa da trampolino per l’alleanza alle seguenti elezioni amministrative e CasaPound costituisce la lista Sovranità (definendolo “contenitore deideologizzato“) in appoggio alla Lega Nord. L’alleanza con la Lega ha però vita breve, dopo le elezioni il progetto perde forza e le contingenze della politica nazionale spingono la Lega a guardare altrove. D’altro canto CasaPound, dopo due anni di cavalcata elettorale, è oramai riuscita a conquistarsi un posto stabile nelle cronache politiche ed ha convenienza ad essere ben riconoscibile, usando un solo simbolo, quello della tartaruga frecciata. Sovranità svanisce.

DeA — Donne e Azione

Organizzazione femminile di CasaPound, nasce nel 2008 per iniziativa di Maria Bambina Crognale, ricercatrice in scienze politiche e, allora, compagna e moglie di Gianluca Iannone. All’interno della sede di CPI era presente uno spazio dedicato da DeA a Valentine de Saint-Point, un’artista francese che produsse due manifesti futuristi. DeA riesce essenzialmente a produrre una proposta di legge per le lavoratrici madri, ma oltre a questo non risultano altre attività di rilievo e, sebbene ancora formalmente accreditata come associazione di promozione sociale a Roma, di fatto si dissolve in poco tempo. Adesso CPI non ha una specifica sotto-organizzazione femminile, anche se può vantare un numero maggiore di donne nel proprio organico rispetto alla generalizzata esigua presenza tipica dell’estrema destra. Persistono in CasaPound, al di là delle dichiarazioni pubbliche, ampie sacche della peggior misoginia.

Cultura

Circolo Futurista

Attivo a Roma dal 23 marzo 2007, anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento, ha sede in via degli Orti di Malabarba e si occupa di realizzare eventi culturali. I promotori si definiscono “eredi del Legionario Romano… Degli Arditi di Fiume… Dei Futuristi Fascisti… Di Tyler Durden…“, dove Tyler Durden è il protagonista del romanzo Fight Club di Chuck Palahniuk. Curava una rubrica culturale, Il Ballo di Malabarba, su Radio Bandiera Nera, interrottasi nel 2018. Nel 2009 venne annunciato da Iannone un Festival cinematografico curato dal gruppo Akira, di cui però non si è saputo nient’altro. È stato sede anche di Artisti per CasaPound, un gruppo di performer di cui però non si hanno più notizie dal 2012. “Akira” è un riferimento al fumetto e ai cartoni animati giapponesi. La cultura dei manga e degli anime compare più volte nei nomi e nei loghi scelti da CasaPound per i propri progetti, in particolare quei prodotti che, arrivati negli anni 80 e 90 in Italia, hanno segnato l’immaginario dei bambini e dei ragazzi di quel periodo, divenendo trasversalmente riconoscibili. Il Circolo Futurista “aderisce in maniera organica” a CPI e risulta fra le sedi ufficiali di CasaPound Italia.

Teatro Non Conforme Filippo Tommaso Marinetti

Un gruppo di teatro, con sede al Circolo Futurista, ha operato fra il 2008 ed il 2012 proponendo testi di Marinetti, in particolare “8 anime in una bomba“, ed altri. Gli spettacoli si sono tenuti nello spazio Area 19 — Postazione Nemica, ma anche in teatri esterni a CasaPound e, in almeno un caso, con il patrocinio della Regione Lazio.

IT — Scelte d’Identità

Cultura culinaria, tipicità, filiera corta e promozione di prodotti agroalimentari italiani. Viene creata a fine 2016 ma non riesce ad avviare effettivamente alcuna attività, probabilmente perché Jacopo Polidori, il responsabile e fondatore, viene arrestato a marzo 2017 per un violento pestaggio. La sigla IT — Scelte d’Identità è riapparsa quest’anno nell’organizzazione di un evento con stand gastronomici a Roma, è però presto per determinare se questo sia un segno di reale ripresa.

15-18 — Italiani in trincea

Memoria ed eventi culturali sulla Grande Guerra. La Prima Guerra Mondiale fu un asse portante della propaganda con cui il fascismo scalò le istituzioni e CasaPound da sempre dedica particolare attenzione a questo periodo storico. Nel 2015, all’inizio delle celebrazioni del centenario dell’ingresso in guerra da parte dell’Italia, viene pubblicato il libro “Italia risorgi, combatti, vinci! Italiani in trincea” dove viene appunto ripercorso l’impegno di CPI su questo versante. Per tutto il periodo 2015-2018 si sono susseguite iniziative, in particolar modo nel nord-est, nei luoghi dei principali combattimenti. Le celebrazioni sono iniziate con una manifestazione a Gorizia nel 2015 e si sono concluse a Trieste nel 2018 con una nuova manifestazione nazionale che ha originato contrarietà da parte di istituzioni e società civile.


Comunicazione e attività editoriali

Altaforte edizioni

Altaforte è stato il castello di Bertran de Born, posto da Dante nella bolgia dei seminatori di discordia con gli ultimi versi del canto XXVIII dell’Inferno. Nobile e poeta noto per i componimenti che esaltano la guerra e la battaglia, è stato poi cantato da Ezra Pound nella “Sestina Altaforte”. Le forti polemiche conclusesi con l’espulsione di Altaforte dal Salone del Libro di Torino hanno portato sotto i riflettori il passato di guai giudiziari di Francesco Polacchi che includono denunce e condanne per fatti di sangue, oltre alla composizione societaria che sorregge la casa editrice. Oltre a Polacchi vi sono numerosi nomi di dirigenti e militanti di CasaPound nella redazione di Altaforte, come Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound e direttore editoriale della casa editrice. Altri nomi di militanti di CPI coinvolti in Altaforte sono quelli di Marco Clemente, Marco Casasanta e Ludovica Minoli. Il primo libro pubblicato è stato quello di Adriano Scianca, responsabile nazionale cultura di CPI e direttore del Primato Nazionale. Da più parti, soprattutto da voci vicine all’estrema destra, è stata definita una “piccola casa editrice indipendente”. “Piccola” però cozza fortemente con il fatto che Altaforte abbia già aperto, a neppure un anno e mezzo dalla fondazione, due librerie — a Piacenza e a Bolzano — ed altre sono state annunciate. Inoltre l’aggettivo “indipendente” sorprende che venga usato per una casa editrice in cui sia la proprietà che la redazione sono così vicine ad un partito politico. Altaforte commercializza anche prodotti editoriali di altre case editrici:AGAEcletticaFerrogallico (pubblica fumetti, fondata e diretta da militanti di Forza Nuova), IdrovolanteNovantico e Passaggio al Bosco (casa editrice di Casaggì, comunità militante dell’estrema destra fiorentina, collegata a Fratelli d’Italia). Si tratta dunque per CasaPound di mostrarsi di nuovo — dopo la prova di forza delle celebrazioni di Acca Larentia del 2018 — e in maniera diversa come formazione egemone dell’area del neofascismo e dell’estrema destra, capace di essere riferimento e traino.

Radio Bandiera Nera

Radio web attiva dal 2007, di fatto il primo strumento comunicativo di CasaPound in grado di raggiungere chiunque.
La programmazione è composta essenzialmente da musica di area, senza però disdegnare anche autori di tutt’altra collocazione politica, intervallata da rassegne stampa, trasmissioni che seguono le attività del partito o da altri approfondimenti. La realizzazione di contenuti originali viene in parte assegnata alle varie sedi di CPI che curano così vere e proprie rubriche, in alcuni casi hanno conservato notevole continuità nel tempo. Per anni è stato uno strumento molto importante soprattutto dal punto di vista interno, che ha creato coesione, comunicazione fra sedi distanti ed in alcuni casi ha fatto da aggregatore per i primi nuclei di militanti. In passato c’è stato anche un tentativo di web-tv, chiamata Tortuga TV, aperta nel 2008 e con una vita effettiva brevissima. Inoltre nel febbraio 2013 c’è stato un vero e proprio endorsement pubblico con tanto di dichiarazione di voto per CasaPound da parte di Fabio Petti, ovvero Dj Toky di Virgin Radio. Insieme al collega Dj Ringo della stessa emittente aveva partecipato ad uno speciale “CasaPound e le elezioni” su Radio Bandiera Nera. Nel 2016 Dj Toky interviene alla festa di CasaPound Bolzano. Simone Di Stefano cita Petti l’anno dopo ma in realtà, oltre a quanto appena scritto, non si hanno notizie di un qualsiasi altro impegno in favore di CPI.

Zentropa

Zentropa è un collettivo che ha prodotto soprattutto grafica, con contributi da tutta Europa e non solo. Ha creato molto materiale (manifesti per eventi, loghi e simboli — incluse molte delle immagini presenti in questo articolo) per CasaPound ed altre realtà dell’estrema destra di varie nazioni. Autori di immagini ironiche e molto distanti dai cliché del neofascismo, hanno dato un contributo importante nella costruzione della comunicazione delle nuove formazioni dell’estrema destra europea. Zentropa.info era il blog che ne costituiva la facciata pubblica e veniva realizzato in francese, italiano, con qualche intervento anche in inglese e russo, ha vissuto dal 2006 al 2011 su Splinder. Dal 2012 riapre con uno spazio su Tumblr, ad aprile scorso anche questo chiude. L’ultima attività fisica che abbiamo potuto rintracciare è un intervento presso la sede di CasaPound Italia di Isernia da parte dei due membri più attivi, Sébastien Magnificat e Chiara Magnificat, nel marzo di questo anno. I due Magnificat sono in realtà Sébastien de Boëldieu (fondatore di Zentropa e attualmente responsabile delle relazioni internazionali per CPI) e Chiara Del Fiacco (che commercializza prodotti ispirati da Zentropa). Zentropa è ispirato al nome della compagnia ferroviaria fittizia che compare nel film Europa di Lars von Trier, che dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale riparte con molte difficoltà nel ripristino di una rete transcontinentale e i cui proprietari sono legati ad un’organizzazione nazista clandestina.

Conclusioni

Una nota sulla metodologia

Il modello della Galassia Nera è l’oggetto di partenza per buona parte delle ricerche portate avanti in questi anni su Patria Indipendente. In particolare si nota come con metriche che permettono un’interpretazione gerarchica globale (come ad esempio PageRank) per le formazioni come Forza Nuova e CasaPound, ma soprattutto quest’ultima, le associazioni collaterali siano di gran lunga più importanti delle presenze territoriali ufficiali. Ovvero sembrano emergere naturalmente le priorità strategiche con cui CasaPound si organizza e viene progettata. Per questa rassegna di organizzazioni, come del resto per tutta la nostra attività, abbiamo utilizzato come fonte primaria l’autorappresentazione pubblica che le formazioni dell’estrema destra fanno di sé. Tutte le affermazioni fatte fin qui possono essere verificate tramite risorse liberamente consultabili e sono state raccolte nel rispetto delle policy delle piattaforme da dove sono state estratte. Come abbiamo indicato nell’introduzione ci siamo interessati alle interazioni di CasaPound con il proprio ecosistema censendo relazioni non per forza simmetriche, poco importa ad esempio che Pivert abbia nei primi tempi della propria esistenza negato coinvolgimenti diretti con CasaPound, anche minacciando azioni legali: CasaPound ha un evidente e documentabile interesse privilegiato verso Pivert e questo, per il nostro intento rappresentativo, è proprio quello che interessa. Infine, pur tendendo alla completezza, è inevitabile che vi siano mancanze, soprattutto per quanto riguarda le relazioni con l’estero o quei settori dove i cambiamenti sono più veloci o più difficilmente decifrabili dall’esterno. Per non dire di quelle realtà minori che al momento non abbiamo neppure sfiorato, come gli ambienti delle rievocazioni storiche e quelle del softair. Se in quanto incluso doveste riscontrare imprecisioni o incompletezze ci sarà di grande aiuto una segnalazione a redazione@patriaindipendente.it

Un’analisi sintetica

Non è nei nostri intenti andare molto oltre un’esposizione pressoché orizzontale, enciclopedica. Questa ricerca vuole radunare in un solo luogo le associazioni e le esperienze metapolitiche di CasaPound che sono in gran parte documentate anche altrove, ma in maniera frammentaria o selettiva. Sebbene qui, a nostra conoscenza, vengono pubblicate per la prima volta numerose informazioni, anche di rilievo. Fornire di senso e mettere ordine in un insieme di informazioni altrimenti di difficile lettura rimane, più che quella di un’analisi di alto livello, la necessità che puntiamo a soddisfare. Quando a giugno 2009, ad un anno dall’avvio del progetto indipendente CasaPound Italia, Gianluca Iannone faceva il punto dei traguardi raggiunti parlava di “15 librerie e 20 pub, 8 associazioni sportive, una web radio con 25 redazioni in Italia e 10 all’estero. E poi una web tv, Tortuga tv, che trasmette 24 ore su 24, 10 siti web ufficiali, un mensile, ‘L’Occidentale’, e un trimestrale, ‘Fare quadrato’. […] 150 conferenze organizzate in tutta Italia, la nascita dell’ideodromo, il laboratorio di idee ad alta velocità di Cpi, l’elaborazione del manifesto dell’estremocentroalto e la fondazione di una corrente artistica, il turbodinamismo. A Casapound Italia inoltre fanno riferimento 10 gruppi musicali, una compagnia teatrale, una galleria d’arte e un circolo di cultura cinematografica, ‘Akira’ […]. Sul fronte della scuola, invece, il Blocco studentesco ha conquistato 120 rappresentanti alle superiori e 37mila voti solo a Roma, con una media del 18% dei consensi, mentre in molti atenei è nato il Blocco Universitario.

Pur, come abbiamo visto, con alcune esagerazioni il leader di CasaPound mostrava un orgoglio pienamente giustificato non solo per i numeri, ma soprattutto per la vastità qualitativa — metapolitica — della creatura che aveva pensato e creato con l’aiuto di un ristretto gruppo di dirigenti nazionali ed il lavoro di pochi ma motivati militanti sparsi in tutta Italia. La strategia di lungo periodo (a partire dal simbolo, la tartaruga: animale senza fretta, corazzato e longevo), la costruzione pervicace di una comunità di cui si sbandierano i numeri ma dove si cerca di curare in primo luogo la formazione e i legami interni, il rinnovamento dei linguaggi senza però mutare radici e obiettivi, la presenza capillare sui territori e soprattutto l’eterogenea attività progettuale fanno di CasaPound una realtà singolare. CasaPound ha nel tempo collezionato anche fallimenti ed errori, oltre a risultati elettorali nazionali di scarsissima rilevanza e in quei pochi casi in cui è riuscita ad ottenere rappresentanti nelle istituzioni locali i suoi eletti hanno spesso dato prova di impreparazione e irrilevanza. Inoltre la fitta rete di esperienze estere che guardano a CasaPound non ha portato fino ad adesso a una replica del modello originale che sia duratura o minimamente confrontabile per ampiezza. Questo però non deve portare ad una sottovalutazione complessiva del progetto.

D’altro canto la tolleranza che gode buona parte delle organizzazioni dell’estrema destra, incluso situazioni a nostro avviso incomprensibili dal punto di vista della legalità, come la resurrezione di quella Avanguardia Nazionale già sciolta nel 1976, è una vittoria di per sé, che si è prodotta sì grazie all’evoluzione della politica italiana ed europea nel suo complesso, ma soprattutto per il cambio di strategia e linguaggio dei gruppi di questo nuovo neofascismo. In fondo basti pensare che l’ultima delle tre formazioni (Ordine NuovoAvanguardia Nazionale e Fronte Nazionale) di cui lo stato italiano ha imposto lo scioglimento grazie alle leggi Scelba e Mancino ha cessato di esistere non molti anni fa, nel 2000. Ovvero quando Forza Nuova esisteva già da tre anni mentre l’occupazione non conforme romana chiamata CasaMontag sarebbe nata solo due anni dopo. Ancora un anno e gli allora occupanti di CasaMontag avrebbero forzato il portone di un edificio in via Napoleone III, dando inizio alla storia di CasaPound.
Quindi, nonostante la continuità di pratiche politiche che hanno fruttato a dirigenti e militanti centinaia fra denunce, arresti e processi, l’essere riusciti a non incorrere nello scioglimento forzoso è un risultato rilevante, un successo certamente figlio dei tempi, ma a priori non scontato.

La dimensione e la complessità della lista che abbiamo riportato suggerisce la pochezza di un’analisi esclusivamente elettorale della forza di CasaPound. Nonostante sia chiarissimo l’obiettivo di entrare nelle istituzioni dalla porta principale come definitivo mezzo di radicamento e legittimazione, in questi anni recenti è altro che va ascritto fra i suoi risultati: spostando verso terreni politici sempre più estremi la soglia di ciò che è tollerabile in democrazia, apre ad altre forze spazi di manovra e tematiche un tempo inaccettabili. Anche quelle iniziative politiche locali di matrice nazista e fascista, per quanto puerili e sebbene non abbiano alcun impatto reale immediato, contribuiscono un passo alla volta alla normalizzazione di temi e simboli, sottraendoli allo stigma e rendendoli, anche se estremi e provocatori, comunque fruibili in democrazia. È un’operazione di livello politico superiore rispetto a quella già indagata sul nostalgismo da social network, ma in buona parte analoga.

In Italia questa funzione di contrassegno di confine, di pietra miliare politica (potremmo dire “avanguardia” se nella sostanza ideale non vi fosse invece un continuo volgersi all’indietro) ha anche altri attori, che cercano e realizzano interazioni con partiti ben più grandi e influenti. Lo slogan della CasaPound dei tempi di Sovranità, a dire il vero rivendicato anche da Borghezio ma velleitariamente registrato da CPI, era proprio quel “prima gli italiani” che è stato ed è uno dei perni della propaganda della Lega di Salvini. Se assessore allo sport di una città delle dimensioni di Monza è un eletto nelle liste di Fratelli d’Italia che all’indomani del successo si premura di precisare che la sua “comunità umana e politica è Lealtà – Azione” (ovvero il gruppo neonazista che si ispira a criminali di guerra e feroci antisemiti), allora è evidente che qualcosa è cambiato. Per non parlare degli ex-naziskin di Progetto Nazionale in posizioni istituzionali a Verona durante l’amministrazione Tosi. Se c’è un cambio di strategia e linguaggio dai risultati evidenti non si può dire altrettanto degli obiettivi politici, che rimangono inalterati, incluse quelle campagne del tipo “sangue e suolo” care al nazismo storico che trovano adesso libero spazio nel dibattito elettorale.
Lo stesso Iannone afferma “Una delle nostre prime qualità (ritengo) sia stata la capacità di rivoluzionare modelli e simboli della comunicazione […] fermo restando che il patrimonio storico/politico del Ventennio rappresenta per noi un enorme ed attualissimo pozzo da cui attingere.” Se dal punto di vista della comunicazione questo nel 2007, quando viene pubblicato l’intervista da cui è tratto il brano, era ancora un qualcosa che stava accadendo adesso si può dire che le intenzioni si siano pienamente concretizzate.

C’è un’ulteriore nota da fare a proposito di questo ecosistema: di tutte le centinaia di pagine Facebook monitorate appartenenti a CasaPound, una volta suddivise per provincia di appartenenza, si vede come solo in un terzo dei casi la prima fra queste pagine ad inaugurare la presenza territoriale sia la effettiva declinazione locale di CPI. Cioè solo una volta su tre la prima pagina creata su Facebook per una determinata provincia è un qualcosa come “CasaPound Italia Milano”, “CasaPound Italia Napoli”, etc. Quello che accade nella grande maggioranza dei casi è che la prima presenza territoriale mostrata su Facebook è qualcosa di diverso: può essere una libreria, una sezione della Muvra, un primo nucleo del Blocco Studentesco. La pagina con la tartaruga frecciata arriva, ma dopo. Sia chiaro, non è un modo di nascondersi: appare più come un modo di arrivare su un particolare territorio nella maniera più opportuna, oppure con il tipo di risorse militanti che lì possono essere messe in campo. Naturalmente, pur non essendo un travisamento attivo, una certa utile ambiguità si crea comunque. Va chiarito inoltre che questa pletora di associazioni non moltiplica il numero di militanti. Di fatto associazioni come La Salamandra e La Muvra o i vari gruppi musicali sono composti dalle stesse persone che cambiano casacca a seconda del tipo di attività che portano avanti in una determinata circostanza.

Crediamo che sia necessario indagare le motivazioni che inducono le formazioni del nuovo neofascismo a praticare questo tipo di organizzazione interna e soprattutto crediamo sia importante indagarne la funzionalità. Ovviamente c’è, come indicato in apertura una tentata pratica di egemonia culturale, ma ha anche risvolti pratici più immediati. Ad esempio può essere un modo di entrare in relazione con realtà associative non politicizzate altrimenti difficilmente raggiungibili (le organizzazioni di protezione civile con La Salamandra oppure l’AVIS con GrIMeS), può essere un modo più “soft” per interagire con le istituzioni locali, può essere un modo per entrare in contatto con alcune fasce di cittadini senza instaurare fin da subito un dialogo di tipo politico. Naturalmente funziona anche per avvicinare potenziali nuovi militanti, ma ancor di più è un modo per fare comunità. Un militante può vivere tutte le proprie passioni, anche non politiche, dentro CasaPound: dalla montagna alla motocicletta, dalla birra con gli amici ai più vari interessi culturali e sportivi. Un’appartenenza totalizzante. Ci pare di intravedere, infine, un “farsi stato”. Ovvero un proporsi come alternativa più o meno completa alle istituzioni repubblicane, in una forma totale e con un carattere assistenziale, cioè con l’approccio del fascismo storico.

In conclusione, se speriamo che queste ricerche siano interessanti e fruibili per qualunque cittadino, il nostro intento è anche quello di offrire una base per ulteriori passi in avanti per chiunque voglia indagare la natura, la storia e le strategie di quelle organizzazioni che costituiscono un pericolo per la salute democratica del nostro Paese.
I molti dettagli qui raccolti indicano alcune direzioni di ricerca e tutti insieme pongono domande sulla sostenibilità futura di un’organizzazione così declinata, se sia compatibile con un’espansione nei numeri e se questa espansione sia poi funzionale all’efficacia di CasaPound Italia.

L’articolo integrale è su Patriaindipendente.it

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