Riace. il sindaco Mimmo Lucano, scagionato dalla Cassazione che brucia l’inchiesta della procura, un’altra giornata di passione in tribunale

Riace. il sindaco Mimmo Lucano, scagionato dalla Cassazione che brucia l’inchiesta della procura, un’altra giornata di passione in tribunale

“Auspico che ci sia giustizia e ora mi aspetto con tutto il cuore che il divieto di dimora cada”. Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace, ha parlato all’indomani dell’ufficializzazione delle motivazioni della Cassazione relative all’udienza che lo scorso 26 febbraio si è conclusa con l’annullamento con rinvio del divieto di dimora nel suo paese e alla vigilia dell’udienza davanti al Gup di Locri, in programma giovedì, per decidere l’eventuale rinvio a giudizio. E non è mancato, con l’occasione, al primo cittadino del minuscolo comune della Locride divenuto modello di accoglienza dei migranti celebrato anche al di fuori dei confini nazionali, di lanciare una nuova stoccata al ministro dell’Interno Matteo Salvini: “io, ultimo tra gli ultimi, e debole, mi difendo nel processo e non dal processo – ha detto – lui, così forte, ha avuto paura di farsi processare”. Affermazioni che non sono passate certo inosservate.

Il titolare del Viminale ha quindi replicato a stretto giro sostenendo di non avere alcuna paura dei processi “anche perché – ha aggiunto – ne avrò altri. Quello che ho fatto l’ho fatto per difendere l’interesse nazionale. Penso che sviluppare i paesi in Calabria, in Sardegna, in Lombardia con l’immigrazione di massa non sia il futuro dell’Italia. Fossi un sindaco calabrese mi occuperei di dare un futuro ai giovani della mia terra al posto di deportare i migranti”. Intanto, però, Lucano, che e’ ancora soggetto al divieto di dimora a Riace, ha incassato gli elementi a favore emersi martedì dalla lettura delle motivazioni espresse dai giudici della Suprema Corte. Gli “ermellini” hanno evidenziato, infatti, che per quanto concerne gli affidamenti di alcuni servizi, come la raccolta dei rifiuti urbani, mancano indizi di “comportamenti” fraudolenti e che le delibere e gli atti di affidamento sono stati adottati con “collegialità” e con i “prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato”. Anche sui “presunti matrimoni di comodo” che sarebbero stati “favoriti” dal sindaco, tra immigrati e concittadini, i magistrati della Cassazione hanno messo nero su bianco che “poggiano sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro ma, addirittura, escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare”.

“Matrimoni di comodo? Non se ne è celebrato nemmeno uno. Ho passato l’inverno – ha sottolineato ancora Lucano – su e giù per fare testimonianza e ad aspettare un po’ di luce”. Nelle ultime ore non sono mancati gli attestati a sostegno di Lucano dal sindaco di Napoli de Magistris che ha detto di essere molto contento anche se “c’è ancora molto da lottare” ai vertici di Legambiente secondo cui “non possono esserci ombre sul modello Riace che, a prescindere dagli uomini e dagli ipotetici errori umani, resta un esempio di accoglienza e di integrazione che fa onore alla Calabria e che dovrebbe essere esportato altrove”. Di “ottima notizia” ha parlato il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, che ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria a Lucano. “Non solo non ci sono stati illeciti di sorta – ha detto – ma è acclarata la volontà di Lucano di aiutare le persone e il suo territorio”.

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