Napoli e Juve solito testa a testa col minimo indispensabile, Roma terza e Lazio quarta scavalcano l’Inter, Milan sesto

Napoli e Juve solito testa a testa col minimo indispensabile, Roma terza e Lazio quarta scavalcano l’Inter, Milan sesto

 Napoli e Juve superano la venticinquesima giornata di pari passo, imitandosi nel gioco e nel risultato: primo non perdere colpi perché entrambe sono distanziate da un solo punto, e poi viene tutto il resto, aspettando sempre che l’avversario inciampi. Intanto la Roma, con la terza vittoria consecutiva, sostituisce l’Inter al terzo posto, tallonata dalla Lazio che rinviene scacciando ombre di crisi; in sesta posizione  ricompare il Milan grazie alla vittoria spareggio con la Samp.

Dopo la batosta casalinga infrasettimanale con il Lipsia, il Napoli era atteso ad un riscatto immediato o meglio ad una conferma che le energie migliori venissero impiegate per lo scudetto; la Spal, matricola sofferente nei bassifondi, si presentava come l’occasione favorevole per una vittoria con goleada riconciliatoria con la tifoseria. Ma, seppure l’obbligo dei tre punti sia stato assolto in pieno, non si è andati oltre il minimo sindacale dell’1-0 (gol di Allan in apertura) anche se le occasioni per un arrotondamento non sono mancate e Sarri, in questo senso, si è fatto sentire con i suoi.

Dopo il deludente pari casalingo con il Tottenham in Champions, neppure i rischi insiti nel derby e un Torino in serie positiva made Mazzarri sono riusciti a fermare la rincorsa della Juve che, grazie ad una deviazione in rete di Alex Sandro, ancora una volta ha vinto mantenendo lo stesso ritmo da record del Napoli. Questa Juve non ha nulla a che vedere con quella dominatrice di degli anni scorsi che largheggiava in bel gioco e gol; ora bada solo al sodo, cioè al risultato, perché con un avversario da scudetto cosi lanciatissimo, non ci si può permettere nessun errore e allora anche  una rete in un derby può bastare  rimandando lo spettacolo a momenti più propizi, tenuto anche conto che questo importantissimo successo, salutare per la classifica, è stato pagato a caro prezzo per gli infortuni di Higuain e Bernardeschi, che saranno costretti a fermarsi per alcune settimane.

La lunga cavalcata scudetto comincia a farsi sentire anche fuori dal campo con botte e risposte dei due allenatori a riscaldare ulteriormente una bellissima competizione a due che rende il campionato sempre più appassionante.

Riemergono le due romane grazie al capitombolo dell’Inter a Genova. Soprattutto la Roma, con la vittoria di Udine, terzo successo consecutivo, rialza la testa, ancora grazie alla prova del giovane turco Under, confermando d’essere tornata sulla retta via disputando una partita super contro una sfortunata Udinese che forse avrebbe anche meritato il pari.

La Lazio, proveniente da quattro sconfitte in cinque gare, non poteva non vincere contro il malandato Verona e l’ha fatto per opera di Immobile che è tornato a segnare con una doppietta delle sue, consolidando la posizione di capocannoniere con 22 reti, dopo 40 giorni di digiuno. Per Inzaghi era vitale non fallire questo appuntamento, sia per scacciare i venti di crisi sia per approfittare dell’occasione per riacciuffare il quarto posto a scapito dell’Inter che è ritornata a brancolare nel buio facendosi battere dal Genoa.

Una battuta d’arresto, quella dei nerazzurri, contro il Genoa, grave ai fini della classifica e nei rapporti con la tifoseria, illusa che il successo contro il Bologna della scorsa settimana fosse da considerare l’inversione di marcia dopo tante, troppe, giornate di precipizio; purtroppo per Spalletti non è stato così ed ora c’è solo da sperare nel rientro di Icardi per bloccare la catena negativa.

Continua, invece, la serie positiva del Milan che, oltre ad essere imbattuto da sette giornate (cinque vittorie e due pari), nello scontro a s.Siro contro la Sampdoria, una diretta concorrente per l’Europa League, ha ormai confermato che la squadra ha trovato l’assetto giusto in ogni reparto, praticando un gioco piacevole a vedersi, imponendosi con quella sicurezza e compattezza che Montella non era riuscito a dargli. Acciuffata la Samp al sesto posto, i rossoneri, domenica prossima sono attesi alla prova del nove all’Olimpico contro la Roma.

Ai confini delle zone europee, Atalanta e Fiorentina si sono divise la posta, con i padroni di casa affaticati, dopo lo sforzo contro il Borussia, e con una Viola apparsa in buona ripresa.

Vincendo, il Bologna col Sassuolo e il Genoa con l’Inter, scattano in avanti, allontanandosi definitivamente dalla zona calda, dalla quale si mantiene a debita distanza il Chievo dopo aver superato e raggiunto il Cagliari; sorprende la battuta d’arresto del Crotone a Benevento dopo un combattuto scontro deciso nel recupero, costringendo la squadra di Zenga a rimanere al quart’ultimo posto, a 4 punti dalla Spal che, unitamente a Verona sotto di un punto e al Benevento a -7, costituiscono, ora come ora, le più probabili candidate alla retrocessione.

Peccato che le stesse sono le tre matricole appena promosse dalla B.                             

 

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