Il leader leghista Salvini si traveste da poliziotto e usa strumentalmente Ratzinger contro Bergoglio per linciare gli immigrati. Valanga di reazioni indignate

Il leader leghista Salvini si traveste da poliziotto e usa strumentalmente Ratzinger contro Bergoglio per linciare gli immigrati. Valanga di reazioni indignate

Parlare di quanto ha sostenuto il segretario della Lega nord, Matteo Salvini, nel tradizionale appuntamento ferragostano  di Ponte di Legno non è facile, perché si corre sempre il rischio di trasformare la cronaca politica in grancassa mediatica a una serie di affermazioni, anzi di sfide da bullo, di polemiche pretestuose, di aggressioni verbali che con la politica nulla hanno a che fare. Tuttavia, abbiamo l’obbligo di raccontare quanto è accaduto, perché rivela cosa intenda il segretario leghista per Stato di diritto, per rispetto delle leggi e delle regole, delle istituzioni, dei corpi dello stato. A Ponte di legno si è oltrepassata, e di parecchio, la legittima propaganda politica, e, come giustamente rileva il capogruppo di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, si è “trasformato il Ferragosto in Carnevale”. Ma andiamo con ordine.

A Ponte di Legno, Matteo Salvini ha voluto dare una dimostrazione visiva delle sue provocazioni, evidentemente studiate a tavolino: ha indossato non la solita felpa col nome del luogo dove si svolge il suo comizio, ma una divisa da poliziotto. Ed ecco le sue parole, riportate anche in un video postato su Facebook:  “Il primo provvedimento che adotteremo quando saremo al governo sarà quello di dare mano libera ai carabinieri e alla polizia per ripulire la nostre città”. Quella che sta avvenendo, ha continuato, “non è una emergenza ma una ‘pulizia etnica’ controllata e finanziata da chi vuole pagare 3 euro all’ora la manodopera”. Salvini ha sostenuto che “è giunto il momento di scegliere uno per regione dei tanti alberghi dove bivaccano da mesi i clandestini e ce lo andiamo a riprendere con le buone maniere e lo ridiamo agli italiani in difficoltà”. La provocazione non poteva non “provocare” immediate e veementi reazioni, a partire dalle associazioni democratiche della polizia.

Daniele Tissone, Silp, Cgil: “intollerabile e inaccettabile. Salvini ha passato il segno”

“Intollerabile quanto inaccettabile” non solo che Matteo Salvini salga su un palco indossando una maglietta della polizia, ma anche che pronunci frasi come “quando saremo al governo polizia e carabinieri avranno mano libera per ripulire le città”. Lo scrive in una nota il segretario del Silp Cgil, Daniele Tissone. “Salvini si rende conto oppure no – scrive Tissone – di quello che dice? Polizia e forze dell’ordine stanno dalla parte dei cittadini e delle leggi, tra mille difficoltà e disagi ma, sempre e comunque, al servizio della nostra democrazia e dello stato di diritto”. “I poliziotti democratici – prosegue Tissone – respingono perciò al mittente l’appello di Salvini che, ancora una volta, ha perso un’occasione utile per tacere soprattutto se ripensiamo a quando il suo partito era al governo e ai tagli miliardari alla sicurezza che ha prodotto e con i quali ci troviamo, nostro malgrado, giornalmente alle prese per garantire minimali standard di sicurezza con un’età media procapite elevatissima, scarsità in tecnologie e mezzi. Credo che stavolta -conclude- Salvini abbia veramente passato il segno”.

Lorena La Spina, associazione funzionari di Polizia: “giù le mani dalla polizia che appartiene a tutti i cittadini”

“Più volte siamo stati costretti a dire ‘giù le mani dalla nostra divisa’, a chi la utilizza strumentalmente per coinvolgere le Forze dell’ordine in un gioco politico che non appartiene loro. E ancor più grave che indossando la nostra maglia ci si senta autorizzati ad invocare addirittura una ‘pulizia etnica’ che ci riporta indietro ad una delle pagine più oscure e dolorose della storia del nostro paese”. Lo scrive in una nota Lorena La Spina, segretaria dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, commentando le frasi del leader della Lega Matteo Salvini, a Ponte di Legno indossando una maglietta della Polizia. “La polizia di Stato appartiene solo ai cittadini ed alle istituzioni democratiche, al cui servizio essa opera, nel rigoroso rispetto delle leggi e delle garanzie costituzionali”, conclude La Spina. “Questo dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, in particolare proprio a chi riveste importanti funzioni di rappresentanza nel mondo politico”.

Giuseppe Tiani, Siap: “atto gravissimo di strumentalizzazione delle forze di polizia”

“Non è accettabile che un politico come Salvini possa continuare a permettersi d’indossare la divisa della polizia di Stato promettendo che se dovesse andare al governo utilizzerà poliziotti o carabinieri per una sorta di delirante demagogica e pericolosa ‘pulizia etnica’”, scrive in una nota il segretario del sindacato Siap, Giuseppe Tiani. “Corre l’obbligo – prosegue – di ricordare a Salvini che l’ultimo governo di cui la Lega ha fatto parte è quello dei tagli lineari a tutte le forze di polizia i cui effetti nefasti paghiamo ancora oggi nonostante l’emergenza sul fronte dell’immigrazione e del terrorismo Quanto accaduto a Ponte di Legno è un atto gravissimo perché si tenta di manipolare sul piano politico il ruolo delle forze di polizia che sono terze e rispondono solo agli interessi dello Stato e delle politiche di governo legittimate dalle procedure democratiche. Si tratta dell’ennesimo atto provocatorio davanti al quale i poliziotti democratici prendono le dovute e doverose distanze”.

Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana: “Salvini rispetti la polizia, non è carnevale”

Matteo Salvini deve “rispettare la polizia”, perché “Ferragosto non è carnevale”, dice il capogruppo di Sinistra italiana alla Camera Arturo Scotto, commentando la maglietta della polizia indossata dal leader leghista. “A Salvini consiglio di rispettare polizia di stato. Ferragosto non è Carnevale. Chi rappresenta istituzioni non può giocare con le divise”.

Salvini rimpiange Benedetto XVI, ma non ne sa e non ha capito nulla

E non ancora soddisfatto della polemica artificiosa sull’uso repressivo delle forze di polizia una volta al governo, Matteo Salvini non ha risparmiato neppure papa Francesco, considerato troppo “molle”, troppo “misericordioso”, mentre papa Benedetto XVI, lui sì, un papa vicino al “celodurismo” leghista. Ecco le parole di Salvini: “Non so se sono l’unico a rimpiangere papa Benedetto XVI. O se anche a voi manca papa Benedetto XVI che sull’immigrazione aveva detto ‘oltre al diritto a emigrare bisogna riconoscere il diritto a non emigrare’. E sull’Islam aveva usato parole assolutamente chiare. Quindi con tutto il rispetto, tutta la deferenza possibile, rimpiango papa Benedetto XVI”. Ora, messa così la contrapposizione tra i due papi è quanto meno letteralmente inventata. Se Salvini fa riferimento al discorso di Ratisbona di Benedetto XVI, farebbe bene a rileggerlo nella sua integralità, proprio per non scadere in una ennesima strumentalizzazione. E se proprio non riuscisse a leggere tutto il discorso (figurarsi l’opera) di Ratisbona, che almeno rilegga un ottimo articolo de La Stampa, pubblicato il 21 giugno del 2016, a firma di Maria Teresa Pontara Pederiva, la quale cita il passaggio più forte e controverso di quel discorso, centrato, come spesso negli ultimi tempi, sul rapporto tra fede e ragione: la ragione occidentale, disse Benedetto XVI, “di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell’ambito delle sottoculture» rendendosi di fatto «incapace di inserirsi nel dialogo delle culture”. Oppure, se ne avesse voglia, Salvini si rilegga il dialogo tra Benedetto XVI e Jurgen Habermas ancora sul rapporto tra fede e ragione nella società secolarizzata, per capire davvero che la complessità filosofica e teologica espressa da Ratzinger non si presta a strumentalizzazioni di bassissima Lega. Di fronte a un papa, alla Chiesa, ciascuno di noi ha, o può avere, un libero convincimento, di amore, odio, indifferenza. Ma sostenere che un papa abbia aperto la strada al conflitto tra civiltà, allo scontro tra culture, come un Bush qualunque, non solo è storicamente falso, ma è politicamente sbagliato.  

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