Pakistan, kamikaze uccide 63 donne e bambini in un parco giochi

Pakistan, kamikaze uccide 63 donne e bambini in un parco giochi

Lahore, città a nord est del Pakistan, per metà cristiana, in questo giorno mondiale di pace, è stata teatro dell’ennesimo efferato crimine umano. Un kamikaze si è fatto saltare in aria nel parcheggio del Park Gulshan-e-Iqbal, un parco giochi, davanti a donne e bambini. 63 le vittime, oltre 350 i feriti, ma le operazioni di soccorso sono ancora in corso per fornire le cure necessarie a tutti i coinvolti. Responsabile è il gruppo Jamatul Ahrar, che ha rivendicato l’attentato, già legato al principale gruppo talebano pachistano Tehrik e Taleban Pakistan (Ttp). Il portavoce della fazione Ehsanullah Ehsan, in alcune telefonate ai diversi giornalisti pachistani, ha sottolineato che la minoranza cristiana era l’obiettivo da colpire: “Abbiamo voluto mandare un messaggio al primo ministro Nawaz Sharif che noi siamo a Lahore” ha affermato con decisione. “Può fare quello che vuole ma non ci fermerà. I nostri kamikaze continueranno questi attacchi”. L’attentato di oggi rientrerebbe in un progetto più ampio dal nome “La voce del tuono” che prevede tutta una serie di rivendicazioni che proseguiranno per tutto il 2016. Già nel 2015 si era verificato un altro catastrofico episodio di terrorismo: l’esplosione di due kamikaze sempre del Ttp Jamat-ul-Ahrar all’ingresso di due chiese di Lahore vicine fra loro, la cattolica St.John’s Church e la cristiana Christ Church, nel quale le vittime erano stati 17. Questo attacco colpisce al cuore la regione, che stringe accordi con Houssein e si mostra al mondo in veste di strategico arsenale nucleare. Paese decisivo ma in bilico, che con difficoltà cerca di mantenere saldo il suo ruolo e di trovare un equilibrio che puntualmente viene spezzato.

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