Erri De Luca prosciolto dalle accuse: il fatto non sussiste. La libertà di parola è salva

Erri De Luca prosciolto dalle accuse: il fatto non sussiste. La libertà di parola è salva

Erri De Luca assolto dall’accusa di istigazione al sabotaggio. Assolto perché il fatto non sussiste. Si conclude così, al tribunale di Torino, il processo allo scrittore sessantacinquenne imputato per alcune dichiarazioni rilasciate nel 2013, in cui sosteneva che il progetto Tav andava sabotato. Sentenza accolta dagli applausi dei numerosi NoTav presenti in aula.

“Oggi torno a essere un cittadino qualunque”, ha commentato dopo la sentenza. “È stata impedita un’ingiustizia, quest’aula è un avamposto sul presente prossimo. Scendo dal gradino su cui mio malgrado mi hanno issato, ma continuerò a usare il vocabolario per esprimere le mie convinzioni. Comunque è una buona notizia per questo paese”.

Prima della sentenza lo scrittore aveva letto una dichiarazione spontanea: “confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad alta velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua. Anche se non fossi io lo scrittore incriminato  sarei comunque qui dove si sta compiendo un esperimento, un tentativo di mettere a tacere parole contrarie”.

Il processo aveva fatto molto discutere in tutto il mondo perché presentato come una volontà da parte della magistratura di censurare la libertà di espressione, che ha mobilitato intellettuali e politici soprattutto francesi, i quali in diversi momenti del procedimento penale si sono esposti per chiedere che il processo non venisse celebrato. Infatti oltre a François Hollande, alla sindaca di Parigi, a Salman Rushdie e a Paul Auster in tantissimi hanno firmato un appello, “Liberté pour Erri De Luca”, in nome della libertà d’espressione. De Luca ha invece più volte fatto notare il mancato sostegno di molti scrittori e intellettuali italiani.

“Adesso – ha aggiunto Erri De Luca – andrò a Bussoleno in val Susa a un appuntamento che avevo già preso tempo fa con gli amici che attendevano la decisione del giudice”.

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