Conferenza Cgil. Landini: ho detto no al documento conclusivo. Serviva una discussione da consegnare al congresso

Conferenza Cgil. Landini: ho detto no al documento conclusivo. Serviva una discussione da consegnare al congresso

Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, è fra coloro che non hanno votato il documento con il quale si è conclusa la Conferenza di organizzazione della Cgil. Documento approvato con 587 voti favorevoli, 151 contrari e 8 astenuti. Ha spiegato il perché nella dichiarazione di voto fatta in assemblea che ci ha inviato e di seguito pubblichiamo

Noi stiamo prendendo decisioni che prefigurano in realtà una discussione congressuale,  modificano di fatto lo Statuto, e le stiamo prendendo con una platea, come ricordava Nino Baseotto nella relazione, molto limitata; con una discussione che non ha coinvolto né gli iscritti e le iscritte né tanto meno i delegati e le delegate a cui ci vogliamo rivolgere. Io credo che questo sia un errore che stiamo facendo.
Seconda cosa. Vorrei chiarire, visto che ho avuto l’onore di essere citato nelle conclusioni da parte del segretario generale, che io non ho chiesto di non decidere ma, proprio perché come si eleggono i dirigenti è una discussione molto importante, ho chiesto che questa Conferenza anziché decidere – attraverso il direttivo che ci sarà poco dopo – di cambiare lo Statuto poteva su questa materia avviare una discussione da consegnare al Congresso, nel quale si sarebbero potute confrontare anche opinioni diverse. In questo modo noi oggi chiudiamo la discussione, non l’apriamo.

Con la decisione presa sull’Assemblea non si allargano partecipazione e rappresentanza

Terzo aspetto è che non è vero che con questa decisione che noi stiamo prendendo ad esempio sull’Assemblea e sul numero dei componenti dei Direttivi noi allarghiamo la partecipazione e la rappresentanza. Io faccio un esempio: nella mia categoria il Comitato centrale della Fiom è fatto da 181 persone di cui il 35-40% sono già delegati di produzione. Con lo schema che si decide oggi, da applicare anche ai direttivi dei territori di ogni categoria, il prossimo Comitato centrale della Fiom non può avere più di 100 componenti e si raddoppierà nell’assemblea da tenere al massimo una volta l’anno, creando quindi una disgregazione. Quindi questa storia che noi stiamo allargando la partecipazione secondo me è raccontare delle balle.

Alla Fiat primo sindacato è Fiom, ma escluso dalle  trattative. Perché non si pone il problema alle altre organizzazioni ?

Infine, di quello che è successo alla Fiat, dove altre organizzazioni hanno firmato l’esclusione della nostra organizzazione, le stesse organizzazioni, che addirittura hanno già firmato la liquidazione del diritto di sciopero, e del fatto che, adesso che si vota, la Fiom-Cgil è il primo sindacato alle elezioni degli Rls, qui non è mai stato citato né nella relazione né nelle conclusioni, né si pone questo problema alle altre organizzazioni. Nonostante siamo noi il primo sindacato lì dentro siamo ancora esclusi dal tavolo delle trattative e dagli accordi.

Non si può discutere di azioni unitarie se non si smette di discriminare la Fiom

E discutere qui tranquillamente di azioni unitarie del sindacato ma non porre mai il problema che la prima condizione è di smettere di discriminare la nostra organizzazione, mi fa venire una domanda: chi è che non discute, chi in questa fase non sta ascoltando? Cosa debbono fare allora quei lavoratori e quegli iscritti per farsi ascoltare e per avere la stessa dignità di qualunque altro iscritto alla Cgil? Quelli che si sono fatti un mazzo e che se lo continuano a fare lì dentro sono quelli che tengono in alto le bandiere della nostra organizzazione. Dopo 5 anni avremmo dovuto capirlo tutti che quello non è un caso eccezionale e non più ripetibile e stiamo vedendo quello che sta succedendo.
Alla luce di tutte queste ragioni io voterò no. Grazie

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