Grecia. Il nuovo governo ad interim, presieduto per la prima volta da una donna, ha giurato. Elezioni il 20/9. Primi sondaggi negativi per Syriza e per Unità popolare

Grecia. Il nuovo governo ad interim, presieduto per la prima volta da una donna, ha giurato. Elezioni il 20/9. Primi sondaggi negativi per Syriza e per Unità popolare

Ad Atene, dopo le dimissioni di Alexis Tsipras, e il fallimento dei tentativi previsti dalla Costituzione dei leader della seconda e della terza forza parlamentare, Nuova Democrazia e Unità Popolare dell’ex ministro Lafazanis, il presidente della Repubblica Pavlopoulos ha designato il nuovo presidente del Consiglio ad interim, prima di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni. Il nuovo premier greco è la signora Vassiliki Thanou-Christophilou, la prima donna nella storia greca ad aver assunto tale carica sia pure pro tempore. La signora Vassiliki Thanou-Christophilou è dallo scorso primo luglio presidente della Suprema Corte greca, ed ha giurato giovedì nelle mani del presidente della Repubblica. Nata nel 1950, la signora Vassiliki Thanou-Christophilou si è laureata in Legge presso la Facoltà di Diritto di Atene, e si è specializzata in Diritto europeo alla Sorbona di Parigi. Prima di diventare presidente della Suprema Corte greca, ha insegnato Diritto Civile presso la Scuola Nazionale dei magistrati. È sposata ed ha tre figli. Il suo mandato è a tempo, e scadrà immediatamente dopo la nomina del nuovo premier, scelto dagli elettori greci, probabilmente il 20 settembre prossimo.

Il nuovo governo greco ha giurato

Venerdì 28 agosto ha invece giurato l’intero governo (nella foto) formato da 23 ministri, 20 dei quali hanno prestato anche il giuramento religioso. Particolare attenzione internazionale è stata prestata ai tre nuovi ministri che assumeranno un ruolo particolarmente strategico in queste settimane di gerenza, per effetto delle turbolenze economiche, degli impegni greci verso le istituzioni internazionali e dell’aumento epocale del flusso migratorio sulle coste greche. Il nuovo ministro greco per l’emigrazione è dunque Ioannis Mouzalas, mentre il nuovo capo delle Finanze è Giorgios Chouliarakis e quello della Ripresa produttiva è Ioannis Golias. Il nuovo premier ha anche introdotto un ministero per la lotta alla corruzione, guidato da Panagiotis Nikoloudis. Ovviamente, dato il carattere del tutto transitorio di questo governo, imposto dalla Costituzione greca, non poteva che essere formato da “tecnici”, professori universitari ed esperti di varie scuole.

I primi sondaggi, che però sono stati effettuati a campagna elettorale non ancora iniziata

Intanto, sui media greci cominciano ad essere pubblicati i primi sondaggi politici. L’ultimo in ordine di tempo è stato reso noto dal settimanale Efimerida ton Syntacton e realizzato dall’agenzia Pro Rata. Secondo questo sondaggio, la quota di indecisi è ancora piuttosto alta, sostanzialmente il primo partito greco, per ora. Syriza è dato al 23%, in testa, mentre i centristi di Nuova Democrazia al 19.5%. Fa riflettere il dato di Syriza, che stando a questo sondaggio perderebbe ben 10 punti rispetto alle elezioni di gennaio. L’ultimo sondaggio pubblicato dalla stessa agenzia agli inizi di luglio, vedeva Syriza al 26%  e Nuova Democrazia al 15%. Dunque, si sottolinea anche un calo di 3 punti nell’ultimo mese e mezzo.

Molto al di sotto delle loro stesse aspettative viene dato il risultato dei fuoriusciti da Syriza che hanno fondato un nuovo partito, Unità popolare. Il sondaggio fornisce una cifra vicina al 3.5%, che ne metterebbe in pericolo anche la rappresentanza parlamentare, dal momento che in Grecia vi è una soglia di sbarramento minima del 3%. Sempre secondo questo sondaggio, il partner di governo di Tsipras, l’ANEL, partito nazionalista di destra, raggiungerebbe appena il 2% e sarebbe certamente fuori dal Parlamento. I neonazisti di Alba Dorata confermerebbero il loro 6.5%, mentre i comunisti greci salirebbero al 5% e i socialisti del PASOK al 4.5%. Il partito centrista di To Potami, rivelazione alle elezioni di gennaio, viene dato dal sondaggio in netto calo, al 4.5%, forse per aver drenato i suoi voti ad un’altra recentissima formazione di centro, l’Unione di Centro, cui viene attribuito un lusinghiero 3% di elettori potenziali.

Nello stesso sondaggio, è stato chiesto ai greci se vogliono restare nell’Euro. Ebbene, il 68% ha risposto affermativamente, e ad ogni costo, anche se ciò impone misure di austerità. E infine, il 64% dei rispondenti al sondaggio ha dichiarato di non aver condiviso la scelta di Tsipras di dimissioni e di nuove elezioni a breve termine. Forse anche per questo si spiega il calo di Syriza nei sondaggi.

Secondo la Reuters, un sondaggio della Metron Analys, diffuso venerdì 28 agosto, porta Syriza al 29% e Nuova Democrazia al 27.8%, mentre Unità popolare sarebbe al 4.1%. In questo sondaggio, Alba Dorata è al 8.3% e To Potami al 6.7%.

In ogni caso, come si evince dalla notevole differenza tra i numeri dei sondaggi, va detto che per il momento i sondaggi testano gli umori dell’opinione pubblica greca, dopo 8 mesi difficili e complicati, per la vita collettiva e individuale di grandissima parte dei cittadini ellenici. La campagna elettorale non è ancora ufficialmente cominciata, e si sa quanto siano forti ed efficaci leader e militanti di Syriza a parlare al popolo greco.

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