Omicidio Fanella, disposto il prelievo del Dna per gli indagati

Omicidio Fanella, disposto il prelievo del Dna per gli indagati

Il prelievo coattivo del dna nei confronti dei tre indagati nell’inchiesta sull’omicidio di Silvio Fanella, il broker ucciso il 3 luglio scorso in un appartamento in via della Camilluccia durante un tentativo di sequestro finito male è stato disposto dal gip Bernadette Nicotra in accoglimento di una richiesta del pm Paolo Ielo. Per il delitto sono indagati Egidio Giuliani, Giuseppe La Rosa e Giovanni Ceniti. Nei prossimi giorni, quindi, gli agenti della squadra mobile e della scientifica si recheranno presso i carceri di Prato (dove è detenuto Giuliani), di Terni (dove è detenuto La Rosa) e di Parma (dove è detenuto Ceniti) per effettuare il prelievo coattivo. Nel decreto con cui si dispone l’accertamento, il giudice scrive che “si tratta di un accertamento necessario ed assolutamente indispensabile per documentare la presenza contestuale degli indagati sulla scena del crimine comparando i profili di dna già isolati nel corso dei sopralluoghi e accertare i singoli e autonomi apporti causali forniti da ciascun soggetto nella realizzazione del fatto delittuoso”. Allo stato gli esiti degli accertamenti “hanno consentito di rilevare su alcuni fogli trovati nella borsa lasciata sulla scena del crimine le impronte digitali di Giuliani e Larosa”. A quanto si è appreso, inoltre, domani il pm conferirà un ulteriore incarico al proprio consulente tecnico affinché estragga copia forense del materiale informatico contenuto nei computer sequestrati a Giuliani. Per il solo Ceniti che nel blitz rimase a terra ferito lasciato indietro dagli altri appartenenti al commando, invece, il processo inizierà dinanzi alla Corte d’Assise il prossimo 30 marzo dopo che la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato nei suoi confronti saltando così la fase dell’udienza preliminare. “Gli inquirenti stanno effettuando, com’è ovvio che sia, una serie accertamenti per trovare riscontri alle ipotesi investigative della procura – afferma l’avvocato Gianluca Arrighi, legale di Giuliani – Noi attenderemo la conclusione delle indagini e solo a quel punto valuteremo la più opportuna linea difensiva da intraprendere”.

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