Il Commissario Orfini: uno per uno parlerò con gli ottomila iscritti. Ma i problemi del Pd sono esistenziali

Il Commissario Orfini: uno per uno parlerò con gli ottomila iscritti. Ma  i problemi del Pd  sono esistenziali

Matteo Orfini, presidente Pd e commissario della Federazione romana dice  e si contraddice. Parla alla assemblea dei giovani democratici e afferma: “Noi (pensiamo voglia dire il Pd ndr) siamo coinvolti solo marginalmente nella vicenda della mafia a Roma. Quello che è successo, è successo quando era sindaco Alemanno e si è fermato da quando è sindaco Marino (eletto grazie agli iscritti, ai simpatizzanti del Pd, al lavoro fatto dai Circoli, dai militanti in primo luogo, ndr). Sempre alla assemblea dei giovani democratici il segretario premier afferma: “Noi  non lasceremo la Capitale in mano ai ladroni”. Pensiamo che anche lui con quel noi si riferisse al Pd di Roma e nazionale e non a lui stesso, l’altro Matteo e magari alla ministra Madia, che qualcuno, magari vicino a Renzi, vede già come candidata  a sindaco. E ripete: “Roma è troppo grande e bella per lasciarla in mano a gentaccia”.  Riferendosi a chi del Pd è stato coinvolto, “marginalmente”, aveva detto Orfini: “Noi facciamo pulizia al nostro interno”.  Ancora: “Farsi un selfie non è come prendere una tangente. Prendere una tangente è la cosa peggiore che un politico possa fare e con noi quelli hanno chiuso”. Torniamo a Orfini che mercoledì parlerà alla assemblea degli iscritti romani, in un teatrino da 180 posti.

Il commissariamento della Federazione romana  durerà finché ce ne sarà bisogno

Annuncia che il commissariamento durerà finché ce n’è bisogno, l’avrebbe detto anche monsignor  De la Palisse, da cui lapalissiano , ovvietà cioè. Poi annuncia: “Noi saremo durissimi, cercheremo chi ha sbagliato, sentiremo uno per uno i nostri iscritti, riusciremo a stroncare la cancrena correntizia che ha ridotto così il partito di Roma”.  Ma non aveva detto pochi minuti prima che  “noi siamo coinvolti solo marginalmente”? Forse davvero pensava a se stesso e a Renzi. Noi crediamo al primo Orfini, al coinvolgimento “marginale”. Riteniamo perciò che il commissariamento sia una scelta sbagliata, che non porta da nessuna parte. Al più, fa un favore a chi, a tanti mezzi di informazione in primo luogo, e non solo quelli della destra forcaiola – aggettivo caduto in disuso ma noi lo usiamo perché  esprime bene i pericoli che la nostra democrazia sta vivendo – mischia le carte in tavola, destra e sinistra sono la stessa cosa, tutti colpevoli, tutti ladri.  Il commissario o chi per lui, “sentirà uno per uno i nostri iscritti”, che pare siano ottomila.

Alla vana ricerca del colpevole della “cancrena correntizia”

Cercherà il colpevole o i colpevoli della “cancrena correntizia”? Davvero pensa che  siano i pochi militanti dei Circoli a dover portare la croce? La “cancrena  correntizia” è fuori,  in quel mondo che sguazza in un partito senza più strutture, in quelle primarie dove votano porci e cani, senza regole, senza alcuna legge che le regolamenti, punisca i colpevoli di brogli. Problema nazionale, non solo romano. Non ci vuole  il commissariamento per scoprire se c’è qualcuno che fa incetta di tessere, le compra a venti  euro ciascuna, forse meno e si fa così la riserva di voti , per quelle poche volte che nei Circoli, nei territori c’è l’occasione di discutere di politica, locale, nazionale, di  quella internazionale non se ne parla proprio, c’è la Mogherini a Bruxelles e tanto basta.

Con la conferenza di programma si era aperto il dibattito sulla Capitale

Si è chiesto ai militanti un parere sul Jobs Act o sulla legge di stabilità? Per non andar lontani solo con l’iniziativa presa dal segretario defenestrato, Lionello Cosentino, si è aperto un dibattito nel partito  romano sul presente e sul futuro della Capitale. La mafia, la criminalità, che trovano terreno di cultura nel degrado, nella miseria, nella disperazione, che accendono la miccia delle rivolte nelle periferie, si combattono affrontando i problemi che la gestione Alemanno ha lasciato in pesante eredità. La conferenza di programma aveva aperto questo dibattito a Roma. Era la prima tappa, si doveva andare avanti nel territorio, nei Municipi, dando poteri  a queste strutture che sono, o dovrebbero essere a stretto contatto con i cittadini. Non contando  e ricontando le tessere. Certo il tesseramento deve essere trasparente.

Urgente una legge che assicuri nei partiti trasparenza, partecipazione, democrazia

Ma il problema più generale è il Partito. Anzi i partiti, perché ci vorrebbe una legge che, secondo Costituzione, ne garantisca trasparenza, democrazia, partecipazione, forme e modi di finanziamento pubblico strettamente controllato.  La “cancrena correnti” nasce anche dal finanziamento dei ricchi privati. Renzi, che è così veloce nel promulgare decreti e leggi delega, potrebbe promuovere subito una iniziativa. Il Pd potrebbe promuoverla. Così come si possono prevedere referendum, leggi di iniziativa popolare. Le tecniche di comunicazione, a parte i selfie, gli hashtag, i twitter, una foto e qualche battuta, consentono partecipazione. Ci sono costituzionalisti, giuristi che da anni ne parlano. Inascoltati fino ad ora. Renzi fa orecchie da mercante. Ma  questi sono i veri problemi dell’Italia e del Pd che è il maggior partito.

A Roma e non solo c’è bisogno di un congresso in tempi rapidi

A Roma serve un congresso in tempi rapidi. Ma serve anche nazionalmente per decidere cosa sia  questo partito, a partire dalla riscrittura dello Statuto, addirittura se sia un partito, inteso come comunità democratica e non come un gruppo di potere, un club privatistico. Già dimenticavamo. Sarebbe interessante conoscere i nomi dei partecipanti alle cene dei mille euro a Milano e, in particolare , a Roma. Forse è chiedere troppo al Commissario che si appresta a contattare gli ottomila iscritti.

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