A Parigi, l’allarme internazionale sulla chiusura delle orchestre pubbliche permanenti

A Parigi, l’allarme internazionale sulla chiusura delle orchestre pubbliche permanenti

I sindacati e le associazioni della quasi totalità delle orchestre francesi hanno lanciato un appello ai legislatori per il mantenimento delle orchestre permanenti, minacciate in tutto il mondo. “Non è nostra abitudine ritrovarci tutti assieme”, ha sottolineato Philippe Fanjas, direttore dellAssociazione francese delle orchestre, nel corso di una conferenza stampa comune di tutti i lavoratori delle orchestre e dei sindacati degli artisti. “Questa campagna è un grido d’allarme per richiamare ai responsabili della politica il ruolo essenziale del servizio pubblico che le orchestre giocano sul campo”. L’assemblea parigina ha ricordato che soprattutto la recente decisione dell’Opera di Roma di licenziare 182 artisti tra musicisti e coristi, la fine dell’Orchestra della Radio Greca e dell’Orchestra da camera di Copenhagen hanno allertato la Federazione internazionale dei musicisti. La stessa prestigiosa Royal Concertgebouw di Amsterdam è minacciata dai tagli alle spese. In Germania, la radio RWE ha programmato la fusione di due orchestre per il 2016. In Francia, la città di Caen non ha confermato la convenzione con Les Arts Florissant di William Christie, l’Opera-Orchestre di Montpellier è in gravi difficoltà finanziarie dopo il ritiro di una sovvenzione di 4 milioni di euro. L’Orchestra Digione-Borgogna è sfuggita alla chiusura grazie ad un finanziamento eccezionale della città di 180mila euro.

Nella sola Francia, le orchestre permanenti sono una quarantina, e impiegano (con i cori) 4.000 artisti. La direttrice generale dell’Orchestra nazionale dell’Ile-de-France, Fabienne Voisin, ha portato la solidarietà agli artisti licenziati in tutto il mondo, e in special modo a quelli di Roma, la cui professionalità ed eccellenza sono riconosciuti ovunque. Ed ha aggiunto che “solo un’orchestra permanente può realizzare azioni educative, animazioni presso il pubblico e assicurare una presenza sul campo”. Sempre in Francia, ben 22 regioni dispongono di un’orchestra permanente.

Yves Sapir, presidente nazionale dell’Unione degli artisti, ha ricordato che “siamo in un settore in cui senza l’intervento politico non possiamo esistere. Le città e le regioni”, proprio come accade in gran parte d’Europa, “si confrontano con tagli e riduzioni di finanziamenti da parte dello stato. Al massimo, confermano gli impegni finanziari degli anni precedenti”.

A partire da oggi, in tutti i teatri di Francia, sarà distribuito al pubblico dei concerti un documento con l’allarme per le orchestre permanenti pubbliche. E le orchestre suoneranno l’Ouverture delle Nozze di Figaro di Mozart.

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