Un’informazione imbarazzante. I virgolettati tra Mattarella e Conte comparsi su Repubblica e Corriere della Sera smentiti con “stupore”. La Rai cancella le Sardine a Roma. E il referendum del 29 marzo

Un’informazione imbarazzante. I virgolettati tra Mattarella e Conte comparsi su Repubblica e Corriere della Sera smentiti con “stupore”. La Rai cancella le Sardine a Roma. E il referendum del 29 marzo

Nessuna regia del Colle in questi giorni di crisi strisciante. Dopo la lettura dei quotidiani di stamane, in particolare le prime pagine del Corriere della Sera, Repubblica e il Messaggero, al Quirinale si è registrato stupore per le ricostruzioni dell’incontro avvenuto sabato tra Sergio Mattarella e Giuseppe Conte. L’incontro tra il presidente del Consiglio e il Capo dello Stato è servito al premier, come consuetudine, per riferire le ultime novità sulla situazione politica ma anche sui dossier sul tavolo di palazzo Chigi in particolare per quel che riguarda il coronavirus e la politica internazionale. Mattarella ha ascoltato le parole di Conte, ma il presidente ha nuovamente rispolverato l’abito notarile che aveva indossato già questa estate. Al Quirinale si compulsano i dati macroeconomici, si valuta la situazione generale dell’Italia e la principale preoccupazione, espressa già più volte, è che il Paese sia governato con l’obiettivo di risolvere i problemi dei cittadini, avendo uno sguardo lungo. Nel merito della crisi che serpeggia più o meno sottotraccia in queste settimane, scontato il fatto che votare prima del referendum sarebbe una forzatura politica e istituzionale, e il Presidente evita di entrare. Se ci sarà una crisi di governo difficilmente Mattarella concederà di sperimentare una nuova maggioranza politica. Certo ci sarebbe comunque bisogno di un governo elettorale per gli adempimenti dopo la consultazione referendaria ma tale governo avrebbe l’unico scopo di portare il Paese al voto subito dopo l’estate e verrebbe messo in campo in tempi rapidissimi. Ma sabato Conte ha ribadito a Mattarella l’intenzione di andare avanti. Tra i partiti che sostengono l’esecutivo si spera che la maggioranza si possa ricompattare, ma qualcuno non esclude anche l’ipotesi di un piccolo cambio in corsa, ipotesi che peraltro Conte ha oggi seccamente smentito.

Il tema dei presunti “responsabili” che potrebbero sostituire Italia viva nella maggioranza scuote il governo

Così, mentre palazzo Chigi e Quirinale smentiscono le ricostruzioni del colloquio avvenuto  tra Giuseppe Conte e Sergio Mattarella, assicurando che nessuno sta lavorando ad un cambio di maggioranza, Goffredo Bettini rilancia su Facebook e scatena la reazione di Iv. Diverse ricostruzioni del colloquio tra capo dello Stato e premier apparse sui quotidiani parlano di un progetto di Conte per attrarre altri voti nell’orbita della maggioranza, in modo da neutralizzare qualunque potere di ricatto da parte di Matteo Renzi. Versione appunto smentita dai diretti interessati: “La presidenza del Consiglio – fanno sapere da palazzo Chigi – smentisce tutte le ricostruzioni, apparse questa mattina sui giornali, relative alle presunte intenzioni del Presidente Giuseppe Conte. Si chiarisce che il Presidente non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostengono il governo”. Il Quirinale, dal canto suo, fa trapelare “stupore per le ricostruzioni apparse in qualche quotidiano, in cui, anche con virgolettati, si attribuiscono abusivamente intenzioni al Capo dello Stato riguardo alla situazione politica, con riferimento a uno degli incontri che avvengono frequentemente tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio”. Ma ci pensa Bettini a riaccendere la polemica. Su Facebook scrive: “Quanta pazienza si può avere ancora con il fiorentino? Difficile dirlo. I margini, comunque, sono molto risicati. Ecco perché consiglio, in attesa di scelte più sagge di Italia Viva, di preparare al più presto scenari alternativi”. Scenari che Bettini descrive nel dettaglio: “Dopo Conte non c’è per il Pd un altro governo. Se Renzi vuole farlo, lo deve fare con Salvini e la Meloni. C’è invece la possibilità, certamente allo stato attuale tutta da costruire, di sostituire Italia Viva con parlamentari democratici (in quanto non sovranisti, illiberali e autoritari) pronti a collaborare con Conte fino alla fine della legislatura. Penso anche che, in questo scenario, nel Parlamento si aprirebbe una riflessione perfino nel gruppo renziano”. Immediata la replica di Italia viva, affidata al capogruppo in Senato Davide Faraone, sempre via social network: “Quello che ha detto Bettini – afferma – resterà alla storia come l’autogol storico del Pd. Vogliono far fuori Renzi per sostituirlo con tanti Razzi e Scilipoti. A questo punto non resta che sperare per il Pd che l’operazione funzioni”

Il tentativo di trovare dei parlamentari “responsabili” per sostituire Italia Viva, “caldeggiato fino a stamani dalle veline di Palazzo Chigi che parlava di ‘tolleranza zero’ e dalle parole di Goffredo Bettini, sembra miseramente fallito” sostengono fonti renziane, secondo cui “al momento non solo nessuno si stacca da Italia Viva ma i gruppi renziani si dichiarano fiduciosi di accogliere nuovi ingressi già dalla settimana prossima. E il muro contro muro cercato da Conte, in sponda con Zingaretti e Franceschini, appare ogni giorno più inspiegabile”. “Se davvero Conte non riuscisse a portare a casa i responsabili – dicono da Italia Viva – ed è difficile immaginare che il tentativo riesca, per il premier ci sarebbero solo due strade. O un accordo con quel Renzi che fino a oggi è stato attaccato dalle veline di Chigi e direttamente dal premier o le dimissioni”.

La guerra delle veline: Italia Viva accusa esplicitamente Rocco Casalino, portavoce di Conte

Duro botta e risposta tra il deputato di Italia viva Michele Anzaldi e il portavoce del premier Rocco Casalino. Anzaldi scrive su Facebook accusando Casalino di essere la fonte, o meglio la gola profonda, delle indiscrezioni su un possibile cambio di maggioranza riportate oggi dai giornali e smentite da palazzo Chigi e Quirinale. Il portavoce del premier replica postando l’articolo 595 del codice penale sulla diffamazione. Scrive Anzaldi: “Comprensibile l’irritazione del Quirinale per le indiscrezioni infondate fatte uscire sull’incontro con Conte, ma dopo l’audio di Casalino che ai giornalisti annunciava il Conte Ter c’è poco da stupirsi: la campagna orchestrata dal portavoce di palazzo Chigi calpesta non solo il Parlamento e i partiti della maggioranza, ma anche la presidenza della Repubblica. Una vergognosa mistificazione, degna del Papocchio di Roberto Benigni”. Poco dopo compare un post di Rocco Casalino. Nessun commento personale, solo il copia-incolla dell’articolo del codice penale sulla diffamazione.

La Rai cancella la manifestazione delle Sardine a Roma

Per dovere di cronaca abbiano seguito anche i servizi che la Rai ha dedicato alla manifestazione delle Sardine in piazza Santi Apostoli a Roma, piena quanto lo era la stessa piazza durante la manifestazione sui vitalizi del Movimento5Stelle. E siamo rimasti davvero stupiti, non solo dalle immagini, ma dallo stesso servizio, in onda sul Tg delle 19 su Raitre. Ebbene, il servizio aveva dedicato alla manifestazione romana delle Sardine non più di una decina di secondi, all’interno di un gigantesco pastone politico, nel quale la destra e la Lega facevano la parte del leone. Alle sardine, appunto, pochi secondi con una rapidissima sequenza di due immagini da piazza santi Apostoli a Roma. Peggio ha fatto il Tgr Lazio che invece ha dedicato un intero servizio all’appuntamento di Salvini all’Eur, cancellando di fatto l’evento delle sardine. Da una parte i grandi quotidiani si sono lasciati irretire da qualche velina, commettendo una scorrettezza enorme ed evitabilissima nei confronti del Quirinale e del presidente Conte. Scorrettezza per la quale i tre direttori dovrebbero chiedere scusa, non solo agli interessati ma soprattutto ai loro lettori. Ma dall’altra parte c’è una stampa che compie scorrettezze nei confronti dei movimenti, della sinistra. Scorrettezze contro le sardine, ma anche contro l’Assemblea nazionale di Sinistra italiana, che evidentemente non fa notizia, per i quotidiana a “più alta tiratura”. E se poi ci mettiamo la totale scomparsa di notizie sul referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari, il cerchio si chiude.

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