Maurizio Landini replica positivamente all’invito del premier Conte di incontrare le parti sociali. Ma detta le condizioni

Maurizio Landini replica positivamente all’invito del premier Conte di incontrare le parti sociali. Ma detta le condizioni

Il premier Conte annuncia la convocazione delle parti sociale per la prossima settimana. Il leader della Cgil: “Ancora non è arrivato nulla, se sarà così è positivo. Necessario far ripartire gli investimenti, avere un’idea di sviluppo fondata sulla sostenibilità, realizzare una vera riforma fiscale”. “Se sarà così, perché formalmente non è ancora arrivato nulla, credo che sia un fatto positivo”. Questo il commento del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, giovedì a Bologna per un’iniziativa, alla convocazione di un confronto sulla manovra tra governo, parti sociali, imprese e associazioni di categoria, annunciata per la prossima settimana dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una lettera al quotidiano La Repubblica.

“Per quello che ci riguarda occorre che la discussione si concentri sui bisogni del Paese e dei lavoratori”, prosegue Landini: “Occorre far ripartire gli investimenti, avere davvero un’idea di sviluppo fondata sulla sostenibilità ambientale e sociale, realizzare una vera riforma fiscale che combatta l’evasione e riduca la tassazione sul lavoro dipendente e sui pensionati”. Il segretario generale Cgil ha rilevato la necessità di “rinnovare anche tutti i contratti a partire da quelli dei settori pubblici, ma anche privati. Credo ci sia bisogno anche di un’idea di riforma del funzionamento della pubblica amministrazione che rimetta al centro i diritti e i servizi alle persone”.  “Perché vogliamo dire al governo che dobbiamo invertire la tendenza, che c’è bisogno di far ripartire gli investimenti e la legge di stabilità deve cambiare le politiche fatte? Perché la crescita non c’è”, commenta i dati diffusi oggi dall’Inps sull’andamento della cassa integrazione (+42,6% in un anno). “Non a caso c’è stato un crollo pesantissimo degli investimenti pubblici, dal 2008 il 30% in meno, 100 miliardi in meno di quello che si investiva 10 anni fa, e l’Italia continua a essere quella che investe 14-15 miliardi in meno della media europea”, aggiunge Landini. “Questo è un primo punto decisivo e ci dice anche che un Paese orientato solo sulle esportazioni non regge: c’è bisogno di far ripartire i consumi interni e di un’idea di sviluppo ambientalmente sostenibile. È un processo che non può essere lasciato al mercato, c’è bisogno di una politica pubblica e di un ruolo delle istituzioni”, afferma Landini.

Sollecitato dai giornalisti, il leader della Cgil è tornato sull’incontro con Salvini della scorsa settimana: “Il sindacato è il sindacato, noi non siamo mica un partito di opposizione: l’opposizione la deve fare chi è in Parlamento”. “Da che mondo è mondo – ha aggiunto –, tutte le volte che un governo lo convoca, il sindacato ci va, difende le sue idee, dice le sue ragioni senza guardare in faccia a nessuno: questo è il nostro mestiere. Siamo andati lì, come da altre parti, a dirgli quali sono le nostre rivendicazioni”. Poi, ha aggiunto, “se il governo non ci risponde o non cambia la legge di stabilità, decideremo tutte le iniziative”. Ma, ha concluso, “il sindacato è un soggetto autonomo, che non deve rispondere alle forze politiche, ma ai giovani, ai lavoratori e ai pensionati che rappresenta: noi dobbiamo difendere gli interessi della nostra gente”.

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